Arezzo, sequestrata dai Carabinieri marijuana modifica geneticamente: due arresti

Carabinieri-marijuana-arezzoArezzo, 14 ott – Si è conclusa, con la denuncia in stato di arresto di due persone, una prolungata attività del Reparto Operativo Nucleo Investivgativo di Arezzo che, nella giornata di ieri, a Castiglion Fiorentino ed Arezzo, ha svolto un’indagine finalizzata a reprimere l’illecita attività di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata svolta in collaborazione con i Carabinieri di Cortona ed unità cinofile antidroga del Nucleo di Firenze.

I due arrestati, sono stati sottoposti ad un prolungato servizio di osservazione, pedinamento e controllo e, quindi sottoposti a perquisizione personale e domiciliare, sono trovati in possesso di 16 kg. di marijuana di cui 2 kg. già essiccati e pronti per la vendita al dettaglio destinata al mercato di Arezzo.

Uno degli arrestati, in particolare, che di professione fa il giardiniere, aveva messo in piedi una piantagione ben occultata in una zona a ridosso di Ripa Dell’Olmo dove, nonostante le condizioni climatiche non lo permettessero, era risucito a sperimentare la coltivazione di particolari qualità di marijuana tipiche del Regno Unito, la cosiddetta “Blu cheese“, che è una varietà di sostanza derivante dalla britannnica “Cheese“, e la “Bluberry” che ha migliaia di estimatori in tutto il mondo. E’ una sostanza dal “sapore eccezionale”, una sostanza ibrida incrociata più volte per renderla geneticamnete più stabile.

Oltre a questa è stata rinvenuta la marijuana nota negli ambienti come “Moby Dick” che racchiude nella potenza e nella psicoattività la sua caratteristica migliore. Essa ha un effetto devastante: basta poco per sentirne il suo intenso contraccolpo celebrale avendo circa il 21% di sostanza attiva.

Infine è stata sequestrata anche la cd. “Rossa calabrese” una pianta di marijuana tipica degli altipiani della Sila calabrese. Si tratta di una varietà più unica che rara, che si contraddistingue per le sue particolari e vivaci sfumature rosse delle sue escrescenze, che necessita di particolari condizioni microclimatiche per sviluppare il suo principio attivo.

L’attività di indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Arezzo.

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