Andria, imprenditore rapito negli anni ’80: dopo 33 anni sequestro da 50 milioni per il presunto responsabile

112-560Andria, 5 giu – Sequestro stile “cold case”. Dopo 33 anni, i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Bari hanno sequestrano 50 milioni di euro a un uomo ritenuto responsabile di un rapimento a scopo di estorsione, avvenuto negli anni ’80. Messi i sigilli anche ad una nota sala ricevimenti. Al fisco dichiarava solo 15mila euro all’anno.

L’uomo era stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione per il sequestro di un imprenditore di Brescia, proprietario di un’acciaieria, avvenuto nel marzo del lontano 1984. Per la sua liberazione, era stato richiesto un riscatto di 10 miliardi di lire. A distanza di ben 33 anni, i carabinieri hanno messo i sigilli, ad Andria e zone limitrofe, a beni per circa 50 milioni di euro, tutti intestati a G. S., 78enne del luogo e ai suoi familiari.

G. S., spiegano i carabinieri, «già sorvegliato speciale, rappresentò, appunto, la figura apicale di un gruppo criminale armato, dedito negli anni ’80, secondo l’accusa, a sequestri di persona a scopo di estorsione, organizzati in varie località d’Italia».

La complessa attività storico-investigativa effettuata dai militari ha ricostruito le modalità attraverso le quali l’uomo, «pur essendo stato coinvolto in attività delittuose negli anni ’80, abbia successivamente provveduto a ‘ripulire’, anche per il tramite dei suoi stretti congiunti, i guadagni illeciti derivanti dai suoi traffici, reinvestendoli prevalentemente nella realizzazione della lussuosa sala ricevimenti e nell’omonima società che ne gestisce la ristorazione e l’organizzazione di eventi pubblici e privati».

La sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Trani ha emesso un decreto ai sensi del codice antimafia, col quale sono stati sottoposti complessivamente a sequestro due società di capitale, due imprese individuali, 18 appartamenti, 5 locali commerciali, otto garage, 53 terreni dell’estensione complessiva di dieci ettari, due autovetture ed infine la somma di 327mila euro, in parte investita in titoli e polizze assicurative, tutto giacente presso quattro istituti di credito.(AdnKronos)

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