Torino: donna 46enne ha problemi con l’INPS e si da’ fuoco. E’ grave

inps-torino-donna-fuocoTorino, 27 giu – La donna che questa mattina all’Inps di Torino si è data fuoco è residente nell’hinterland torinese ed era stata licenziata il 13 gennaio scorso da un’azienda multiservizi del torinese.

Questa mattina si era presentata agli uffici dell’ente di previdenza per chiedere conto degli assegni di disoccupazione per cui aveva fatto richiesta lo scorso 24 gennaio data che, a quando si apprende, coincideva con l’ultimo giorno di malattia.

Per legge, però, prima di poter erogare l’assegno, l’istituto deve ricevere documentazione che attesta la riacquistata capacità lavorativa che all’Inps era giunta lo scorso 25 maggio. Pertanto, chiusa la pratica, il primo assegno di disoccupazione le era stato liquidato lo scorso 1 giugno. Secondo quanto è stato raccontato, la donna si sarebbe presentata negli uffici ma la funzionaria non avrebbe avuto neppure il tempo di spiegarle che non avrebbe perso i soldi dei mesi precedenti perché subito sarebbe nata una discussione durante la quale la donna dopo essersi cosparsa di liquido infiammabile si è data
fuoco.

La donna adesso è ricoverata in prognosi riservata al centro grandi ustionati del Cto, è intubata e in rianimazione. Ha riportato ustioni al 25% della parte alta del corpo, di cui per il 10% di terzo grado.

Il fratello: era esasperata

«Innanzitutto vorrei ringraziare quel magrebino che questa mattina intervenendo con lo spirito che è tipico delle persone perbene, indipendentemente da colore della pelle e credo religioso, ha permesso a mia sorella di essere ancora qui, grave, ma sembra meno di quello che mi avevano detto appena detto accaduto il fatto».

Ha appena finito di parlare con i medici, ed è un po’ più sollevato, Giuseppe, il fratello della quarantaseienne ricoverata in prognosi riservata al centro grandi ustionati del Cto di Torino.

«Certamente era esasperata – racconta poi parlando della sorella – se non lo fosse stata non avrebbe non solo fatto ma neppure pensato un simile gesto. Da dieci anni era addetta alle pulizie con contratto a tempo indeterminato in un locale di ristorazione dell’hinterland torinese, poi qualche mese fa la perdita del lavoro, la cooperativa subentrata che non è stata in grado di assumere i lavoratori licenziati, l’umiliazione di trovarsi senza occupazione, l’impossibilità di poter contare sul tfr, le difficoltà quotidiane. Tutto questo ha pesato su una persona sensibile qual è mia sorella. Questa mattina, qualche ore prima, su Fb lo aveva scritto “vado e li faccio neri”, ma non doveva andare così».

L’amministratore della società: gesto che ci ha sconvolti

«Un gesto che ci ha sconvolti tutti, sapevamo che aveva problemi con l’Inps ma quello che è successo oggi ci ha scosso profondamente». A parlare, all’Adnkronos, è l’amministratore della
società che gestisce il locale di ristorazione alla periferia del capoluogo piemontese dove per dieci anni ha lavorato la donna 46enne che questa mattina si è data fuoco nell’atrio dell’Inps a Torino.

«Un tempo la signora era dipendente diretta della nostra società che è una srl – spiega – poi, i lavoratori hanno costituito una cooperativa e quando questa di fronte alle difficoltà è stata messa in liquidazione, come azienda ci siamo fatti carico di garantire il maggior numero di posti di lavoro possibile, ma purtroppo il lavoro di pulizia non era economicamente sostenibile per questo abbiamo dovuto affidarlo a un fornitore terzo».

»In ogni caso non era in alcun dubbio l’erogazione del tfr, sapevano delle sue difficoltà – conclude – e quanto successo ci ha sconvolto».

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