Terremoto: tra le vittime anche “Angeli in divisa” e loro familiari

terremoto-poliziaRoma, 25 ago – «L’ennesima tragedia che ha funestato il Paese ha trovato i Poliziotti, come sempre, in prima fila. Nel dolore, nel lutto, nella fatica. Oggi siamo qui a piangere i colleghi in divisa rimasti uccisi dalla furia del terremoto, a stringerci alle loro famiglie con tutto l’affetto e la solidarietà di cui siamo capaci, a ringraziare gli angeli che si stanno adoperando per salvare vite umane e ledere le sofferenze altrui, scavando anche con le mani quando serve, loro sempre vera risorsa di un’Italia nuovamente sconvolta».

assistente-capo-ezio-tulli1L’Assistente Capo Ezio Tulli, morto insieme ai due figli e ai suoceriCosì Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, esprime tutto il cordoglio del Sindacato Indipendente di Polizia per il drammatico sisma che ha colpito il Centro Italia, distruggendo la vita di intere famiglie, e che non ha risparmiato anche la grande famiglia della Polizia di Stato e degli altri Corpi in divisa. Fra le numerose vittime, infatti, si annoverano anche Marco Santarelli, figlio 28enne del Questore di Frosinone, Filippo Santarelli; il Carabiniere aquilano Giampaolo Pace, originario della frazione di Palombaia di Sassa; l’Assistente Capo della Polizia Stradale, Ezio Tulli e i suoi due figli di 14 e 12 anni con i suoceri, mentre è rimasta miracolosamente viva la moglie, Giovanna Gagliardi, anch’ella Poliziotta; distrutta anche la famiglia di Adriano Sargeni, poliziotto 84enne in pensione, deceduto assieme alla moglie, alla figlia Gabriella ed al genero Mauro Marincioni, che era Finanziere in forza al Comando Provinciale di Rieti ed in passato operativo anche a Terni.

«Gli angeli della Polizia di Stato – aggiunge Maccari – che anche questa volta hanno pagato il proprio tributo in termini di vite umane, lavorano senza sosta per fronteggiare il disastro causato dal sisma. Dai colleghi della Stradale che monitorano senza sosta le strade che collegano tutte le varie zone interessate dal terremoto, a quelli che in ogni dove stanno scavando fra le macerie nella corsa disperata per salvare quante più vite umane sia possibile, a quelli che portano via i feriti, a quelli che si adoperano per tutteMarco-SantarelliMarco Santarelli le altre necessità, tutti meritano il grazie nostro e del Paese. Per la loro fatica e per le lacrime che si mischiano alla polvere sui loro volti, per lo sforzo di dover sembrare sempre più forti dei cittadini che ci sono intorno anche quando un evento colpisce esattamente nella stessa maniera degli altri, per l’incrollabile volontà di tenere come sempre fedele al proprio dovere oltre ogni resistenza, grazie. Grazie ragazzi».

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