Sicurezza, è scontro con la Difesa sul piano di riordino: sindacati replicano a Rossi

militari-polizia1Roma, 16 lug – «Ho appreso che nell’ambito della riforma della PA sarebbe in approvazione una norma sul riordino delle forze di Polizia, tralasciando analoghe esigenze delle Forze Armate. Una situazione del genere sarebbe inaccettabile».

Lo ha affermato il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, in una nota.

«L’intervento di riordinare le Forze di Polizia, inclusa l’Arma dei Carabinieri – spiega Rossi – rischia di essere settoriale a fronte del globale comparto Difesa e Sicurezza. Quello che non condivido, auspicando una ulteriore riflessione, è l’esclusione delle Forze Armate che condividono l’esigenza di procedere al riordino dei propri ruoli analogamente alle Forze di Polizia sin dal suo primo finanziamento avvenuto nell’anno 2003».

«Provvedere in modo disgiunto per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza rischia di causare la rottura dell’equilibrio interno, nota come equiordinazione, costruito in più di 30 anni di attività normo-giuridica ed è facile prevedere che il personale militare sarà in difficoltà negli impieghi congiunti proprio nelle attività quali Terre dei fuochi, vigilanza interna, Expo, etc. in particolar modo in raffronto con la componente Carabinieri che ricordo far ancora al dicastero della Difesa».

«Il personale delle Forze Armate – dice ancora il Sottosegretario – ha subito le penalizzazioni degli ultimi anni con le Forze di Polizie, a partire dal blocco degli stipendi, delle promozioni, all’innalzamento temporale pensionistico e alla sua decurtazione e non è motivabile in alcun modo un trattamento differenziato, accertato anche che le eventuali risorse necessario possono essere immediatamente individuate dalla riduzioni imposte, questa volta in solitudine, dalla legge 244 del 2012».

«Sono certo – conclude Rossi – che vi sono gli spazi per ribadire le basi per assicurare una omogeneità di intervento nei confronti di tutto il personale in uniforme».

Non si è fatta attendere la replica dei sindacati della Polizia di Stato che – in una nota congiunta siglata da Siulp, Siap, Silp CGIL, UGL Polizia e UIL Polizia – definiscono la “posizione Sottosegretario Rossi incomprensibile e punitiva”.

«La posizione del Sottosegretario alla Difesa Rossi – si legge nella nota – , secondo la quale non si deve fare un riordino disgiunto Forze di Polizia-Forze Armate, è incomprensibile, campanilistica e persino punitiva nei confronti del senso di responsabilità dei vertici delle Forze di Polizia, dei sindacati e degli uomini e delle donne in uniforme di queste amministrazioni».

«Conosciamo bene i trascorsi del sindacalista dei militari, nella sua veste di Presidente del Cocer Interforze, che oggi, in quanto Sottosegretario alla Difesa, si mostra allarmato per il riordino delle Forze di Polizia pur essendo la stessa persona che da Sottosegretario invocava senso di responsabilità sia dei vertici delle Forze di Polizia che dei sindacati quando le Forze Armate si sono fatte la loro riforma con lo strumento militare con la motivazione di esaltare la specificità dei militari».

«Ecco perché la sua posizione di oggi rispetto alla legge delega che prevede un riordino delle Forze di Polizia per l’esaltazione della specificità della funzione di Polizia, finalizzata a rispondere al meglio alle nuove sfide che il Paese deve affrontare per garantire la sicurezza e contrastare il terrorismo e la criminalità, ci appare incomprensibile e persino punitiva».

«Se non fosse per il grande senso di responsabilità e l’alto senso di abnegazione per essere al servizio dello Stato e dei cittadini – sottolineano i sindacati di Polizia – , forse oggi avremmo dovuto dare ben altra risposta a chi propugnava il riordino delle Forze Armate come un atto necessario ed indispensabile rassicurando le Forze di Polizia che poi sarebbe arrivato il loro momento per la riforma. Oggi che quel momento è arrivato, grazie alla volontà del Governo, il Sottosegretario si ricorda che interventi fatti su una sola parte del comparto potrebbero minare l’unitarietà dei due comparti, cosa che, stranamente, non rappresentava quando pochi mesi fa il riordino lo faceva fare alle sole Forze Armate».

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