Roma, non solo Mafia Capitale: da Dia e Gdf confische per 1,4 miliardi

mafia-capitaleRoma, 21 gen – (di Roberto Galullo) Non solo Mafia Capitale. Se i paragoni servissero a rendere meno amara la realtà si potrebbe affermare che i sequestri dell’indagine ”Mondo di mezzo” sono una goccia nell’oceano del patrimonio illecito sottratto alle mafie che a Roma prosperano da decenni.

Dai dati fomiti al Sole 24 Ore dalla Dia e dalla Gdf di Roma c’è di che restare a bocca aperta non solo rispetto alle cifre ma anche alla qualità dei beni sequestrati o confiscati nel solo biennio 2013-2014. Ville, appartamenti di pregio in zone esclusive, esercizi commerciali, ristoranti di lusso, grandi alberghi e imprese ma anche ritrovi della dolcevita, teatri, busti, gioielli di classe, sculture della scuola francese, olii di maestri italiani e via godendo. per una cifra che sfiora 1, 4 miliardi.

A beneficiarne non solo i presunti partecipi a Mafia Capitale (i sequestri, in questo caso, si aggirano finora intorno ai 417 milioni e la Procura di Roma ha già avanzato la richiesta di confisca) ma anche gli ex della Banda della Magliana, la criminalità organizzata romana, Cosa nostra, i casalesi e la ‘ndrangheta.

L’analisi della Dia di Roma condotta per il Sole 24 Ore è impietosa e mette in fila come in un rosario di spine il biennio 2013-2014 in cui il valore tra sequestri e confische raggiunge 851 milioni, che vanno a colpire nel portafoglio ì clan dei casalesi, i clan di camorra Moccia dì Afragola, Zaza e Contini di Napoli, le cosche di ‘ndrangheta Pelle di San Luca, Gallico di Palmi (Reggio Calabria), Fiarè-Razionale di Vibonese e poi ancora Cosa nostra siciliana e i trafficanti di stupefacenti romani.

«Tra i colpi che meritano di essere ricordati nel 2013- ricorda al Sole 24 Ore il capocentro della Dia di Roma Renato Chicoli – sicuramente c’è il sequestro del Grand Hotel Gianicolo e l’operazione contro esponenti del clan Zaza con arresti e il sequestro di alberghi e ristoranti, nonché il sequestro del Caffè Fiume a danno di Saverio Razionale, esponente di spicco della ‘ndrangheta».

Dalla Gdf è arrivata un’altra enorme spallata contro l’economia mafiosa. Nel201.4, a parte l’operazione “Mondo di mezzo” che oltretutto deve ancora dispiegare a pieno i suoi effetti, sono stati sequestrati 50 milioni (soprattutto alla camorra) mentre nel 2013 è stato l’annus horribilis per la criminalità organizzata romana (da quella di Ostia a quella legata agli ex della Banda della Magliana) alla quale sono stati sequestrati beni per 70 milioni e un milione confiscato.

L’anno nuovo si apre sulla scia delle indagini su Mafia Capitale nello stesso modo in cui si è appena chiuso il 2014. La Procura di Roma ha infatti chiesto alla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di sorveglianza la confisca di beni, per circa 100 milioni, riconducibili al presunto boss Ernesto Diotallevi sequestrati in cinque distinte occasioni. L’udienza è fissata per il 26 gennaio.

Del resto il suo profilo “imprenditoriale” è ricostruito a partire da pagina 221 dal Gip Flavia Costantini che il 23 novembre 2014 ha firmato l’ordinanza relativa all’indagine ”Mondo di mezzo”. Già conosciuto per la sua attività di usuraio, Ernesto Diotallevi intorno alla metà degli anni Settanta è stato introdotto nella cosiddetta Banda della Magliana da Danilo Abbruciati come suo tramite con la mafia siciliana per via della sua amicizia con Giuseppe Calò e verso il mondo economico finanziario, nell’ambito del quale vantava notevoli entrature.

Con il tempo andò a costituire l’anima finanziaria del gruppo di ‘Testaccio-Trastevere”, oltre che ad occuparsi di riciclare e investire i capitali della Banda della Magliana. (Il Sole 24 Ore)

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