Migranti, ministro degli Esteri Alfano: per l’accordo con la Libia troveremo tutti i soldi necessari

Angelino-Alfano-EsteriNon è un problema di denaro, ma di tenuta politica. Bruxelles, 6 feb – «Tutto quello che servirà per risolvere il problema dei transiti nel Mediterraneo lo troveremo: tutti i soldi che serviranno, più un euro, troveremo un euro in più di quello che servirà».

Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, risponde, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, in merito al fatto che i fondi finora stanziati per aiutare la Libia a gestire le migrazioni sono molto minori rispetto a quelli destinati alla Turchia.

«Non sarà un problema di soldi – continua Alfano – è un problema di tenuta politica dell’accordo, in riferimento alle istituzioni libiche e alla loro solidità. Noi li aiuteremo e lo faremo nel pieno rispetto dei diritti umani, perché la forza dell’Italia in questi anni è stata quella di fare sposare sicurezza e solidarietà».

«Noi abbiamo avuto – prosegue Alfano – un Paese che è stato fin qui al sicuro, in un mondo globale in cui il rischio zero non esiste, avendo salvato vite umane e avendo dato prova di solidarietà. Ci sono Paesi che hanno fatto solidarietà ma non hanno avuto sicurezza; ci sono Paesi che, per avere sicurezza, hanno negato solidarietà: noi siamo uno di quei Paesi che è riuscito a dare sicurezza, dando anche solidarietà. Lo stesso continueremo a fare».

Abbiamo fatto bene ad riaprire l’ambasciata

«Adesso – continua il ministro – c’è da realizzare quanto fatto e scritto dentro il patto. Intanto, c’è da sottolineare come abbiamo fatto bene a mandare giù l’ambasciatore, perché ciò ha consentito di negoziare e di raccogliere il consenso necessario per rendere il più effettivo possibile questo accordo».

«Io – dice ancora Alfano – ho anche sentito il commissario per i rifugiati, Filippo Grandi, e sentirò anche William Lacy Swing, il responsabile dell’Iom, perché noi dobbiamo fare un lavoro comune anche nella logica dell’organizzazione, della costruzione e del rispetto pieno del diritto internazionale ed umanitario nei campi».

«Ma la nostra collaborazione – aggiunge Alfano – sarà per la stabilità, per la sicurezza, per il miglioramento delle situazioni dal punto di vista infrastrutturale in Libia. Non ci fermiamo lì, perché per noi il punto importante è anche il Niger».

Lavoriamo sul Niger per impedire l’arrivo dei migranti sulle nostre coste

«Ossia, una volta che i migranti sono entrati in Libia – prosegue il ministro – hanno la naturale necessità di andare via verso nord e poi prendere la barca per attraversare il Mediterraneo: se noi riusciremo a fermarli prima, ossia a non farli transitare in Libia, avremo fatto una grande operazione di contrasto ai trafficanti di esseri umani».

«Io credo – aggiunge – che il lavoro che abbiamo messo in campo con il fondo per l’Africa di 200 mln e con gli stanziamenti per collaborare con i Paesi per noi strategici, Libia, Tunisia e Niger, è un lavoro che può dare risultati. E’ chiaro che sono questioni che non si risolvono con uno schiocco di dita o con uno stanziamento: ci sarà da lavorare parecchio, però abbiamo fatto un passo importante nella direzione giusta».

Riguardo al crescente ruolo della Russia in Libia, per il ministro «i ruoli in politica estera sono maggiori o minori a seconda dell’inerzia delle altre forze. Più l’Europa avrà leadership, minore sarà il ruolo degli altri; più l’Europa sarà inerte, maggiore sarà il ruolo degli altri».(Adnkronos)

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