Foggia, sversamento illecito di rifiuti: 19 misure cautelari e sequestri per oltre 9 milioni [VIDEO]

Foggia_traffico_rifiuti_Foggia, 7 giu – Avrebbero riversato illecitamente un’ingente quantità di rifiuti nelle campagne di Manfredonia e in altre zone della provincia di Foggia con la complicità di una ditta di servizi ambientali di San Severo e attraverso l’impiego di automezzi di un’impresa di Casalnuovo di Napoli.

Diciannove misure cautelari personali (5 in carcere, 9 ai domiciliari, 2 obblighi di dimora, 2 divieti di dimora e 1 divieto di esercizio dell’attività d’impresa) e il sequestro preventivo di beni per il valore complessivo di oltre 9,3 milioni di euro: questo il bilancio dell’operazione ‘In Daunia Venenum’ contro il traffico organizzato di rifiuti in concorso.

Ipotizzati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari anche i reati di falso ideologico in atto pubblico, corruzione, falso, realizzazione e gestione di discarica abusiva e una serie di illeciti amministrativi. Sono 46 gli indagati (42 persone fisiche e 4 società).

Le indagini sono state condotte da militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari e da agenti del Commissariato di polizia di Manfredonia.

Il traffico dei rifiuti, monitorato attraverso una capillare attività investigativa supportata dall’utilizzo di strumentazione tecnica sofisticata, si è sviluppato lungo la direttrice Napoli- Foggia.

Oltre 130 sono gli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato che stanno operando per l’esecuzione delle ordinanze nelle città di Bari, San Severo, Cerignola, Zapponeta, Casalnuovo di Napoli, Pozzuoli, Pollena Trocchia, Mariglianella, Napoli, Barletta, Mola di Bari, Gravina in Puglia e Modugno.

In particolare i sequestri hanno per oggetto numerosi conti di due delle società coinvolte e di alcune delle persone fisiche indagate, le quote societarie e l’intero compendio aziendale di una delle società stesse e, infine, 70 ettari di terreno situati nelle zone di Manfredonia, San Severo, Zapponeta e San Paolo Civitate, ritenute oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti speciali. Contemporaneamente, è stata data esecuzione a 9 decreti di perquisizione locale nei confronti di alcuni degli indagati.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i rifiuti, provenienti dalle province di Napoli e Caserta, venivano dapprima convogliati nella società di San Severo con quantitativi assolutamente superiori rispetto a quanto consentito dall’autorizzazione provinciale, per essere successivamente smaltiti (dopo una mera parvenza di trattamento di compostaggio) su terreni che venivano, di fatto, utilizzati come discariche e che erano nella disponibilità della società stessa o di soggetti compiacenti.

Il totale del materiale illecitamente sversato, dal 2010 al 2014, è stato quantificato nell’ambito di un range che raggiunge, come previsione massima, il quantitativo di circa 100.000 tonnellate.

In connessione con questi illeciti, sarebbero state accertate ulteriori condotte delittuose, tra cui alcuni reati di falso ideologico nonché alcuni episodi di corruzione. Episodi che, secondo le accuse, vedrebbero coinvolto un pubblico ufficiale, dirigente di una Unità Operativa Complessa dell’Arpa Puglia.


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