Expo: imponente il dispositivo di sicurezza schierato. Ecco tutti i particolari

expo-forze-di-poliziaMilano, 30 apr – Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri con il coinvolgimento di oltre 140 Paesi: questo è Expo 2015, esperienza straordinaria per Milano che per sei mesi diventerà vetrina mondiale di un evento senza precedenti sul tema dell’alimentazione e della nutrizione. In pochissimo tempo il capoluogo meneghino ha assistito letteralmente a un’esplosione di attività e di aziende che da un lato hanno offerto grandi opportunità di crescita da un punto di vista occupazionale ed economico, ma dall’altro hanno richiesto un controllo particolarmente accurato e complesso, sul piano della legalità, già nella fase degli appalti per i lavori di preparazione.

Come già accaduto precedentemente per altre grandi opere di portata nazionale (la ricostruzione per il terremoto in Abruzzo, per quello dell’Emilia Romagna e per i lavori sull’alta velocità), il Dipartimento della pubblica sicurezza ha istituito un gruppo interforze, per monitorare la realizzazione delle infrastrutture. Nel caso di Expo 2015 si chiama Gicex (Gruppo interforze centrale per l’Expo Milano 2015), è nato nel 2009 ed è composto da esperti, provenienti da tutte le forze di polizia, nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle opere pubbliche svolgendo un’attività di analisi e di monitoraggio nei confronti delle imprese partecipanti, con la possibilità di intervenire con gli strumenti di prevenzione a disposizione del Prefetto, le cosiddette interdittive, attraverso le quali viene inibita la partecipazione all’attività, per le imprese non in regola con la normativa antimafia.

Il Gicex, in esito dei propri accertamenti, comunica le eventuali criticità rilevate a carico delle imprese alla Prefettura di Milano (all’interno della quale è presente una sezione dello stesso Gruppo Interforze), alla Dia e alle altre Prefetture eventualmente interessate ai controlli, in base alla sede sociale. Si tratta di un modo per dare concreta attuazione alla normativa ed alle linee guida antimafia approvate a marzo del 2011, secondo le quali le società devono essere dotate della certificazione antimafia emessa dal Prefetto (ovvero di iscrizione in una white list) che permette loro di partecipare agli appalti pubblici.

«Questo tipo di controlli, normalmente effettuati dalla singola Prefettura competente, sono stati potenziati nelle occasioni di maggior rilievo, come nel caso dell’Expo2015, attraverso approfondimenti mirati, anche in esito ad un analisi di contesto, da parte del gruppo interforze centrale – spiega Luigi Donato, primo dirigente della Polizia di Stato e coordinatore del Gruppo – e si tratta di un affiancamento e potenziamento di un’originaria competenza della Dia (Direzione investigativa antimafia). Mettendo ora a frutto l’esperienza delle varie forze di Polizia, utilizzando il metodo di più ampia raccolta di elementi si affronta quindi l’attività di verifica più complessa che necessita della maggior interconnessione delle informazioni disponibili.

Occhi sull’Expo

Quasi 3.800 uomini impiegati per la sicurezza, chiamati a vigilare per 6 mesi su una città che vedrà un afflusso che si stima oscillerà tra i 20 e i 24 milioni di visitatori, il 10% in più rispetto alla popolazione abituale. Anche la questura di Milano si prepara ad affrontare un evento senza precedenti per il nostro Paese in termini di flussi di persone da gestire. Il secondo Expo nella storia del capoluogo meneghino e della Nazione, dopo quello svoltosi nel lontano 1906, pone, infatti, l’Italia in prima linea nel modo di fare sicurezza in uno scenario di tale portata. «Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, con quote di rinforzo provenienti dall’esercito, oltre che dalla Polizia penitenziaria e dal Corpo forestale dello Stato, saranno chiamati a vigilare su questo evento di portata mondiale, cui prenderanno parte visitatori in rappresentanza del 94% della popolazione del pianeta, per un totale di 145 Paesi», spiega il questore di Milano Luigi Savina, che coordinerà un dispositivo, particolarmente potenziato, di uomini e mezzi. Come nelle maggiori manifestazioni di massa che riguardano l’ordine pubblico è stato disposto un tavolo tecnico in prefettura affidato al questore per stabilire le necessità tecnico-logistiche di uomini e mezzi, mentre sofisticati dispositivi posizionati all’interno della sala operativa agevoleranno il coordinamento della macchina della sicurezza. «Per la prima volta in Italia – sottolinea il questore – avremo una sala operativa dotata di Lte (long term evolution) che, per quanto riguarda la trasmissione in diretta delle immagini, rappresenta il futuro dei mezzi di comunicazione. Si tratta di un appuntamento che stiamo preparando da tre anni, con il coordinamento del Dipartimento di pubblica sicurezza».

La sala operativa, la cui unità di crisi è stata completamente ridisegnata, sarà il centro di coordinamento per una vigilanza strettissima, che potrà avvalersi di 3000 telecamere cittadine e altre 2000 posizionate in tutte le stazioni metropolitane: Milano dispone, infatti, di 5 linee metropolitane ed è l’unica città italiana dotata di agenti ad hoc, dipendenti dall’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, che svolgono un servizio di vigilanza viaggiando, sia in uniforme che in abiti civili, a bordo dei treni cittadini. «Abbiamo stimato – continua Luigi Savina – che il 24% dei visitatori si sposterà in metropolitana, ciò equivarrà a un flusso di 240mila visitatori nei giorni feriali, con un incremento di 50.000 persone nei week-end».

I rinforzi di personale riguarderanno anche la polizia ferroviaria (il 18% dei visitatori viaggerà in treno) e la polizia stradale, considerando che il 50% dei viaggiatori si sposterà con gli autobus Gran turismo o con la propria automobile (circa 100mila persone).

Sulla base di uno studio dello spostamento dei grandi flussi previsti, la questura di Milano ha stabilito dei protocolli per la mobilità, creando profili specifici per 184 giorni complessivi, tra cui 14 giorni ad alta criticità, nei quali si prevede la presenza di circa 240mila visitatori, concentrati nei fine settimana dei mesi critici: maggio, giugno e ottobre. Un lavoro analitico e minuzioso che prevede la valutazione ora per ora, per tutta la durata della manifestazione espositiva.

L’area fieristica di Expo 2015 richiederà numerosi servizi di vigilanza, per la quale verrà impiegato personale delle forze dell’ordine, così come servizi di ordine pubblico: il forte richiamo mediatico potrebbe infatti attrarre manifestazioni di ogni genere. «Oltre alla videosorveglianza e al sistema di trasmissione delle immagini, disponiamo di un Com, (centro operativo misto), mirato al coordinamento degli aspetti di safety, di protezione civile – spiega Savina – mentre l’aspetto della security, che riguarda più strettamente la questura, concerne la gestione delle immagini lte, delle telecamere cittadine e metropolitane e quelle delle Ferrovie dello Stato». Il piano per affrontare le diverse criticità prevede inoltre un dispositivo per le emergenze di microcriminalità, presentato in occasione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica presieduto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano e dai rappresentanti delle forze di polizia che si è tenuto a Milano lo scorso 20 aprile. La vigilanza dell’area espositiva è stata concordata con Expo spa, e prevede, per gli ingressi alle biglietterie, oltre 200 tornelli e metal detector per i controlli degli oggetti, effettuati da guardie giurate affiancate da operatori delle forze dell’ordine, così come avviene negli aeroporti.

«Questi servizi di controllo si protrarranno anche di notte e saranno effettuati dal personale preposto per l’ordine pubblico – chiarisce il questore – sia per evitare rischi di ingressi abusivi che per vigilare un sito che rimarrà aperto dalle 10 di mattina fino alle 23».

Basta pensare che nei giorni di picco è previsto l’accesso di 900 mezzi di grandi dimensioni, contenenti cibo o prodotti per l’igiene e la pulizia, ciascuno dei quali verrà sottoposto a controlli radiogeni da parte dell’ esercito.

Questo personale di rinforzo si occuperà anche della tutela dei circa 490 obiettivi sensibili selezionati di concerto con il ministro dell’Interno, una cifra giustificata dalle crisi internazionali che stanno investendo l’Africa e il Medio Oriente; in questo modo le forze di polizia potranno dedicarsi alle attività investigative o a controlli più mirati.

«È importante ricordare che a Milano, oltre a una rilevante comunità islamica ed ebraica, ci sono anche importanti centri per il mondo cattolico e il maggior numero di consolati al mondo, – ha puntualizzato il questore – obiettivi che è necessario tutelare con vigilanze organizzate sia con le unità dinamiche che con quelle speciali delle forze di polizia. Siamo orgogliosi di far parte di un evento così importante che contribuirà a far conoscere il nostro Paese a 24 milioni di persone»

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