Contro il nuovo terrorismo 5.000 militari nelle strade

strade-sicure-2015Roma, 21 gen – Un maxi-decreto legge antiterrorismo unisce le norme contro l’indottrinamento e la militanza jahidista, il rinnovo del finanziamento delle missioni internazionali, le nuove competenze a riguardo delle dda (direzioni distrettuali antimafia). Se poi si riuscirà a trovare i fondi potrebbe essere prolungato l’impiego di 3.000 militari impegnati nell’operazione “Strade sicure”: i finanziamenti, per ora, coprono l’attività fino alla fine di marzo. L’ipotesi, anzi, è di arrivare fino a 5.000 militari nelle strade.

È l’esito del Consiglio dei ministri di ieri: all’ordine del giorno il disegno di legge presentato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano – concepito ad ottobre, dopo l’esplosione della minaccia Isis – d’intesa con i dicasteri Giustizia e Difesa. L’ok di ieri del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle banche popolari ha consentito ad Alfano di chiedere al premier Matteo Renzi il ricorso alla decretazione d’urgenza per le norme antiterrorismo. Quel testo, peraltro, così era stato ideato all’inizio per poi diventare disegno di legge tra diverse perplessità. Oggi i tecnici dei ministeri interessati si riuniranno per definire un quadro normativo aggiornato. Il decreto legge, infatti, nelle intenzioni annunciate sarà approvato giovedì, con un Consiglio dei ministri convocato apposta. Ci sarà la consultazione con gli uffici del Quirinale ora guidato da Piero Grasso, che svolge le funzioni supplenti del presidente della Repubblica. La riunione di ieri a palazzo Chigi ha deciso di unire in un solo testo anche il rifinanziamento, pari a 850 milioni, delle missioni all’estero: l’idea è di varare norme per assegnare i fondi previsti dalla legge di stabilità con decorrenza l° gennaio 2015 fino al 30 settembre dell’anno in corso. Uno dei temi più spinosi e lo sarà anche in queste ore – si dibatte da dicembre – di “Strade sicure”. Fino all’anno scorso erano impiegati nel pattugliamento del territorio 4.250 militari. Ma nella legge di stabilità non c’erano più fondi per questa operazione, poi recuperati in extremis dai tecnici ministeriali nel decreto Milleproroghe.

strade-sicure-2015-2Risultato finale sono gli attuali 3.000 soldati, con risorse stanziate per i primi tre mesi dell’anno. L’emergenza terrorismo, però, che ha portato alla lievitazione degli obiettivi sensibili da controllare, pretende il ripristino integrale dello schema dell’anno scorso. L’intesa tra Alfano e il titolare della Difesa, Roberta Pinotti andrebbe persino oltre: viste le necessità di controlli a tappeto e di presidi anche in funzione antiterrorismo, prevede di avvalersi di 5.000 soldati. Ossigeno, certo, sulle necessità di ordine pubblico per i vertici della Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, il prefetto Alessandro Pansa e il generale Tullio Del Sette. Ma non bisogna trascurare che il successo dell’operazione passa dalla non marginale condizione che il dicastero dell’Economia, Ragioneria generale in testa, dia il via libera, obiettivo certo faticoso da raggiungere. I problemi che possono annidarsi sul modello normativo ipotizzato ieri, però, non sono soltanto quelli di natura finanziaria. La corretta stesura di un decreto legge pretende omogeneità nelle norme, un numero di disposizioni contenuto, oltre ai requisiti scontati di straordinaria necessità e urgenza. Non si deve pensare, insomma, che il decreto legge annunciato derivi dalla somma degli attuali testi sulle missioni internazionali e sul terrorismo: sarebbero oltre una ventina di articoli che non potrebbero reggere al vaglio delle verifiche tecniche, Quirinale in testa.

Le norme antiterrorismo definite dagli uffici del Viminale insieme ai dicasteri della Giustizia e della Difesa sono comunque ormai note. Il provvedimento si concentra nella punibilità dei sistemi di reclutamento dei combattenti: commette reato non più solo il reclutatore di potenziali terroristi, ma anche chi decide di seguire la dottrina eversiva. Si introduce la possibilità di applicare una pena fino a dieci anni di carcere per chi va a combattere nei teatri di guerra: le ultime stime indicano 59 foreign fighters passati per l’Italia.

C’è poi una nuova ipotesi di reato destinata a punire l’organizzazione, il finanziamento e la propaganda di viaggi finalizzati al compimento di condotte con finalità di terrorismo. E le pene previste per questo reato si applicano anche al soggetto che acquisisce autonomamente o da terzi istruzioni sull’utilizzo di esplosivi, armi, sostanze chimiche o nocive, cosi come sulle tecniche per compiere atti di violenza o di sabotaggio. Scatta anche un intervento sul terrorismo online• Con la previsione di aggravanti di pena se i reati di istigazione e apologia dell’eversione sono commesse attraverso strumenti informatici o telematici. Resta da vedere quali di queste norme potrebbero per varie ragioni uscire dal nuovo articolato. (Sole 24 Ore)

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