Migranti: perchè Malta li rifiuta? La verità che gli italiani ignorano

Roma, 24 ago – Diciamolo subito, è un argomento abbastanza facile da capire ma, tuttavia, sconosciuto dalla stragrande maggioranza di italiani che di questi tempi partecipano ai dibattiti, in special modo sui social network, sull’opportunità di accogliere i migranti che dall’Africa (ma non solo) giungono in Italia.

Oggi parleremo però di un altro argomento e, precisamente, del perchè Malta si oppone così spesso ad accogliere i migranti sulla propria isola. Iniziamo.

I regolamenti internazionali prevedono che quando qualsiasi natante interviene in soccorso ad un’imbarcazione in difficoltà tali da pregiudicare la sopravvivenza degli occupanti, ha l’obbligo di condurre i naufraghi nel “luogo sicuro più vicino” (in inglese place of safety), che fornisca loro delle garanzie fondamentali, e cioè dove:

  1. la sicurezza e la vita dei naufraghi non è più in pericolo;
  2. le necessità primarie (cibo, alloggio e cure mediche) sono soddisfatte
  3. può essere organizzato il trasporto dei naufraghi verso una destinazione finale.

Un “luogo sicuro”, sottolinea l’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), deve essere individuato dal MRCC (Maritime Rescue Coordination Center, il centro di coordinamento delle operazioni marittime) che ha la responsabilità. In altre parole, la centrale operativa che riceve la richiesta d’aiuto deve anche scegliere il luogo dove portare i naufraghi.

Attenzione al termine “luogo sicuro più vicino”, perchè molto spesso chi vuole fare disinformazione lo sostiusce con un altro, cioè “zona SAR (Search and Rescue) di competenza”.

Tutti noi abbiamo sentito dire molto spesso che “i migranti erano nella zona SAR di Malta” e quindi abbiamo dedotto (erroneamente, e spiegherò il perchè) che a farsene carico portandoli sulla propria isola dovevano essere i maltesi. Sbagliato, anzi, dipende.

LE ZONE SAR

Guardate la cartina qui in basso

SAR-MaltaDiciamo, innanzi tutto, che le “zone SAR” non devono essere confuse con le “acque territoriali” di uno Stato (porzione di mare di 12 miglia nautiche adiacente alla costa), come invece spesso accade. Il Mediterraneo è suddiviso in diverse zone SAR. Quella colorata in fucsia è la zona SAR di Malta, grande 750 volte la superficie territoriale dell’isola. Come tutti sappiamo i flussi migratori, per la stragrande maggioranza, arrivano da sud e, quindi, prima di arrivare a Lampedusa attraversano la zona SAR di Malta. Ed è qui che nasce l’equivoco. Molte volte infatti, pur essendo in zona SAR maltese, il “luogo sicuro più vicino”, in base ai richiamati regolamenti internazionali, è proprio Lampedusa. Non avrebbe infatti senso portare i naufraghi in una località (Malta) distante più di 100 miglia quando il porto sicuro (Lampedusa) più vicino è ad appena 20 miglia. Ecco perchè spesso sentiamo che mezzi navali maltesi forniscono il primo soccorso in mare ma poi li accompagnano verso la più vicina Lampedusa.

Tale concetto è di facile comprensione a tutti, come è facilmente comprensibile che non è possibile buttare sulle spalle di una piccola isola come Malta il peso del fenomeno migratorio. Nonostante l’isola sia lo stato più piccolo dell’Unione Europea, inoltre, finora ha accettato 18 richieste di asilo ogni 1.000 abitanti, posizionandosi al secondo posto nella classifica dei Paesi più “accoglienti”.

Non ci avventureremo in altri argomenti, di natura squisitamente politica. Quello che ci premeva era dare un’informazione esatta, veritiera, al netto della propaganda politica.

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