Statali, fannulloni licenziabili. Al via la riforma Brunetta

brunetta3Nel prossimo Cdm dovrebbero essere approvati i decreti attuativi. Stipendi in base al merito e multe ai manager inefficienti. Roma, 6 ott – (di Luca Iezzi – Repubblica) I decreti attuativi delle riforma-Brunetta sulla meritocrazia nella pubblica amministrazione dovrebbero ottenere il via libera nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdì. Lo ha annunciato lo stesso ministro della Funzione pubblica al termine dell’incontro di ieri con le parti sociali per presentare il testo del decreto legislativo: “Riproduce al 98% lo stesso testo varato inizialmente dal governo – ha specificato il ministro – per il resto abbiamo recepito i miglioramenti e i perfezionamenti richiesti dalle Camere”.

Secondo Brunetta le reazioni da parte delle parti sociali sono state “in gran parte positive. L’incontro è stato costruttivo soprattutto su un punto: dopo l’approvazione e la pubblicazione, si avvia una fase di sperimentazione di due anni che richiederà la partecipazione di tutti per verificare il buon funzionamento delle norme”, tanto da essere disposto a “rendiconti semestrali sullo stato di attuazione della legge”.

La rivoluzione promessa dalla riforma prevede sanzioni dure (sospensioni dal servizio, taglio dello stipendio, fino al licenziamento) per i dipendenti indisciplinati, assenteisti e fannulloni e un regime più duro anche per i dirigenti che permettono condotte dannose per la pubblica amministrazione. Molto attesa invece la rimodulazione degli stipendi in base alla produttività effettiva. La forbice sarà tra il 7% e il 20% da aggiungere o sottrarre alla retribuzione totale, quota che dovrebbe salire fino al 30% nel corso degli anni.

Le risorse per valorizzare il merito sono state reperite, i risparmi vengono dal taglio dei premi ai manager inefficienti. I dipendenti saranno divisi in tre fasce di merito anche se negli enti locali e nella sanità i meccanismi potranno essere diversi. Nascerà anche un’Autorità incaricata di valutare l’efficienza e la trasparenza della pubblica amministrazione, Brunetta ha detto che “sarà un’agenzia che avrà tutte le caratteristiche di un’Authority indipendente e di stampo europeo. I suoi membri saranno nominati dal Parlamento con una maggioranza dei due terzi”.

Una “forte condivisione” è arrivata da Confindustria mentre i sindacati hanno sottolineato come il successo delle riforma dipenderà anche dalle risorse messe a disposizione, a cominciare dal prossimo rinnovo contrattuale. “Si passa da un sistema di contrattazione a uno basato sulla legge e l’amministrazione” commenta il segretario funzione pubblica della Cgil, Michele Gentile. “Solo la contrattazione è lo spartiacque tra una riforma che funzioni e una che fallisce” gli ha fatto eco il segretario confederale Cisl, Gianni Baratta. Per Paolo Pirani della Uil: “Il testo è migliorato, ma va rafforzata la dinamica contrattuale”, Sergio Varesi dell’Ugl chiede di “accompagnare la rimodulazione facendo in modo che il rinnovo del contratto sia dignitoso e rispettoso dei tempi, altrimenti le proposte restano aleatorie”.Aggiungi commento

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