Sergio Mattarella è il nuovo Capo dello Stato e delle Forze Armate

sergio-mattarellaRoma, 31 gen – Sergio Mattarella è da oggi il 12° Presidente della Repubblica italiana. E’ stato eletto con 665 voti, superando di gran lunga i 505 (maggioranza assoluta) che rappresentavano il quorum necessario per la sua elezione dal 4° scrutinio. Prima di lui, i Presidenti della Repubblica eletti al quarto scrutinio sono stati Luigi Einaudi (12 maggio 1948 – 11 maggio 1955), Giovanni Gronchi (11 maggio 1955 – 11 maggio 1962) e Giorgio Napolitano (1° mandato, 15 maggio 2006 – 22 aprile 2013).

E’ nato a Palermo il 23 luglio 1941 ma è originario di Castellammare del Golfo (TP).

Secondo quanto stabilito dall’articolo 87 della Costituzione della Repubblica italiana, Sergio Mattarella assume anche la funzione di Capo delle Forze Armate e presiede il Consiglio supremo di Difesa.

Descritto come una persona riservata e con la schiena dritta, è un politico di lungo corso, figlio del già ministro Bernardo e fratello di Piersanti, ucciso dalla mafia nel gennaio 1980 mentre ricopriva la carica di presidente della regione Sicilia.

Sergio Mattarella è stato eletto alla Camera dei deputati nel 1983, nel 1987, nel 1992, nel 1996, nel 2001; nel 2006 è stato ministro dei rapporti con il Parlamento, ministro della Pubblica istruzione nel sesto governo Andreotti, da cui si dimise nel 1990 a causa dell’approvazione della legge Mammì sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato in Italia.

La sera del 26 luglio 1990, quando si dimise insieme ad altri cinque (c’erano anche Martinazzoli, Fracanzani, Misasi e Mannino) spiegò quel gesto di rottura senza usare un solo aggettivo polemico: «Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile».

mattarella-difesaHa ricoperto anche la carica di ministro della Difesa e si deve a lui il provvedimento di legge che ha sospeso la leva obbligatoria.

Negli anni successivi a Tangentopoli e alla disgregazione della Dc lo vedono protagonista e promotore del Partito popolare italiano; vicepresidente del Consiglio nel primo governo D’Alema, presidente del Comitato per la legislazione. Per nomina parlamentare, dal 2011, è giudice della Corte costituzionale, eletto con 572 voti: avvocato, ha insegnato anche diritto parlamentare all’Università di Palermo.

Il suo nome è anche legato alla legge elettorale, altrimenti definita Mattarellum, adottata dal 1994 al 2001 e spesso rimpianta nella stagione del Porcellum: prevedeva infatti collegi uninominali e un sistema maggioritario per il 75 per cento degli eletti. Una quota proporzionale assegnava il restante quarto dei seggi mentre famoso resta il meccanismo dello scorporo, per tutelare i piccoli partiti.

La sua riservatezza e proverbiale: l’Ansa riporta che avrebbe rilasciato in tutto ventinove dichiarazioni in dieci anni. Quando parla, però, le parole restano: dalla definizione di “incubo irrazionale”, coniata pensando a un potenziale ingresso di Forza Italia nel partito popolare europeo, al secco rifiuto sulla Mammì.

Secondo Ciriaco De Mita, Sergio Mattarella sarebbe tanto freddo e sobrio che “in confronto a lui, Arnaldo Forlani era un movimentista”.

Si racconta di lui un piccolo aneddoto relativo alle sue dimissione da ministro della Pubblica Istruzione: quella sera, incrociò Martinazzoli e gli chiese «Hai consegnato la lettera di dimissioni?». «Certo, l’ho appena fatto». «E hai fatto una fotocopia?». «No, perché?». «Perché Andreotti è capace di mangiarsela, la tua lettera, pur di farla scomparire.».

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