Riordino delle carriere: il punto della situazione

militari-sarajevoRoma, 3 mag – (di Toni De Muro) La delega al Governo per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego delle Forze di polizia e delle Forze armate e per il riordino delle relative carriere, attribuzioni e trattamenti economici è stata assegnata con il decreto-legge 7 gennaio 1992, n. 5, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 marzo 1992 n. 216, ove reca l’autorizzazione di spesa e l’esecuzione di giudicati, per la perequazione del trattamento economico dei sottufficiali dell’Arma dei carabinieri in relazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 277 del 3-12 giugno 1991, nonché la perequazione dei trattamenti economici relativi al personale delle corrispondenti categorie delle altre Forze di polizia.

L’esecuzione del suddetto disposto legislativo è stato emanato con i decreti legislativi 12 maggio 1995, n. 196, n. 197, n. 198, n. 199, n. 200 e n. 201.

Con l’applicazione delle norme transitorie di tali provvedimenti, ovvero l’immissione nei nuovi ruoli marescialli-ispettori, si è venuta a creare una sostanziale disparità di trattamento tra appartenenti alle Forze di polizia e le Forze armate, difatti ai primi è stata concessa la promozione al secondo grado/qualifica superiore mentre, ai secondi è stata concessa quella immediatamente superiore. Per i militari in servizio di leva prolungata nelle Forze armate, ai sensi della legge 24 dicembre 1986 n. 958, le norme transitorie non hanno previsto nulla se non la cessazione dal servizio, fatto salvo la possibilità di partecipare ai primi concorsi dei nuovi ruoli!

I decreti legislativi 28 febbraio 2001 n. 53, n. 67, n. 76, n. 82, n. 83 e n. 87 hanno introdotto alcune disposizioni integrative e correttive dei decreti citati ma, non è stato compiuto nessun riallineamento confermando, peraltro, condizioni di avanzamento quantitativamente diverse nei ruoli paritetici.

Il passaggio dai livelli retributivi ai parametri stipendiali, stabilito dal decreto legislativo 30 maggio 2003 n. 193, ha consolidato i disallineamenti tra i paritetici ruoli, portando a regime una diversità di trattamento economica e giuridica che era prevista unicamente nella disciplina transitoria.

Nella scorsa Legislatura si è segnato l’indirizzo volto alla realizzazione di misure di riallineamento e riordino delle carriere, dall’art. 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003 n. 350 (finanziaria 2004), precisamente si è autorizzato la spesa a due distinti interventi:

1.il riallineamento di alcune posizioni di carriera del personale delle Forze armate;

2.il riordino dei ruoli e delle carriere di parte del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia.

Per il primo intervento sono stati stanziati 87 milioni di € per l’anno 2004, 42 milioni di € per l’anno 2005, e 38 milioni di € per l’anno 2006, destinati ai provvedimenti normativi indirizzati al riallineamento delle posizioni di carriera del personale dell’Esercito, della Marina (comprese le Capitanerie di Porto) e dell’Aeronautica, inquadrato nei ruoli dei marescialli ai sensi dell’articolo 34 del decreto legislativo 12 maggio 1995 n. 196, con quelle del personale dell’Arma dei carabinieri, inquadrato nel ruolo degli ispettori ai sensi dell’articolo 46 del decreto legislativo 12 maggio 1995 n. 198.

Per l’adozione del secondo intervento è stata invece autorizzata la spesa di 73 milioni di € per il 2004, 118 milioni di € per il 2005 e 122 milioni di € a decorrere dal 2006.

La contestatissima soluzione per il riallineamento delle posizioni di carriera del personale appartenente ai ruoli marescialli delle Forze armate con quelle del personale del ruolo ispettori delle Forze di polizia è stata legiferata con l’art. 1 bis del decreto legge 28 maggio 2004 n. 136 convertito, con modificazioni,  dall’art. 1 della legge 27 luglio 2004 n. 186 e con gli articoli 4 e 5 del decreto legge 10 settembre 2004 n. 238, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 dalla legge 5 novembre 2004 n. 263 e di fatto non ha sanato la questione!

Nonostante siano passati oltre 15 anni dal provvedimento del riordino dei ruoli e delle carriere e 7 anni dal rifinanziamento, ancora oggi non si vede la luce per il nuovo riordino!

Di seguito le numerose proposte di legge in Parlamento:

C.1659 SPECIALE, CICU, MAZZONI e MOLES

C.1296 VITALI

C.1708 VILLECCO CALIPARI, MINNITI, AMICI e RUGGHIA

C.1808 PALADINI, DI PIETRO, DONADI, BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, CIMADORO, EVANGELISTI, FAVIA, ANIELLO FORMISANO, MESSINA, MONAI, MURA, PALAGIANO, PALOMBA, PORFIDIA, RAZZI, ROTA e SCILIPOTI

C.2291 BARBIERI

C.2328 ALESSANDRI

C.3304  MANCUSO

S.1609  SALTAMARTINI, VICARI, PISCITELLI, DE ANGELIS, FLUTTERO, GALLONE, SCARPA BONAZZA BUORA, ALLEGRINI, COMPAGNA, VETRELLA, LICASTRO SCARDINO, TOMASSINI, LAURO, DE ECCHER, MESSINA, VALDITARA, D’AMBROSIO LETTIERI, CASOLI, PICCIONI, BALBONI, ZANETTA, CARUSO, SARRO, CARRARA, RIZZOTTI, MASSIDDA, GAMBA, DE LILLO, ASCIUTTI, POSSA, BUTTI, DIGILIO, TANCREDI, ORSI, BORNACIN e TOTARO

S.934  TORRI e MURA

In sintesi se ne parla tanto, ben 11 proposte di Legge in Parlamento e ben poche idee condivise (Unificazione dei ruoli, inserimento di altri gradi, carriera aperta, funzioni connesse al grado, avanzamento per meritocrazia, etc…).

Non dimentichiamo infine la mancanza di provvedimenti, nelle precedenti operazioni di riordino delle carriere, che hanno provocato forte confusione e malessere, in particolare nelle Forze armate, in merito alla disomogeneità, alla discrezionalità e all’assenza di criteri per la formazione dei giudizi sintetici assegnati dalle Commissioni di avanzamento che variano di anno in anno.

Un esame separato merita quello che sta capitando in Marina, segnalato dall’on. Pierfelice Zazzera dell’Italia dei Valori, referente politico del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD), il quale è primo firmatario di un’interrogazione parlamentare nella quale ha chiesto al Ministro della difesa se non ritenga opportuno intervenire presso la Direzione generale per il personale militare affinché si diano chiare disposizioni per uniformare l’iscrizione nel quadro di avanzamento sulla base del solo punteggio di merito attribuito dalla Commissione di avanzamento anche per gli appartenenti al ruolo marescialli del Corpo Equipaggi Militari Marittimi, così come accade agli appartenenti al ruolo marescialli del Corpo delle Capitanerie di Porto ed ai paritetici marescialli dell’Esercito e dell’Aeronautica.

E’ appena il caso di ricordare che l’art. 2, comma l, della legge 6 agosto 1991, n. 255 ha separato in due i Corpi della Marina Militare denominandoli rispettivamente uno Corpo Equipaggi Militari Marittimi (ruolo C.E.M.M.) e l’altro Corpo delle Capitanerie di Porto (ruolo Nocchieri di Porto) e prevedendo al successivo art. 8, comma 1 e 2, identiche modalità di stato giuridico e di avanzamento tra i due ruoli della Forza Armata (entrambi suddivisi per categorie e specialità dalla determinazione emana in data 24.7.2003 dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare pro tempore).

Accade infatti che per gli appartenenti al ruolo marescialli del Corpo Equipaggi Militari Marittimi, l’iscrizione nel quadro di avanzamento non è determinato sulla base del solo punteggio di merito attribuito dalla Commissione di Avanzamento, ma ha luogo per categorie e specialità (artt. 2, 3 e 50 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 914) mentre, l’iscrizione degli appartenenti al ruolo marescialli del Corpo delle Capitanerie di Porto, a similitudine dei paritetici marescialli dell’Esercito e dell’Aeronautica, ha luogo a scelta (art. 20 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196); e che di fatto, tale suddivisione porta all’esclusione di alcuni scrutinandi del Corpo Equipaggi Militari Marittimi, pur avendo la Commissione assegnato un punteggio sensibilmente migliore di altri, per effetto del arcaico criterio applicato, ivi compresa l’arbitrarietà della quantità delle promozioni da conferire per ciascuna delle categorie e specialità.

Tali esitazioni pongono in risalto l’illogicità e la disparità di trattamento dell’azione amministrativa (addirittura nell’ambito della stessa Forza Armata tra i due ruoli marescialli) che di fatto vanifica, l’esito di scrutinio della medesima Commissione di avanzamento, le determinazioni fissate annualmente dal Ministro della difesa e la normativa vigente sull’avanzamento e sullo stato giuridico. ico_commenti Commenta

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