Il “manifesto del militare”

soldatiCurato dall’agenzia giornalistica Fidest e dai militari del Cocer Bitti e Foti. Roma, 26 ott – La Fidest, di concerto con il Rotocalco Militare e la preziosa collaborazione di Leonardo Bitti e Girolamo Foti detto Mirco oltre alle e-mail che sono pervenute da alcuni militari , ha elaborato in nove punti le problematiche che riguardano il settore nella fiducia che si possa fare chiarezza e fornire motivi di riflessione da parte di chi istituzionalmente è preposto a legiferare. Partiamo da un dato di fatto rilevando che esiste un disagio che non si può ignorare e che colpisce in particolare i ruoli più bassi delle forze armate che sono i Sergenti, i Volontari in servizio permanente, i Volontari in ferma breve, i Volontari in ferma prolungata, i Volontari in ferma prefissata, ma sicuramente lo stesso stato d’animo è comune anche agli operatori delle forze di polizia. Sono “punti” che potremmo formulare in un manifesto:

1. (Assegni di funzione) Nel 2008 e stata introdotta la terza fascia sugli assegni di funzione, riducendo il gap che c’era tra il ruolo sergenti e il ruolo dei Volontari di truppa in servizio permanente. Questa procedura, anche se ha migliorato la distanza tra i due ruoli, ha favorito i ruoli più alti e l’anzianità di servizio. Da notare, infatti, che sono proprio i ruoli più bassi a non raggiungere almeno i 27 anni di servizio;

2. (Il contratto oppure l’elemosina) che si preannuncia é povero di fondi: togliendo, infatti, dalla busta paga la vacanza contrattuale di circa 11 euro netti al mese, e sostituita con l’aumento del contratto di circa 16 euro netti, i militari si ritroveranno 5 euro al mese in più. E questa la famosa promessa di molti esponenti dell’attuale maggioranza che in tv, ai tempi della campagna elettorale, criticavano il precedente governo Prodi, mentre alla prova dei fatti l’aumento ottenuto da quel governo è stato di circa 133 euro mentre quello attuale non va oltre i 30 euro lordi.

3. (I tagli alla Difesa) La prima inevitabile conseguenza dei preannunciati tagli alla difesa sarà molto probabilmente a discapito degli attuali 23 mila volontari di truppa (Volontari in ferma breve e prefissata). Si rischia, oltretutto, una diminuzione dello standard di sicurezza e addestramento e lo svilimento della professionalità delle forza armata.

4. (Il Fesi) L’attuale distribuzione del FESI, un fondo di efficienza riservata agli operatori della sicurezza e della difesa, privilegia le aree centrali, creando differenze, all’interno del personale, e scontento anche perché un militare che si prepara per l’Afghanistan prenderebbe di meno del collega che opera all’interno di qualche ufficio dell’area centrale. Sarebbe, semmai, più corretto che l’emolumento venisse percepito in egual misura;

5. (Il riordino delle carriere) Ci sono quasi sette disegni di legge (alcuni molto lontane dalle aspettative della base ovvero il ruolo truppa – giudicateli voi) “C.137 Ascierto –, “C.1296 Vitali”, “ C.1659 Speciale”, “ C.1708 Villecco Callipari”, “C.1808 Paladini”, “C.2291 Barbieri”, “C. 2328 Alessandri”, ma in concreto non si vedono risultati a differenza di come nel passato si e fatto con l’omogeneizzazione a favore degli ufficiali. Oggi i volontari in servizio permanente terminano la propria carriera a 35 anni di età e ciò comporta enormi disagi economici perché nelle forze armate gli stipendi non vengono valutati per anzianità e per ruolo ma per gradi (Ovvero parametri) . E’ una procedura che, in pratica, favorisce solo i ruoli più alti;

6. (Il Sindacato Militare) Oggi siamo in presenza di una rappresentanza militare troppo condizionata da regolamenti che limitano la libertà d’azione dei delegati impegnati alla tutela dei diritti dei propri rappresentati in specie per i ruoli più bassi. In questa fattispecie sarebbe opportuno istituire un livello di sindacalizzazione simile a quello dell’esercito tedesco.

7. (Militari di truppa con stipendi alle soglie della povertà) Sarebbe, a nostro avviso, un atto di solidarietà molto apprezzato, se tutti i dirigenti che percepiscono automatismi e indennità e anche il fesi, congelassero i propri aumenti per un anno, adottando una procedura nuova, come quella di disporre aumenti inversamente proporzionali; auspichiamo un grosso sforzo morale che interessa le indennità di missione all’estero “siano equiparati uguale per tutti ” in funzione del tributo di sangue maggiore per la truppa.

8. (Una vita alle soglie della povertà) Perché, i detentori di un reddito basso continuano ad avere difficoltà per l’assegnazione di una casa demaniale rispetto ad altri ruoli che percepiscono uno stipendio superiore?E soprattutto: é vero che a Roma ci sono alloggi militari occupati abusivamente? E se si cosa si fa per ristabilire la legalità?

9. (Le candidature politiche e amministrative) E’ un aspetto davvero controverso quello di privilegiare le candidature dei vertici militari. Non si tiene conto che esistono “marescialli, sergenti, graduati di truppa” particolarmente motivati, oltre ad essere la stragrande maggioranza all’interno delle forze armate.Aggiungi un commento

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