Disarmo nucleare: la Nato divisa, ma nessuna decisione unilaterale

RasmussenCinque paesi chiedono il ritiro delle testate nucleari Usa in Europa. Tallinn, 22 apr – (dell’inviata Marisa Ostolani) Le 240 bombe atomiche americane, che gli Usa conservano in basi militari in sei paesi della Nato, tra cui l’Italia, per ora non saranno smantellate. “In un mondo insicuro, la Nato deve avere una dissuasione nucleare”, ha detto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, aprendo i lavori della riunione informale dei ministri degli esteri, riuniti per la prima volta a Tallinn, in Estonia.
Il tema della denuclearizzazione si è imposto nella discussione tra i capi della diplomazia dei 28 stati membri della Nato, ma l’Alleanza è apparsa divisa sull’accelerazione da imprimere al processo. Cinque paesi – Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Norvegia – chiedono di premere sugli Usa per ritirare le testate americane ancora stoccate in Belgio, Germania, Italia, Olanda, Turchia e Gran Bretagna, ma gli alleati dell’Europa dell’est, che ancora sentono la minaccia russa, si oppongono ad una decisione unilaterale. Gli Usa, con il segretario di Stato Hillary Clinton, insistono sulla necessità che nessun paese vada avanti da solo con iniziative o decisioni singole. “Voglio essere chiara: il nostro impegno verso l’Estonia e altri alleati è un principio basilare dal quale gli Usa non derogheranno mai”, ha detto la Clinton in un incontro stampa con il ministro degli esteri estone Urmas Paet, rassicurando così gli alleati ex satelliti Urss.
Gli Usa sembrano più propensi a negoziare prima con Mosca un ritiro parallelo delle molte armi tattiche russe, piuttosto che ritirare unilateralmente le loro bombe. Anche il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, che pur condivide lo spirito della lettera dei Cinque, ritiene che il processo di smantellamento delle armi stoccate in Europa debba andare avanti in modo parallelo tra Usa e Russia.
“E’ il momento di far fare un passo in avanti al disarmo incluso quello nucleare”, ha dichiarato il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, secondo il quale bisogna sfruttare la finestra di opportunità rappresentata dai progressi fatti con le iniziative assunte dall’Amministrazione Obama che ha portato all’intesa con la Russia sul nuovo trattato Start 2. “Il disarmo è un dividendo di pace anche per noi”, ha aggiunto Westerwelle. “Nessuno prenderà una decisione per proprio conto”, ha però garantito il ministro tedesco secondo il quale non ci sono divisioni all’interno dell’Alleanza sulla necessità di una strategia nucleare perchè c’è accordo sul fatto che “bisogna impedire che gruppi terroristi o paesi che rappresentano una minaccia entrino in possesso di una bomba atomica”. A Tallin, non sono attese decisioni nel merito, ma sui criteri. “Le nostre decisioni saranno prese seguendo i principi della solidarietà, del peso condiviso e della necessità di assicurare una dissuasione in un mondo insicuro”, ha indicato Rasmussen. “Abbiamo bisogno di un deterrente nucleare credibile. Dobbiamo lavorare verso un mondo senza armi nucleari, ma finchè ci sono regimi canaglia o gruppi terroristi che possono rappresentare una minaccia nucleare per tutti noi, dobbiamo mantenere una capacità nucleare. Per questa stessa ragione – ha insistito il capo della Nato – abbiamo bisogno anche di un sistema di difesa missilistico credibile”. (ANSA) ico_commenti Commenta
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