Difesa:La Russa, no gay pride in divisa. Giro vite su molestie

militarigayRoma, 10 feb – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ribadisce la sua apertura ai gay nelle forze armate (”in realtà non si può parlare di una apertura, perchè non c’è mai stata una vera chiusura”, spiega), ma dice no alla partecipazione di militari in uniforme ai gay pride. ”La divisa va utilizzata sapendo che rappresenta molto più che un abito”, ha detto, durante “La vita in diretta”.

”Se un militare vuole andare in uniforme al Gay Pride sbaglia pesantemente, così come sbaglierebbe a presentarsi in divisa a un mio comizio”. E se l’orientamento sessuale ”non può essere motivo di preclusione”, d’altro canto non può dare luogo a nessun tipo di molestie, contro le quali La Russa annuncia un giro di vite.

”Non tollereremo minimamente – ha detto – nessun tipo non dico di molestia, ma anche meno. C’erano già prima queste indicazioni, ma io le ho rafforzate. In una vita militare in cui c’è una sorta di cameratismo è assolutamente di rigore che non ci sia nessun tipo di approccio che possa in qualche modo essere considerato scorretto nei confronti sia di persone del proprio sesso, sia del sesso opposto”.

A conferma che la molestia è una minaccia sempre in agguato, a prescindere dagli orientamenti sessuali, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, ricorda che ci sono ”due procedimenti penali in corso” – di cui le cronache si sono già occupate in passato – relativi a fatti riguardanti l’Accademia di Modena, che è ”serissima”: ”uno di un colonnello accusato di aver palpeggiato durante un’esercitazione di tiro le allieve; e un altro di un professore dell’università che palpeggiava gli allievi”. Dunque, ”due comportamenti, uno omosessuale, l’altro eterosessuale, entrambi assolutamente inaccettabili”.

Questo significa, afferma il sottosegretario, che un militare, ”sia etero, sia gay, la sua sessualità la deve lasciare fuori dalla nave, dal sottomarino, dal carro armato”. Per il resto, sui gay nelle caserme Giovanardi la pensa come La Russa: ”nessuna discriminazione, nè preclusione. L’orientamento sessuale non può essere discriminante”. (ANSA)

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