AAA – Benemerenze vendesi. Come ti privatizzo le onorificenze

conferimentoRoma, 16 mar – Hai prestato la tua opera professionale durante l’emergenza in Abruzzo? La tua amministrazione ti concede il riconoscimento? Bene, metti mano al portafoglio perchè se vuoi fregiarti delle insegne dovrai sborsare una cifra che varia dalla 100 alle 140 euro a “cofanetto”. Questo è in sintesi il tono delle comunicazioni pervenute per iscritto alle migliaia di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Marinai, Soldati, Avieri, Poliziotti e volontari che hanno partecipato nel corso di questi anni alle emergenze nazionali ed internazionali. Ad occuparsi dell’intera faccenda è la System Data Center Spa, una società che con decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile è stata autorizzata, dopo essersi aggiudicata l’appalto, ad essere “distributore unico degli attestati di Pubblica Benemerenza e del Kit contenente le insegne”. Il periodo di concessione, a quanto si apprende dal sito internet Benemerenze.it è di due anni a partire dal 2009.
 
Sembrano tramontati quindi i tempi romantici in cui ad attribuire le decorazioni erano direttamente gli incaricati delle singole amministrazioni dello Stato che, con orgoglio e magari alla presenza del reparto schierato, appuntavano al petto del meritevole la luccicante medaglia, simbolo di riconoscimento della comunità per le opere meritorie ed eroiche prestate nei confronti delle sfortunate vittime di una calamità naturale. Il tam tam è iniziato, come sempre, su facebook dove gli inferociti frequentatori del social network stentano a credere ai documenti che gli sono stati recapitati. Scrive Guido: “l’onorificienza deve essere assegnata esclusivamente a colui che la merita, non a chi ha i soldi per potersela permettere” e rincara “i Vigili del Fuoco hanno uno stipendio che non li rende certo ricchi. Figuriamoci se possono sprecare 130 euro per avere una medaglia che così non ha valore”. Gli fa eco Alessandro che scrive “Non ho parole per descrivere il mio disappunto!! La benemerenza anziché essere il giusto attestato di onorificenza verso coloro che si sono sacrificati per portare il dovuto soccorso alle popolazioni colpite dalle calamità, sembra essere diventata un privilegio. Ma stiamo scherzando?! Lo stato dovrebbe essere fiero dei suoi servitori in divisa, che meriterebbero una medaglia solo per il sacrificio giornaliero di rischiare la vita a beneficio della collettività. “
 
Insomma, non l’hanno certa presa bene i servitori dello Stato che indossano un’uniforme che considerano un vero e proprio affronto l’idea di doversi pagare, anche se costasse solo pochi centesimi, una benemerenza da appuntarsi alla giacca. Oltretutto, si legge sempre nel sito internet Benemerenze.it, “E’ possibile acquistare le insegne anche senza aver ricevuto l’attestato”, frase riferita con tutta probabilità ai collezionisti che possono, tramite un modulo d’ordine scaricabile online, acquistare comodamente quelle medaglie, nastrini e rosette che le migliaia di servitori dello Stato magari non possono permettersi a causa dei magri stipendi che passa il convento.
 
Ma c’è di più. Abbiamo notato che, dopo aver fatto una semplice ricerca nominativa all’interno del database del sito, è possibile avviare la procedura di acquisto  – che ci mostra fra l’altro anche l’anagrafica del beneficiario completa di codice fiscale – e ci domandiamo: cosa succederebbe se volessimo fare uno scherzo di cattivo gusto ad un nostro collega? Si perchè vedete, se ne conoscessimo l’indirizzo postale protremmo tranquillamente inserirlo nel form e fare clic sul pulsante “Conferma ordine”. A quel punto l’oggetto dei nostri lazzi si vedrebbe recapitare l’indesiderato cofanetto con allegata richiesta di pagamento?
 
Ma a parte tutte le considerazioni, sinceramente a noi tutto questo “mercato”, ancorchè lecito ed autorizzato dalle autorità preposte, non piace assolutamente. Possibile che lo Stato e le Istituzioni non possano permettersi di decorare le migliaia di servitori in uniforme che rischiano la vita per salvarne delle altre? Oppure queste sono le prime avvisaglie delle tanto declamate privatizzazioni degli enti pubblici?Aggiungi un commento

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.