UE, controversie giudiziarie e vittime di violenza: cambiano le regole, snellita burocrazia

corte-giustizia-ueRisparmi fino a 48 milioni di euro. Maggiore protezione per le vittime di violenza in tutta l’UE. Bruxelles, 9 gen – Grazie alle nuove norme che si applicheranno da domani, le imprese e i consumatori potranno risolvere più facilmente le controversie giudiziarie di natura transfrontaliera – con un risparmio annuo previsto per l’UE fino a 48 milioni di euro. Le nuove norme aboliscono il lungo e oneroso procedimento, attualmente applicato 10 000 volte all’anno, per vedere le decisioni in materia civile e commerciale riconosciute in altri paesi dell’UE.

Da domani, le decisioni aventi dimensione transfrontaliera saranno automaticamente esecutive in tutta l’Unione europea. I consumatori saranno inoltre più protetti quando effettuano acquisti da commercianti di paesi non appartenenti all’UE, e vi sarà maggiore certezza del diritto per le imprese operanti nell’Unione. I nuovi provvedimenti mantengono la promessa dell’UE di snellire gli adempimenti burocratici e di rafforzare il mercato unico europeo per dare slancio a una crescita economica sostenibile.

«È un’ottima notizia per i cittadini e le PMI d’Europa – ha dichiarato Vera Jourová, il Commissario europeo per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere -. Queste nuove norme possono generare risparmi fra i 2 000 e i 12 000 euro per ogni singolo caso. È il riuscito mantenimento della promessa di ridurre gli adempimenti burocratici e di rafforzare il mercato unico europeo – dei provvedimenti che incideranno sensibilmente, soprattutto, sulla situazione delle piccole e medie imprese e che apriranno molte più opportunità per le attività commerciali in tutta Europa».

I miglioramenti concreti, da domani, sono i seguenti:

  • Una decisione in materia civile e commerciale esecutiva in uno Stato membro lo sarà automaticamente ovunque nell’UE. Queste norme aboliscono la complicata procedura intermedia dell’exequatur, che generalmente costa fra i 2 000 e i 3 000 euro a seconda dello Stato membro, ma che può arrivare fino ai 12 700 euro fra onorari degli avvocati, spese di traduzione e spese giudiziarie. In quasi il 95% dei casi, questa procedura era una pura formalità. Dal momento in cui una decisione viene emessa in uno Stato membro, il creditore potrà farla eseguire in qualunque altro Stato membro – il che significa che le imprese e i cittadini potranno recuperare il proprio denaro più rapidamente e facilmente e senza costi. In circostanze eccezionali i giudici potranno sempre bloccare l’esecuzione di una decisione, ad esempio se il tribunale dell’altro Stato membro viola il diritto a un giusto processo.
  • I consumatori e i lavoratori dipendenti saranno maggiormente protetti nei casi di contenzioso implicanti paesi terzi. Finora, spesso, i consumatori non avevano la possibilità di esercitare i propri diritti quando acquistavano beni da un commerciante con sede in un paese terzo e operante in uno Stato membro dell’UE. Le nuove norme prevedono che, in tutta l’Unione europea, in questi tipi di controversie, il consumatore potrà rivolgersi ai giudici dello Stato in cui risiede, senza dover ricorrere ai tribunali del paese terzo. Ai sensi delle nuove disposizioni, inoltre, un dipendente che lavora nell’UE potrà intentare un’azione legale contro il suo datore di lavoro stabilito in un paese terzo rivolgendosi ai giudici dello Stato membro in cui lavora abitualmente.

Maggiore certezza del diritto negli accordi relativi alla scelta del foro fra le imprese. In passato, gli accordi relativi alla scelta del foro potevano essere aggirati portando la controversia dinanzi ai giudici di un altro Stato membro dell’UE (e non dinanzi al foro prescelto) per ritardare la risoluzione della controversia. Le nuove norme applicabili da domani pongono fine a queste tattiche abusive garantendo che il foro prescelto abbia la priorità in caso di procedimenti paralleli.

Maggiore protezione per le vittime di violenza in tutta l’UE

A partire da questa domenica le vittime di violenza, in particolare quelle che hanno subito violenze domestiche o stalking, potranno contare su una maggiore protezione in tutti gli Stati membri dell’UE. Grazie alle nuove norme, gli ordini di restrizione, protezione e allontanamento emessi in uno Stato membro saranno riconosciuti in tutta l’UE in modo rapido e semplice mediante una semplice certificazione.

“Le vittime di violenza ora potranno far valere i propri diritti anche al di fuori del loro paese, ovunque vadano in Europa”, ha dichiarato Vera Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere. “Secondo le stime, una donna su cinque ha subito violenze almeno una volta nella vita e nella maggior parte dei casi il responsabile di tali violenze fisiche è una persona molto vicina alla vittima, ad esempio il partner.”

I cittadini che hanno subito abusi domestici potranno ora viaggiare in sicurezza al di fuori del proprio paese di origine semplicemente trasferendo l’ordine di protezione che li tutela dal loro aggressore. In passato le vittime dovevano passare attraverso procedure complesse per estendere gli effetti di una misura di protezione nazionale agli altri Stati membri dell’UE ed erano costrette ad avviare una procedura diversa per la certificazione in ciascun paese. Gli ordini di protezione potranno ora essere riconosciuti facilmente in qualsiasi Stato membro dell’UE, il che consentirà alle vittime di violenza di spostarsi senza dover ricorrere a procedure gravose.

“La nuova procedura garantirà alle vittime di violenza, siano esse donne o uomini, la protezione che meritano per andare avanti con la propria vita. Potranno scegliere di vivere in un altro Stato membro dell’UE o di andare in vacanza senza temere per la propria sicurezza”, ha aggiunto Vera Jourová.

Il nuovo meccanismo consta di due strumenti distinti: il regolamento relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile e la direttiva sull’ordine di protezione europeo. Insieme, i due strumenti garantiranno il riconoscimento in qualsiasi Stato membro dell’UE degli ordini di protezione emessi per tutelare le vittime di violenza. I meccanismi rispecchiano le differenze che caratterizzano le misure di protezione nazionali degli Stati membri, che possono essere di natura civile, penale o amministrativa. L’insieme delle norme garantirà la libera circolazione delle tipologie di misure di protezione più comuni nell’UE.

Più sostegno alle vittime

La necessità di assicurare assistenza e protezione alle vittime è ribadita da una relazione pubblicata oggi dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), le cui conclusioni sottolineano il bisogno di servizi di sostegno più mirati. Nonostante i passi avanti, in molti Stati membri tali servizi devono essere ulteriormente migliorati. Assicurare alle vittime l’accesso a servizi di sostegno mirati (compresi il sostegno e la consulenza per i traumi subiti), rimuovere gli ostacoli burocratici per l’accesso al patrocinio gratuito e fare in modo che le persone siano informate circa i loro diritti e i servizi disponibili sono alcune delle proposte concrete di miglioramento.

La Commissione europea è impegnata a migliorare i diritti dei 75 milioni di persone che ogni anno sono vittime di reato. Entro il 16 novembre 2015 diventerà vincolante per gli Stati membri una direttiva UE, entrata in vigore nel 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, sostegno e protezione per le vittime ovunque si trovino nell’Unione (IP/12/1066). Misure quali l’ordine di protezione europeo, che si applicherà a partire da domenica, e la garanzia di diritti minimi per le vittime attestano l’impegno della Commissione europea a rafforzare i diritti delle vittime di reato, quale che sia il loro paese di origine e indipendentemente dallo Stato membro in cui è stato commesso il reato.

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