Magistrato insulta Carabiniere che gli chiedeva i documenti. La Procura chiede l’archiviazione

toghe-560Palermo, 19 lug – Lo scorso dicembre, un appuntato dei carabinieri del reparto scorte di Palermo aveva denunciato un magistrato accusandolo di essersi rifiutato di esibire i documenti e di averlo insultato con le parole: «ma vaffanculo!».

Tale esclamazione sarebbe avvenuta davanti ad altri tre carabinieri e sarebbe stata confermata dallo stesso magistrato nella propria relazione di servizio inviata al Procuratore della Repubblica di Palermo. Nondimeno, la Procura di Caltanisetta ha ora chiesto l’archiviazione del procedimento ritenendo non punibile il comportamento del Giudice.

Contro tale richiesta, nei prossimi giorni, presenteranno opposizione i legali del carabiniere, gli avvocati Giorgio Carta e Maria Laura Perrone.

I fatti denunciati risalirebbero allo scorso novembre e si sarebbero svolti nell’area blindata della Procura di Palermo, riservata alla Direzione Distrettuale Antimafia. Il Carabiniere, in servizio nel dispositivo di sicurezza dei PM antimafia, aveva riferito di aver vanamente chiesto i documenti ad una persona a lui sconosciuta, entrata nell’area riservata senza utilizzare l’apposito badge, e dopo rivelatasi essere un magistrato. Secondo la denuncia del militare, il giudice si sarebbe reiteratamente rifiutato di farsi identificare ed, andandosene, avrebbe poi esclamato l’incriminato «vaffanculo!».

Secondo la Procura di Caltanissetta, il comportamento del magistrato non sarebbe punibile perché egli avrebbe reagito ad un atto arbitrario del carabiniere, consistente nell’aver questi chiesto l’esibizione dei documenti «quando appariva ormai chiaro che si trattava di un magistrato e quando lo aveva certamente valutato come un soggetto inoffensivo dal punto di vista della sicurezza del magistrato da lui protetto».

«La richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Caltanissetta – riferisce l’avvocato Giorgio Carta – mi sorprende. Mi chiedo, infatti, a quale rispetto possano oggi aspirare i poliziotti ed i militari se perfino un magistrato pronuncia simili parole dinnanzi a chi sta svolgendo un delicato servizio per la collettività, peraltro particolarmente rischioso come quello della scorta».

«Auspico vivamente – conclude l’avvocato – non solo una ponderata decisione del GIP di Caltanissetta che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione, ma anche una forte presa di posizione dei sindacati e degli organi di rappresentanza militare sul tema del rispetto delle forze dell’ordine».

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.