Blocco stipendi della P.A.: nuovo stop della Consulta

corte-costituzionaleRoma, 30 mar – (di Guido Lanzo) La Provincia di Bolzano aveva impugnato nell’ottobre 2010 l’articolo 9 del decreto legge 78/2010, il tristemente noto provvedimento di blocco degli stipendi.

La Provincia aveva provato a far breccia nella Consulta invocando l’autonomia organizzativa e finanziaria dell’ente locale. Ma nulla da fare. La Consulta ha respinto con sentenza 61/2014 del 24 marzo, anche, questo ricorso. La Corte ha nuovamente difeso a spada tratta la necessità ed urgenza del decreto sul blocco stipendi, “adottato nel pieno di una grave crisi economica internazionale, al fine di assicurare la stabilità finanziaria del Paese nella sua interezza. Le disposizioni in esso contenute, pertanto, devono essere esaminate complessivamente, poiché ognuna sorregge le altre al fine di raggiungere le finalità di stabilizzazione e di rilancio economico”.

Questo il punto di vista della Corte. Ottimi propositi e limiti invalicabili, scanditi dalla crisi e dalla recessione economica. Sarò forse ripetitivo ma mi domando come mai quei limiti risultavano, per la magistratura, “irragionevolmente oltrepassati” soltanto un anno fa quando i magistrati “salvarono” i propri stipendidal blocco, mentre risultano oggi, per tutto il restante pubblico impiego, “ragionevoli”?

Insomma, il blocco degli adeguamenti retributivi al costo della vita è incostituzionale per i magistrati, ma costituzionale per tutto il restante pubblico impiego. Due pesi e due misure, in un identico contesto di crisi economica.

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