Giustizia, cambia la nozione di reato militare: introdotti anche i delitti a sfondo sessuale

Intervista al Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Italiani

ROMA – Grandi novità in arrivo per il personale militare. Dal novembre dello scorso anno pendono innanzi alle Commissioni riunite Giustizia e Difesa della Camera dei Deputati due proposte di legge – la 1242 e la 1402 d’iniziativa, rispettivamente, dei deputati di Fratelli d’Italia e M5S – che rivoluzionano il concetto di “reato militare”.

Per Cirielli (FdI) “il sistema dei reati militari, così come è oggi strutturato, non risponde a una volontà politica di selezione degli interessi ritenuti meritevoli di specifica tutela penale militare ma è il risultato casuale e irrazionale di reiterati interventi occasionali e settoriali”.

Nella relazione di apertura della sua proposta di legge, Cirielli cita alcuni esempi che dimostrerebbero la contradditorietà dell’attuale codice penale militare: esso infatti prevede come “reato militare” l’omicidio tra militari di diverso grado ma non lo è quello tra pari grado; oppure che è reato militare la lesione volontaria e non quella colposa; che sono reati militari il peculato e la truffa, ma non lo sono la corruzione e la concussione.

Sulla stessa linea e con motivazioni differenti anche il deputato Gianluca Aresta (M5S) il quale sottolinea la necessità di riforma della definizione di “reato militare” innanzi tutto per “esigenze di garanzia nei riguardi del militare indagato, che potrà così essere sottoposto a un solo procedimento penale anziché a due procedimenti da svolgersi innanzi a due diverse autorità giudiziarie, evitando un’inutile e dispendiosa duplicazione di procedimenti”. “Non da ultimo – scrivono i deputati M5S -, lo spostamento di competenze ha l’effetto di ridurre l’enorme contenzioso che grava sulla giustizia ordinaria – caratterizzata da inefficienze, difficoltà e tempi processuali lunghissimi – e, contestualmente, di riequilibrare il carico di lavoro dei magistrati militari, oggi di fatto sottoutilizzati”.

“La proposta di legge Aresta certamente risolverebbe alcune criticità dell’attuale riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice militare. Il vantaggio per i militari sarebbe immediatamente percepibile in quanto cesserebbe il frequente ricorso a due distinti giudici, spesso dislocati in città diverse, per giudicare uno stesso episodio. Certamente ci sarebbero meno costi per l’interessato e tempi più rapidi di definizione dei giudizi. La lunghezza dei processi, infatti, va a discapito degli imputati che, in attesa di giudizio, vengono sovente sospesi dal servizio e percepiscono per anni solo metà stipendio. Peraltro, è un sicuro vantaggio dei militari e dei rispettivi difensori interloquire con magistrati che certamente meglio conoscono le dinamiche proprie della vita in caserma”.

I lavori in commissione sembrano andare avanti di buona lena anche perchè – come ci riferisce il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Italiani, Gabriele Casalena – si ha l’impressione di una sostanziale convergenza delle forze politiche che stanno esaminando in questi giorni la materia.

“Non si intende attribuire – specificano i proponenti -, al giudice speciale la competenza su tutti i reati commessi dall’appartenente alle Forze armate anche per violazioni non connotate da lesioni arrecate al bene o all’interesse militare. Pertanto la nuova formulazione normativa richiama evidentemente il ricordato limite riferito alla natura «particolare» della suddetta condotta”. “Nelle fattispecie di concorso di un militare e di un soggetto estraneo alle Forze armate nel medesimo reato militare – viene spiegato – resta ferma la competenza del giudice ordinario nei confronti dell’estraneo e del giudice speciale nei confronti del militare”.

Introdotti i reati sessuali

La nuova previsione normativa permette, inoltre, di perseguire come reati militari i delitti di violenza privata e di violenza sessuale. Fino ad ora, nel codice penale militare non erano codificati i reati di violenza o molestia contro le donne, inquadrabili solo come “abuso d’autorità”.

Introdotta la querela di parte

Per i reati militari contro la persona (tra pari grado), quali percosse, lesioni personali lievi, minaccia e diffamazione viene introdotta la querela. Tale strumento ha la finalità di colmare una grave lacuna del codice penale militare e consente alla persona offesa possa presentare querela, anche qualora il comandante di corpo non intenda esercitare la facoltà di chiedere il procedimento penale ma scelga di procedere solo in via disciplinare. Attualmente, infatti, la decisione se perseguire penalmente o solo disciplinarmente il militare resosi colpevole è demandata solo al comandante di corpo e la sua valutazione verte, in linea generale e nell’ottica del codice penale militare, sugli effetti che il comportamento ha prodotto sulla disciplina e sul servizio e solo eventualmente sulla gravità del fatto considerato con riferimento alla lesione del diritto soggettivo patita dalla persona offesa, la quale, perciò, per la tutela di un proprio diritto dipende dalle scelte effettuate da un terzo.

Magistrati militari: “fateci lavorare di più”

Nel corso della trattazione in commissione riunita delle due proposte di legge, si sono tenute una serie di audizioni una delle quali ha visto la presenza di Gabriele Casalena, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari e Presidente di Sezione del Tribunale Militare di Roma, che GrNet.it ha intervistato.

Presidente Casalena, le due proposte di legge sono state depositate alla fine del 2018, secondo lei c’è la dovuta attenzione sull’argomento?

Direi proprio di sì, ambedue le proposte di legge sono in fase di trattazione in Commissione riunite Difesa e Giustizia della Camera dei Deputati e già il fatto che sia approdata in quella sede fa presagire un interesse particolare per la materia.

Qual è, secondo lei, l’atteggiamento delle forze politiche sull’argomento in trattazione?

Si ha la netta impressione di una generale convergenza tra le forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione, con differenze agevolmente superabili su taluni aspetti.

E l’Associazione Nazionale Magistrati militari che lei presiede che giudizio dà a questa riforma?

Noi da sempre ci siamo dichiarati favorevoli ad una razionalizzazione del sistema e mi sembra che le proposte di legge in campo vadano in questa direzione, cioè un maggiore carico di lavoro per i giudici militari (“fateci lavorare di più” ha ripetuto Casalena in audizione, ndr) ed un conseguente allegerimento del contenzioso innanzi la magistratura ordinaria.

Su taluni episodi inerenti la vita militare, il Comandante di Corpo aveva la facoltà di decidere se fossero mere trasgressioni disciplinari oppure comportamenti da sottoporre alla magistratura militare. Nella proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle tale facoltà decisionale viene in qualche modo “ridimensionata”, con l’introduzione della querela da parte della persona offesa e su tale punto si registra una divergenza tra Cirielli (FdI) ed Aresta (M5S). Qual è il suo parere?

L’Associazione Magistrati militari non è favorevole all’introduzione della querela di parte per diversi ordini di motivi: innanzi tutto l’esiguità delle condotte all’attenzione della magistratura militare (circa 30-40 fascicoli l’anno) e poi perchè comunque la parte offesa dispone comunque di altri strumenti da attivare con la magistratura ordinaria per il riconoscimento del presunto danno subito, penso ad esempio alle cause civili per risarcimento.

Se potesse lanciare un appello alle forze politiche, quale messaggio vorrebbe dare?

Auspico semplicemente che i provvedimenti in discussione siano portati a termine nel più breve tempo possibile, perchè ciò gioverebbe – come ho spiegato – sia alla magistratura militare che a quella ordinaria.

L’audizione di Gabriele Casalena

Sommario
Giustizia, cambia la nozione di reato militare: introdotti anche i delitti a sfondo sessuale
Article Name
Giustizia, cambia la nozione di reato militare: introdotti anche i delitti a sfondo sessuale
Descrizione
Intervista al Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Italiani
Author
Publisher Name
GrNet.it
Publisher Logo
Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.