Stipendi, generali in piazza a scioperare? Un’eventualità difficile da credere

forze-poliziaRoma, 8 set – I Cocer hanno minacciato – insieme ai sindacati di polizia – uno sciopero generale se il governo non dovesse rimuovere al personale in uniforme almeno il blocco salariale, quell’infernale meccanismo che nel mondo militare ha ricadute desolanti (e profondamente ingiuste) per le dinamiche stipendiali del personale. Personale promosso di grado si ritrova, grazie al blocco operato dal governo Berlusconi, a percepire lo stesso stipendio di quando aveva meno responsabilità. Stessa cosa dicasi per gli “assegni funzionali” che costituiscono, insieme alle indennità, la struttura stipendiale di chiunque indossi un’uniforme per lo Stato.

Quello che però è francamente difficile da immaginare è la partecipazione dei generali allo sciopero, non solo per una questione di ottemperanza alle leggi, ma perchè ciò porterebbe in piazza una clamorosa controversia.

Tanto per cominciare sarebbe opportuno che si sapesse che le Forze armate (compresa l’Arma dei carabinieri) hanno circa sei volte più dirigenti delle Forze di polizia e che, relativamente a straordinari, indennità di comando, alloggi di servizio, missioni all’estero, etc., le “greche” assorbono il 45% delle risorse lasciando pochi spiccioli al personale non dirigente al quale, sempre più spesso, vengono richieste prestazioni supplementari per sopperire alle richieste provenienti dal governo. Ma c’è di più.

In questi anni di blocco contrattuale e delle dinamiche salariali, sono stati erogati degli “una tantum“, prelevati dalle risorse accantonate da tempo per il riordino delle carriere del personale contrattualizzato. Ebbene, per lo stesso meccanismo descritto in precedenza, anche una sostanziosa parte di queste risorse sono andate a finire nelle tasche dei dirigenti, nonostante l’evidente anomalia visto che il loro status è quello di non contrattualizzati e, a rigor di logica, non ne avrebbero avuto diritto.

Ma sul tavolo di confronto con il governo crediamo che debbano fare capolino anche questioni più spinose che, dal punto di vista del personale non contrattualizzato, appaiono come scandalose: stiamo parlando delle famigerate “omogeneizzazioni“, quelle norme di carattere economico – di esclusivo appannaggio degli ufficiali – che permetto di adeguare il trattamento economico a quello dei loro superiori (colonnelli o generali) semplicemente per anzianità, pur non rivestendo il grado dei dirigenti. Tale norma è regolata dall’art. 1802 del Codice dell’Ordinamento militare (Omogeneizzazione stipendiale) che così recita:

1. Al fine di completare l’omogeneizzazione stipendiale con le Forze di polizia a ordinamento militare, è attribuito agli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare che hanno prestato servizio militare senza demerito per 15 anni dalla nomina a ufficiale, ovvero dal conseguimento della qualifica di aspirante, il trattamento economico spettante al colonnello con relative modalità di determinazione e progressione economica.

2. Allo stesso fine, è attribuito agli ufficiali che hanno prestato servizio militare senza demerito per 25 anni dalla nomina a ufficiale, ovvero dal conseguimento della qualifica di aspirante, il trattamento economico spettante al generale di brigata con relative modalità di determinazione e progressione economica.

3. Fino a quando non ricorrono le condizioni per l’attribuzione dei trattamenti previsti dai commi 1 e 2, agli ufficiali che hanno prestato servizio senza demerito per 13 anni e 23 anni dal conseguimento della nomina a ufficiale o della qualifica di aspirante è attribuito lo stipendio spettante rispettivamente al colonnello e al brigadiere generale e gradi equiparati. Il predetto trattamento non costituisce presupposto per la determinazione della progressione economica, fatta eccezione per gli ufficiali appartenenti ai ruoli del servizio permanente per i quali è previsto il diretto conseguimento del grado di tenente o corrispondente, ai quali il suddetto trattamento è attribuito secondo le modalità previste dai commi 1 e 2.

4. Gli importi previsti dal presente articolo non sono in alcun caso cumulabili tra loro, né con il beneficio dell’assegno funzionale di cui all’articolo 1, commi 8 e 9, del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, e agli articoli 4 e 5, commi 1 e 2, della legge 8 agosto 1990, n. 231.

5. Il beneficio dell’omogeneizzazione, quando entra nel computo della liquidazione della pensione e dell’indennità di buonuscita, non esclude l’attribuzione dei sei aumenti periodici di stipendio previsti dagli articoli 1863 e 1911.

Ecco perchè, per quanto legittime possano essere le rivendicazioni di militari e forze di polizia, con tutto il rispetto crediamo che difficilmente vedremo il generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli (presidente del Cocer Interforze e presidente del Cocer carabinieri), il generale Paolo Gerometta (presidente del Cocer Esercito), l’ammiraglio Ricca (presidente del Cocer Marina) e il colonnello Giovanni Bocci (presidente del Cocer Aeronautica), alla testa di un corteo di scioperanti armati di fischietto che scandiscono slogan barricaderi.

Renzi, dal canto suo, ha già lanciato una controproposta per una politica di risparmio all’interno del comparto Sicurezza e Difesa: “unifichiamo le forze di polizia, cinque sono troppe“. Chissà quante schiene di generali e colonnelli saranno state percorse in quel momento da un brivido, mentre riponevano frettolosamente in un cassetto le vuvuzelas.

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