Sblocco retribuzioni Sicurezza e Difesa? UIL: allora sblocco per tutti

Impiegato-pubblicoNon ci sono figli di un dio minore nella P.A.” Roma, 22 set – «La nuova proroga del blocco dei contratti non è altro che un taglio lineare, uno dei peggiori, considerato che per l’ennesima volta il Governo di turno vuole fare cassa mettendo le mani in tasca ai lavoratori del pubblico impiego, quelli che da cinque anni ad oggi hanno già subito il prelievo coatto di una cifra enorme per pagare il prezzo di una crisi determinata da una politica inetta e inconcludente».

Lo affermano in una nota Benedetto Attili e Giovanni Torluccio, Segretari Generali rispettivamente di Uilpa e Uil Fpl, i quali aggiungono: «Gli stipendi dei lavoratori pubblici non sono il grasso che cola, quello sta nelle sacche di potere, di privilegio e di interesse dove non c’è la volontà politica di intervenire».

«La decisione del Governo di reperire le risorse per sbloccare le retribuzioni del personale del comparto sicurezza – continuano i due sindacalisti – ci sorprende positivamente per gli utili effetti di natura economica che ne potrebbero derivare per i lavoratori interessati ma ci lascia, nel contempo, estremamente perplessi».

«Renzi vorrebbe creare nella Pubblica Amministrazione lavoratori di serie A e lavoratori di serie B– incalzano i sindacalisti – invece esistono lavoratori preposti all’erogazione di servizi pubblici che garantiscono, tutti, indistintamente, l’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini del nostro Paese. Rispetto assoluto per tutti e per i gravosi compiti cui sono preposti ma il Governo ed il Premier Renzi devono avere rispetto per tutto il lavoro pubblico. Lo pretendiamo. Non sono concepibili e tanto meno giustificate disparità di trattamento tra coloro che assicurano quotidianamente il servizio pubblico ai cittadini».

«Auspichiamo quindi – conclude la nota – che si tratti della prima manifestazione di un’inversione di tendenza, di un’apertura destinata ad annullare il blocco delle retribuzioni per tutti i dipendenti pubblici compiendo così un primo importante passo verso il rinnovo dei CCNL nel pubblico impiego. Se così non fosse, saremmo di fronte ad un grave atto di ingiustizia che alimenterà ulteriormente la tensione sociale nel nostro Paese, atto delle cui conseguenze il Premier Renzi dovrà assumersi tutte le responsabilità».

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