Gioco d’azzardo: negli ultimi dieci anni oscurati più di 6mila siti web

L’uomo gioca da sempre, fin dalla notte dei tempi.

Lo confermano tracce rinvenute dagli archeologi un po’ ovunque. Fra gli antichi egizi, nella Grecia dei filosofi. Perfino nelle civiltà dell’estremo oriente.

Ma è solo nell’Italia dei comuni e delle signorie che potere civile e gioco d’azzardo cominciano a dialogare fra loro.

Succede quando le autorità capiscono che le baratterie, sorta di antenate delle odierne sale da gioco, possono diventare una fonte di reddito non secondaria per le casse cittadine. Ma perché ciò accada devono essere prima tollerate, quindi riconosciute e, solo per ultimo, tassate.

E’ allora che i proprietari di queste attività decidono di organizzarsi in corporazione, dotandosi di uno stemma di riconoscimento e di un potestà che possa rappresentarli nelle occasioni che lo richiedono.

Qualche secolo più tardi, agli inizi del Seicento, ecco poi aprire i battenti il primo casinò (quello di Venezia, considerato il più antico al mondo) cui faranno seguito nel Novecento gli altri ancora in attività sul suolo italiano (Sanremo nel 1905 e de la Vallée nel 1947).

Gli ultimi dati ci dicono che il settore del gioco vale poco più dell’1% del PIL italiano.

In termini assoluti il 2016 si è chiuso con una raccolta che, fra rete fisica e siti web, come per esempio quello di netbet.it, ha superato i 96 miliardi di euro.

Se da questo valore sottraiamo le somme erogate come vincite, che hanno quindi fatto ritorno nel portafoglio dell’utenza, ci ritroviamo con una spesa totale pari a 19,4 miliardi di euro.

Soldi così successivamente ripartiti: poco più della metà destinati alle casse dell’Erario, circa 9 miliardi distribuiti lungo tutta la filiera degli operatori (per intenderci più di 100.000 soggetti attivi in questo mercato).

A riprova poi dell’importanza che ormai riveste il gambling nella nostra economia ecco alcuni dei numeri dell’attività svolta a livello nazionale dall’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e presentati nel Libro Blu:

  • 21.475 esercizi operanti nel settore delle scommesse controllati fra il 2012 e il 2016;
  • 119.004 esercizi con presenza di slot machine (AWP) e videolottery (VLT) controllati fra il 2012 e il 2016;
  • 6.387 siti web (per un totale di oltre 9 milioni di tentativi d’accesso) inibiti fra il 2006 e il 2016.

Adesso però l’attenzione degli operatori e delle autorità si concentrerà sugli effetti del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. Il cosiddetto “Decreto Dignità”. Entrato in vigore alla metà del mese di luglio con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è stato prima approvato alla Camera dei Deputati e poi al Senato della Repubblica diventando quindi legge già nel successivo mese d’agosto. Fra i settori interessati dal provvedimento, difatti, c’è anche quello del gioco d’azzardo.

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