Contratti P.A.: UIL, «Niente baratti. Urgente avvio dei tavoli di contrattazione»

palazzo-chigiRoma, 22 apr – «La nostra prima valutazione del provvedimento sul bonus fiscale in favore dei lavoratori dipendenti varato dal Consiglio dei Ministri non può che essere positiva, anche se per esprimere un giudizio più compiuto attendiamo di esaminare nei dettagli il testo convalidato, una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Al momento, destano più di qualche perplessità le clausole di salvaguardia che dovranno essere introdotte a garanzia delle coperture finanziarie previste dal provvedimento. Tagliole pronte a scattare, con possibili nuove tasse e tagli lineari, in caso di mancato introito delle somme previste».

Con queste parole il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, ha commentato, in una nota, l’intervento normativo nel suo complesso, aggiungendo: «La riduzione delle tasse in favore dei lavoratori dipendenti, il restringimento della forbice tra le retribuzioni dei dirigenti e quelle del personale non dirigente, il taglio delle auto blu, la razionalizzazione del sistema di acquisto di beni e servizi, coincidono con alcune di quelle misure che noi sollecitiamo ormai da anni per raggiungere un duplice obiettivo: maggiore equità sociale e abbattimento della spesa improduttiva della Pubblica Amministrazione».

«Ma – aggiunge Attili – ciò che sin da subito deve essere chiaro è che tutto ciò non può costituire un baratto con i rinnovi dei contratti del pubblico impiego, per i quali in sede di legge di stabilità dovranno essere stanziate le risorse necessarie».

Continua Attili: «A Matteo Renzi, che in un intervista a La Repubblica ha dichiarato che “Nessun rinnovo contrattuale sindacale ha mai dato ai lavoratori quello che abbiamo dato noi con il decreto Irpef”, rispondiamo che il danno economico, di natura permanente, che i lavoratori del pubblico impiego hanno subito a causa dei cinque anni di fermo contrattuale, che inciderà negativamente anche sulle loro pensioni, è stato quantificato mediamente in 300 euro mensili e che buona parte dei dipendenti pubblici neanche godrà del bonus degli 80 euro in più in busta paga».

«Per questo – prosegue Attili – chiediamo a Renzi e al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia un tempestivo avvio dei tavoli negoziali per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, senza il quale diventa pressoché inutile parlare di riforma della Pubblica Amministrazione».

«Il Premier – conclude il sindacalista – non sottovaluti quanto la questione salariale sarà dirimente in occasione dell’imminente voto di fine maggio per i 3.200.000 dipendenti pubblici e, se dovesse persistere questo atteggiamento di muro di gomma rispetto alla necessità di restituire dignità al lavoro pubblico cominciando proprio dal rinnovo dei contratti, allora prepariamoci ad una lunga estate calda».

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