Blocco stipendi PA, Sottosegretario alla Difesa: «Non è più mortificabile il comparto Difesa e Sicurezza»

domenico-rossi1Roma, 4 set – «Fino a quando non sarà definita la nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), la cui presentazione è prevista il primo ottobre e le relative modalità definite nella legge di Stabilità – afferma il Sottosegretario alla Difesa, On. Domenico Rossi – non è possibile stabilire i riflessi effettivi della attuale contingenza economica sul Pubblico Impiego anche per il 2015. E’ evidente infatti che esiste, ad esempio, una netta differenza in termini di costi tra la contrattazione nazionale, ferma dal 2010, e quella individuale della massa salariale ferma dal 2011».

«Quest’ultima – prosegue Rossi – che oramai interessa esclusivamente il Comparto Difesa (Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza),  Sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale) e Soccorso Pubblico (Vigili del Fuoco) rappresenta la vera necessità da risolvere e quindi non più procastinabile. Come ho sempre affermato in passato gli effetti della “massa salariale” hanno inciso in modo devastante sulla operatività dello strumento di Sicurezza e di Difesa – come hanno dichiarato i Ministri interessati della Difesa, Pinotti e dell’Interno Alfano – e sulle individualità allorquando ha intaccato ad esempio i presupposti di retribuzione legata al merito, all’anzianità e all’impiego incondizionato degli operatori, ovvero il sistema di retribuzione che lo stesso Presidente Renzi sta cercando di introdurre nel Comparto Scuola».

«Su questo specifico tema infatti – conclude il Sottosegretario Rossi – dovrà esserci necessariamente una attenta e separata valutazione dal contesto dei rinnovi contrattuali».

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