Assenteismo nella PA: rispunta l’ipotesi di decurtazione stipendiale per i primi giorni

certificati-mediciSi chiama «franchigia retributiva». Roma, 4 dic (di Davide Colombo) L’Inps è pronta a garantire i controlli sui dipendenti pubblici che si assentano dal lavoro per malattia come già fa per il settore privato. E potrà assolvere a questa funzione essenziale con una spesa pari alla metà di quella impiegata per i controlli attualmente affidati alle Asl. ovvero 35 milioni di euro invece di 70.

Il giorno dopo le reazioni allo scandalo delle mega assenze dei vigili urbani della capitale in prossimità delle feste natalizie, fonti dell’Istituto hanno fatto sapere che la centralizzazione dei controlli è non solo possibile ma molto auspicata. Come del resto era stato spiegato il 26 febbraio scorso in un’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera. Nell’ambito del piano industriale di accorpamento degli enti previdenziali minori e dell’Inpdap, i vertici dell’Istituto avevano confermato già dieci mesi fa di poter realizzare significativi risparmi accollandosi «l’onere di effettuare le visite mediche di controllo per il segmento pubblico attualmente affidate alle Asl». Le somme appostate per la medicina di controllo nel bilancio 2014 ammontano, per quanto riguarda le verifiche fiscali dell’Inps nel privato, a 12 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 22 milioni spesi nel corso del 2013.

Con il dimezzamento della spesa c’è il rischio di una flessione nei controlli, visto che, come ha sottolineato il documento conclusivo della Commissione della camera, con la spending review, si è passati da «circa 78.700 visite mediche d’ufficio effettuate mensilmente nel 2012 a circa 10.000 visite mensili a luglio e agosto 2013 ed a 5.000 visite a settembre». Tuttavia l’Istituto non ha riscontrato alcun elemento significativo di incremento della spesa per malattia. In media il 10% delle visite effettuate lo scorso anno ha portato a una riduzione della prognosi da parte del medico con un rientro al lavoro anticipato del dipendente in malattia. Le visite potrebbero essere comunque più efficaci rispetto al sistema Asl se indirizzate proprio con il ricorso a sistemi informatici Inps. Se l’ipotesi sarà concretizzata – per farlo serve una Modifica delle norme vigenti – si andrebbe verso una procedura uniforme utilizzando il sistema di data mining e l’archivio dei certificati online di cui l’istituto ha la gestione. L’accentramento dell’attività di controllo sulle malattie ha subito incontrato i favori dei tecnici sanitari rappresentati dalla Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale e di parte dei sindacati. «Ben venga» un sistema unico affidato all’1nps uguale per dipendenti pubblici e privati ha affermato il segretario generale della UilPa, Benedettto Attili. «Sarebbe un passo avanti per sradicare dall’immaginario collettivo l’idea del lavoratore pubblico come fannullone o privilegiato».

Ieri il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha detto che è pronto anche a procedere con licenziamenti, se verranno accertate scorrettezze gravi. E il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, in una nota ha subito osservato: «Se qualcuno ha pensato che il ricorso ai certificati medici sia una nuova forma di lotta, non siamo d’accordo: gli abusi vanno perseguiti».Anche la Cisl Fp ha fatto sentire la sua voce per bocca del segretario generale Giovanni Faverin: «Come sindacato siamo i primi a denunciare chi si approfitta di un diritto o di qualche medico compiacente. Anche perché il primo danno lo si fa ai cittadini e ai colleghi onesti. Il punto è che nel pubblico, come nel privato, servono più verifiche e controlli».

Secondo il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti (Sc) ci sarebbe anche un’altra strada per combattere le assenze abusive: la «franchigia retributiva», ovvero una riduzione del trattamento retributivo per i primi giorni di assenza breve per malattia, compensata da un aumento del salario corrispondente al risparmio che ne deriva per l’impresa.

Intanto migliora l’andamento delle assenze per malattia nella Pa. Dagli ultimi dati disponibili sul sito del Ministero, relativi ad agosto 2014, emerge una flessione del 14% del numero medio dei giorni di assenza per malattia per dipendente, che passano da 0,637% dell’agosto 2012 a 0,558%. Ancora più marcato (-29%), il calo dei giorni di assenza per altri motivi. Per area geografica la flessione maggiore arriva dal Sud, con un -20,7% dei giorni di malattia medi per dipendenti, seguito dal -19,6% del Nord.

Malattie di un giorno, la PA batte il privato

Ogni anno sono 6 milioni i certificati di malattia con una prognosi inferiore ai tre giorni che vengono firmati dai medici di famiglia su richiesta dei lavoratori pubblici e privati. È la fotografia scattata dal centro studi della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale.

«Questa mole di certificati riguarda unicamente una malattia del lavoratore, rimangono fuori quelli relativi alla gravidanza, alla legge 104, ai permessi per la donazione del sangue», afferma Silvio Trabalza, vice segretario di settore della Fimmg.

Nel settore privato i certificati di un giorno sono 1 milione e 56 mila, mentre nella pubblica amministrazione sono 1 milione 252 mila; quelli da l a 3 giorni sono l milione 766 mila nel privato e 1 milione 747 mila nella PA. «Scovare l’assenteismo da malattia – spiega Trabalza – è molto complesso perché non esiste una regia unica che procede ai controlli. Come non ci sono dati aggiornati su quanto sia fuori controllo la spesa legata a questo tipo di assenze dal posto di lavoro.

Secondo l’esperto, che ricorda come oggi in Italia sono 1.250 i medici fiscali, «solo un unico polo, in campo all’Inps, può fare i controlli necessari. Questo ente ha già una filiera computerizzata in grado di segnalare in tempo reale l’assenza e il motivo. Ma – aggiunge – si può fare anche altro se il Governo prendesse in considerazione il nostro suggerimento di dare la possibilità al lavoratore di autocertificare l’assenza di un giorno o due. In questo modo – conclude – sarebbe molto più responsabilizzato e risponderebbe in prima persona».

«È un dato di fatto che la spesa per malattia nella pubblica amministrazione sia fuori controllo: solo nel 2013, il numero complessivo dei certificati di malattia è aumentato del 9% nel pubblico impiego mentre è rimasto praticamente invariato nel settore privato» ha rilevato Federica Ferraroni, vice presidente dell’Aimpaf. l’Associazione italiana medicina previdenziale, assistenziale e fiscale. «La percentuale di assenteismo del settore pubblico – prosegue Ferraroni – si è assestata negli ultimi anni al 2% mentre per il pubblico è ancora a percentuali altissime». Secondo il vice segretario dell’Aimpaf «la soluzione è uniformare i due settori e accorparli in capo all’Inps, la struttura che ha i risultati di eccellenza in questo settore. Lo stesso sottosegretario del ministero della Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, sta lavorando a questa riforma da mesi». (Sole24Ore)

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