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Sindacato militare, Assodipro e Ficiesse: pronti per una proposta di legge di Iniziativa Popolare

Roma, 24 mag – Si è svolto ieri, presso la sede nazionale della CGIL in Roma, un incontro avente come temi:

  1. Il percorso di costruzione del sindacato nei comparti sicurezza e difesa.
  2. Una proposta di legge di iniziativa popolare coerente con gli indirizzi della sentenza della Corte Costituzionale.

Erano presenti i responsabili Sicurezza e Legalità della CGIL Naz., Funzione Pubblica, INCA, SILP, ASSODIPRO, FICIESSE e inoltre la Direttrice del “Il Nuovo Giornale dei Militari” Antonella Manotti e l’Avvocato Emanuela Mazzola.

L’introduzione, a cura del Segretario CGIL Giuseppe Massafra, ha sottolineato la necessità di iniziare rapidamente un lavoro di messa a punto dei contenuti di cui ai punti 1 e 2 dell’Ordine del Giorno in modo da essere immediatamente operativi all’indomani della pubblicazione integrale della Sentenza della Corte Costituzionale.

In particolare Massafra ha indicato tre ragioni che rendono opportuno l’impegno per la costruzione di una Legge di Iniziativa Popolare.

«La prima ragione riguarda la necessità di dare continuità al nostro protagonismo e al nostro impegno anticipando e stimolando il Parlamento a legiferare più rapidamente possibile come indica la Sentenza del 10 aprile e a farlo in maniera corretta. Per questo dobbiamo essere noi ad indicare i contenuti della legge in modo da tutelare gli interessi degli operatori del comparto».

«La seconda ragione riguarda il fatto che le iniziative a sostegno della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare rappresentano lo strumento con il quale avviciniamo e parliamo direttamente e concretamente alla vasta platea dei militari».

«La terza ragione riguarda il fatto che in questo modo accendiamo i riflettori sull’opinione pubblica e la società civile con la quale dobbiamo costruire un rapporto di alleanza per avere la forza necessaria per vincere una battaglia difficile».

«La ricerca di un giusto equilibrio va quindi cercato nella condivisione di un testo di una Legge di Iniziativa Popolare che, incardinato sui principi costituzionali, sappia coniugare bisogni e tutele dei lavoratori e sicurezza dei cittadini».

Stesso concetto è stato ribadito dal SILP, che ripercorrendo la storia della sindacalizzazione della Polizia di Stato, ha ribadito la necessità di elaborare una proposta che arrivi a soddisfare anche aspetti puramente funzionali e quindi rappresentativi delle esigenze del personale militare, senza trascurare la capacità sindacale di poter esprimere compiutamente, le reali esigenze del personale, ovvero tutela, trasparenza ed etica comportamentale nelle relazioni sindacali.

Il rappresentante della Funzione Pubblica condividendo l’impostazione iniziale della proposta, ha sottolineato «l’importanza di una lavoro “culturale”, ovvero far comprendere all’opinione pubblica l’importanza e la necessità di dotare i militari italiani di uno strumento che non sarà ostacolo per una maggiore efficienza, ma che anzi contribuirà a garantire una maggiore capacità operativa, prevedendo anche delle differenziazioni tra il personale che riveste ruoli tipici della polizia militare e tributaria e quelli strettamente militari, due mondi che hanno necessità di essere tutelati anche nelle loro differenze».

Ficiesse e Assodipro, attraverso i propri delegati, apprezzando il lavoro e l’impegno della CGIL a sostegno delle lunghe battaglie per il riconoscimento del diritto sindacale al personale militare italiano, sottolineando, che nel panorama sindacale italiano la CGIL è stata l’unica organizzazione che si è concretamente spesa per sostenere il raggiungimento di tale risultato, hanno espresso piena soddisfazione per la scelta di una proposta di legge di iniziativa popolare a difesa e tutela dei militari italiani, ricordando che gli appartenenti delle forze armate e forze di polizia ad ordinamento militare, non hanno altra ambizione che quella della tutela del personale.

Il Direttore de “Il Nuovo Giornale dei Militare”, Antonella Manotti, ha confermato la disponibilità della testata giornalistica a sostenere l’impegno della proposta di legge popolare, indicandola come una proposta percorribile e fattibile, in linea con quanto già avvenuto con la proposta di legge di iniziativa popolare elaborata a suo tempo dalla CGIL con la quale si riuscì a far convergere molte realtà diverse tra loro, contribuendo in modo efficace ad aiutare il Parlamento ad approvare la riforma del Codice Antimafia.

L’Avvocato Emanuela Mazzola, ha voluto fare il punto sul comunicato della Corte Costituzionale, che abroga il divieto di costituire associazioni sindacali tra militari, sottolineando che «in attesa di un provvedimento di legge, riamane comunque aperta la questione della legittimità della Rappresentanza Militare in questa fase di transizione, in quanto appare chiaro che non possono essere ad oggi gli unici interlocutori del personale militare e per tale motivo si pongono in un limbo giuridico sanabile solo con un intervento del legislatore che deve tenere conto del parere della Suprema Corte».

Con le sue conclusioni il Responsabile legalità e sicurezza della CGIL, Luciano Silvestri, riassumendo i vari interventi, ha suggerito la «predisposizione di una prima traccia utile a focalizzare i punti su cui impiantare la proposta di legge di iniziativa popolare, punti che dovranno poi essere ulteriormente sviluppati in relazione al testo definitivo della sentenza della Corte Costituzionale».

Nei prossimi giorni la CGIL invierà a tutti i partecipanti e alle Associazioni sia la traccia di lavoro, sia i primi contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare sui quali sarà convocata una ulteriore riunione».

Silvestri ha poi indicato «la necessità che gli organismi delle varie Associazioni siano chiamati a socializzare tale impostazione.

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