Roma: l’Associazione Paracadutisti onora la memoria dello specnaz morto per la liberazione di Palmira

Alexander-ProkhorenkoRoma, 3 ott – La Sezione di Roma dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia presenterà il 161° Corso di paracadutismo, intitolato ad Aleksandr Prokhorenko, mercoledì 5 ottobre prossimo alle ore 18,30 presso il Centro Culturale Russo in Palazzo Santacroce, p.zza Benedetto Cairoli,6 – Roma.

«Com’è ben noto – si legge in una nota dell’Associazione – , nell’ambito internazionale della lotta al terrorismo fondamentalista, si sta vivendo un’estrema complessità e – diremmo- anche una reale e preoccupante confusione, poiché, in Siria in particolare, si evidenzia come sciaguratamente gli interessi comuni della sicurezza confliggano, ed in modo grave, con i disegni e gli scopi geopolitici di parte».

«L’ANPd’I di Roma, in un’operazione certamente poco condivisa da alcuni, è orgogliosa di riaffermare valori immutabili nello spazio e nel tempo, ed è fiera di dare forma ad un proprio significativo desiderio, intitolando – per la prima volta nella sua storia – un corso non ad un italiano ma all’eroe russo caduto nell’operazione di liberazione di Palmira, in Siria, il 17 marzo 2016».

«Aleksandr Prokhorenko, era uno specnaz di 25 anni, ed è deceduto nel corso di una missione nella quale doveva individuare e comunicare alle proprie forze aeree la posizione di obiettivi militari di Daesh. Una volta scoperto, essendo ormai circondato da diverse decine di jihadisti, e quasi esaurite le proprie munizioni sceglieva, oltre ogni altra soluzione, di chiedere il bombardamento sulle proprie coordinate. Evitando così la resa ad un nemico barbaro e disumano».

Ecco la trascrizione degli ultimi istanti di vita di Alexander Prokhorenko diramate dal Ministero della Difesa russo.

Prokhorenko: «Non posso lasciare la mia posizione. Mi hanno circondato e si avvicinano. Vi prego sbrigatevi».

Comandante: «Procedi verso la linea di estrazione, ripeto linea verde, linea verde. Vai nella zona sicura».

Prokhorenko: «Negativo, non posso. Sono ovunque, è la fine. E’ la fine. E’ la fine…richiedo attacco aereo sulla mia posizione. Dite alla mia famiglia che li amo e che sono morto combattendo per la mia patria. Eseguite l’attacco, vi prego».

Comandante: «Negativo, ripiega sulla linea verde, questo è un ordine».

Prokhorenko: «Non posso. Comandante, sono circondato. Sono ovunque, non voglio che mi prendano, faranno di me ogni cosa. Vi prego fatemi morire con dignità e che possa portarmi dietro tutti questi bastardi. Vi prego è la mia ultima volontà, io sono già morto. Vi prego, non posso resistere a lungo».

Comandante: «… Alexander …conferma la tua richiesta».

Prokhorenko: «Mi hanno ormai raggiunto, non ho più munizioni. Grazie comandante, dite alla mia famiglia che li amo, che ho lottato fino alla fine. Vi prego, prendetevi cura della mia famiglia, vendicate la mia morte, vendicatemi. Addio comandante, dite alla mia famiglia che li ho sempre amati.»

«Proprio per le centinaia di vite di cittadini europei brutalmente strappate ai propri cari dai fondamentalisti (e le migliaia assassinate nei paesi arabi) – conclude la nota dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia -, e per la pericolosa mancanza di coesione tra Paesi che dovrebbero collaborare mentre invece si ostacolano, “prigionieri” di interessi privati intricati e confliggenti, crediamo fermamente che l’evento in oggetto rechi in sé una valenza ed un interesse significativi».

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