“Notte scura”, conclusa l’esercitazione dei corpi speciali. Graziano: «strategici per la sicurezza del Paese»

forze-speciali-incursoriRoma, 3 ott – «Le Forze speciali al giorno d’oggi con lo sviluppo della minaccia, con lo sviluppo tecnologico, con lo sviluppo dei rischi e con le trasformazioni in atto sono decisamente un elemento strategico e fondamentale per la sicurezza del Paese e per la sicurezza internazionale».

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, a margine della giornata conclusiva dell’Esercitazione “Notte scura” condotta in Toscana nei giorni scorsi dalla componente per operazioni speciali.

«Le Forze speciali al giorno d’oggi con lo sviluppo della minaccia, con lo sviluppo tecnologico, con lo sviluppo dei rischi e con le trasformazioni in atto sono decisamente un elemento strategico e fondamentale per la sicurezza del Paese e per la sicurezza internazionale».

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, a margine della giornata conclusiva dell’esercitazione “Notte scura”condotta in Toscana nei giorni scorsi dalla componente per operazioni speciali.

«Le forze speciali – ha sottolineato il Generale Graziano- sono una struttura proprio per definizione interforze, si entra in un ambito in cui si parla di dominio aereo, dominio navale, dominio terrestre ma sotto un’unica visione di impegno di personale capace di agire per lungo tempo e in cui la loro azione si traduce sempre in un effetto strategico, quindi, personale particolarmente qualificato, sistemi particolarmente avanzati ma soprattutto un concetto e una filosofia di impiego che effettivamente mette in questo momento l’Italia tra le nazioni che contano nel mondo».

Questa esercitazione, come ha sottolineato il Comandante del Comando interforze per le operazioni delle forze speciali, Generale Nicola Zanelli, è il culmine di un anno di lavoro in ambito interforze che ha coinvolto oltre 1.000 uomini e donne della Difesa italiana con tutta la componente per Operazioni speciali.

Hanno partecipato all’attività addestrativa il 9° Reggimento Col Moschin dell’Esercito, il gruppo operativo incursori della Marina (GOI), il 17° Stormo Incursori dell’Aria dell’Aeronautica Militare, il Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri (GIS), il 185°Reggimento acquisitori obiettivi, i ranger del 4°reggimento Alpini paracadutisti e il Reggimento san Marco.

«Si è trattato, come ha spiegato il Generale Zanelli, di raggiungere obiettivi piuttosto complessi in cui la ricaduta era di livello operativo strategico per questo motivo le forze per operazioni speciali sono intervenite e l’interoperabilità è stata la risposta esatta per raggiungere gli obiettivi richiesti».

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