NATO, ministro Pinotti: andremo avanti sull’aumento delle spese per la Difesa

Pinotti-NATOBruxelles, 15 feb – L’Italia si impegna «ad andare avanti» nell’aumentare le spese per la difesa, come chiesto dalla Nato e ora, in particolare, dalla nuova amministrazione Usa a tutti gli alleati, molti dei quali sono lontani dall’obiettivo di destinare un ammontare pari al 2% del Pil alla difesa, fissato dall’Alleanza.

Lo dice il ministro della Difesa Roberta Pinotti, a margine della ministeriale Nato che si tiene oggi e domani a Bruxelles, nel quartier generale dell’Alleanza Atlantica.

L’Italia, ricorda il ministro, «tra il 2015 e il 2016 ha avuto un leggero incremento, ma un incremento. E’ finalmente un’inversione di tendenza rispetto a quello che era avvenuto negli anni precedenti. L’Italia ha anche una quota considerevole spesa negli investimenti, che è uno dei dati qualificanti considerati dalla Nato: noi abbiamo il 21 per cento, quindi sopra del 20 per cento degli investimenti. Dopodiché, ci impegniamo ad andare avanti in questa inversione di tendenza».

«L’impegno del 2 per cento – continua la Pinotti – è un impegno al quale si è deciso di tendere già nel vertice di Cardiff, quindi ne siamo consapevoli. Pensiamo che, insieme a questo lavoro, una spinta anche per una maggiore integrazione della difesa europea, che possa consentirci di avere capacità particolarmente qualificate in comune, e anche di non avere duplicazioni, di avere la possibilità di progettare in futuro una complementarietà più forte sia un elemento che può essere utile, perché una spesa oltre che salire deve essere più qualificata».

In Iraq secondi solo agli USA

Il nuovo segretario alla Difesa Usa James Mattis, “conosce bene” le forze armate italiane e ne riconosce la capacità di intervento, anche in scenari impegnativi come l’Iraq, dove l’Italia è il maggior contributore alla coalizione nella lotta allo Stato Islamico, dopo gli Usa – sottolinea il ministro della Difesa.

Con Mattis, continua il ministro, «abbiamo già avuto un colloquio telefonico, in cui c’è stato un grande riconoscimento all’Italia e alla capacità delle forze armate di intervenire nelle situazioni di crisi con una qualità professionale di grandissimo livello, ma anche con molta umanità. E questo mi ha colpito, anche perché il segretario alla Difesa James Mattis conosce bene le forze armate italiane, essendo stato militare e avendole viste operare sul campo».

«Poi certamente – continua la Pinotti – ci sarà una discussione su quelli che sono gli scenari di crisi principali: parleremo di cosa avviene nel Mediterraneo, in Libia, e avremo un primo confronto su tutte le questioni che riguardano la difesa e che vedono l’Italia particolarmente impegnata: ricordo che in Iraq noi siamo, dopo gli Usa, il contingente più numeroso della coalizione nella lotta al terrorismo e mi pare che questo sia un tema particolarmente
sottolineato dall’amministrazione Usa».

Hub a Napoli è un importante risultato per il Sud

La creazione di un “hub” per il fronte sud nella base di Napoli è “un primo importante risultato” per l’Italia, che si “è battuta a tutti i livelli” per ottenerlo. «Parleremo anche di questa decisione che sarà assunta in questo vertice ministeriale, che considero particolarmente importante, finalmente l’hub per il Sud. L’Italia lo ha richiesto, si è battuta a tutti i livelli: io personalmente mi sono battuta e ho richiesto questa cosa in ogni occasione, ma hanno lavorato l’ambasciatore Bisogniero, il capo di Stato maggiore della Difesa generale Graziano».

«Crediamo che sia un importante primo risultato: esprimo soddisfazione su questo e, ovviamente, ci sarà un lavoro perché questa decisione sia implementata adeguatamente».

«Noi siamo molto soddisfatti – aggiunge il ministro – il documento per il Sud si compone di molte cose: parla anche di ricerca di informazioni, di considerazione della situazione in Libia, di capacity building e di coordinamento di tutte le operazioni che si possono fare per il Sud. Impegni importanti, per i quali serve un comando robusto», conclude.

Stoltenberg, momento cruciale per la sicurezza transatlantica. Stiamo aumentando spese per difesa dopo anni di tagli

Dello stesso tenore le dichiarazioni del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: «Questo è un momento cruciale per la sicurezza transatlantica. Quindi, questo incontro dei ministri della Difesa arriva al momento giusto ed è significativo. Prenderemo decisioni per assicurare che la nostra Alleanza rimanga forte e flessibile, per affrontare sfide che sono in evoluzione».

«Perché – continua Stoltenberg – una Nato forte è positiva per l’Europa e per il Nordamerica. Negli ultimi due anni, abbiamo implementato il più grande potenziamento della difesa collettiva dai tempi della Guerra Fredda. Lavoriamo a contatto più stretto con i nostri partner in Medio Oriente e altrove. Stiamo aumentando le spese per la difesa, dopo molti anni di tagli», conclude.

500 cyber-incidenti al mese, la difesa informatica è una priorità

«La difesa informatica è una priorità assoluta per la Nato – ha proseguito Stoltenberg – . L’anno scorso l’Alleanza ha subito una media di 500 cyber-incidenti al mese, che hanno richiesto un intervento dei nostri esperti. Si tratta di un aumento del 60% rispetto al 2015». (AdnKronos)

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