NATO, ammiraglio Michelle Howard: hub di Napoli per il fronte sud operativo entro dicembre

Si occuperà di Nordafrica e Medio Oriente

Bruxelles, 22 ago – L’hub della Nato per il fronte Sud, l’osservatorio dell’Alleanza Atlantica su Medio Oriente, Nordafrica, Sahel e Africa Subsahariana, sarà “pienamente operativo” nella base di Napoli “entro la fine di dicembre“. A spiegarlo, durante un briefing in collegamento video dal Comando Interforze di Napoli con il quartier generale dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles, è la comandante del Comando congiunto interforze della Nato di Napoli Michelle Howard, ammiraglio della Us Navy.

L’Hub per il Sud a Napoli, Nato Strategic Direction South Hub o Nsd-S Hub nel gergo militare, che ha sede nel territorio comunale di Giugliano, è stato voluto ed ottenuto dal governo e in particolare dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ne ha più volte sottolineato la necessità nelle riunioni ministeriali dell’Alleanza a Bruxelles.

«L’operatività iniziale – ha spiegato la Howard, celebre anche per essere stata la prima donna afroamericana a comandare una nave della Marina statunitense – che è, in pratica, iniziare a raccogliere informazioni, partirà il primo settembre». Il taglio del nastro è fissato per il 5 settembre, ma l’hub sarà «pienamente operativo entro la fine di dicembre».

L’Hub sarà dedicato alle macroaree del Medio Oriente, del Nordafrica, del Sahel e dell’Africa subsahariana e avrà quattro funzioni principali: contribuire alla raccolta, alla gestione e alla condivisione delle informazioni; contribuire alla comprensione, alla valutazione e al monitoraggio degli sviluppi sul terreno; contribuire a coordinare le attività della Nato sul fronte sud; contribuire all’implementazione del Quadro per il Sud dell’Alleanza.

Howard, dobbiamo lavorare tutti insieme

In pratica, agirà come centro di coordinamento per la collaborazione tra i comandi Nato e le molte organizzazioni civili che si occupano di questioni che hanno legami con la sicurezza. «C’è un chiaro interesse su questa regione – ha spiegato la militare – che va avanti da almeno un paio d’anni: abbiamo bisogno di un’unità che possa occuparsene, guardando a cosa succede in quest’area e dire ok, qui abbiamo l’opportunità di fare qualcosa o di impedire che qualcosa succeda».

L’Hub, ha continuato la comandante, «guarda alle sfide e alle opportunità nell’area del Medio Oriente e del Nordafrica, non solo attraverso le lenti della Nato, bensì anche con quelle dei nostri partner, come l’Unione Europea, l’Unione Africana e le Nazioni Unite, per esempio. Dobbiamo lavorare tutti insieme: c’è un fantastico proverbio africano che dice “se volete andare veloci, andate da soli; se volete andare lontano, andate insieme”. L’Hub sarà il luogo in cui lavoreremo insieme su questioni legate al Medio Oriente e al Nordafrica».

La Howard ha incontrato diversi interlocutori, ai livelli più elevati, e ha constatato che c’è «bisogno di un “one stop shop”, uno “sportello unico”, per coordinare le attività nel campo, per esempio, del contrasto al terrorismo. Un leader nazionale mi ha detto che inizia a pensare che serve un organo di coordinamento per gli organi di coordinamento: ci sono moltissime organizzazioni che lavorano su questa materia». L’Hub si occuperà anche di questo, con una squadra di circa 90 esperti, sia militari che civili.

Howard, forte interesse Ue per migrazioni

Il Sud è anche il fronte delle grandi migrazioni, materia che «per la Ue è di fortissimo interesse – continua Michelle Howard – ma quando ti occupi di salvare le persone in mare, quello è solo un sintomo del problema. Quello che vogliamo fare è arrivare alle cause ultime che spingono le persone ad emigrare, comprendendo esattamente che cosa succede, in modo da poter iniziare a lavorare su misure di prevenzione».

«Le organizzazioni che si occupano di questo – ha continuato la Howard – devono lavorare insieme. Ci sono grandi organizzazioni già attive su questi temi e con le quali possiamo lavorare: il pianeta è in uno stato di turbolenza, per quanto concerne il movimento delle persone, che non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale».

L’Hub si occuperà principalmente di informazioni non classificate, elaborando rapporti che aiutino l’Alleanza a compiere scelte informate.

Lavoreremo con Ue, Ua e Onu

L’Hub lavorerà anche con partner non militari, come esperti di sviluppo regionale e di gestione delle crisi, professori universitari, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali. «Ho iniziato a contattare l’Unione Europea, l’Unione Africana e le Nazioni Unite – ha spiegato la Howard – ho parlato e lavorato con dirigenti politici e militari in Paesi come Marocco e Algeria e, all’interno della Nato, con diversi responsabili della difesa. Continuiamo a lavorare».

Particolarmente importante, nelle prime fasi del lavoro dell’Hub, sarà la produzione e la condivisione di analisi di buon livello, che consenta alla Nato e ad altri soggetti di essere reattivi agli eventi che si verificano in quell’area, molto importante per la sicurezza europea, evitando di farsi cogliere di sorpresa, come accadde con le Primavere arabe del 2011. L’Hub non eserciterà funzioni di comando e di controllo, ma agirà da “facilitatore”, per promuovere “la collaborazione e la reciproca comprensione tra gli stakeholder”.

Il sito dell’hub, www.southerhub.org, sarà on line prima dell’inaugurazione che si terrà il 5 settembre.

Sommario
NATO, ammiraglio Michelle Howard: hub di Napoli per il fronte sud operativo entro dicembre
Article Name
NATO, ammiraglio Michelle Howard: hub di Napoli per il fronte sud operativo entro dicembre
Descrizione
Si occuperà di Nordafrica e Medio Oriente
Author
Publisher Name
GrNet.it
Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.