Il matrimonio è in crisi, figlio minore scrive all’ammiraglio: non trasferite papà

figlio-padreLa risposta: è «prevalente l’interesse pubblico dell’Amministrazione». Roma, 10 mar – Mamma e papà che si separano e a farne le spese sono soprattutto i figli. Vicende come questa accadono ogni giorno, ma quando uno dei genitori è un militare che viene trasferito a centinaia di chilometri di distanza dovendo lasciare praticamente incustodito il figlio minore, lo Stato non vuol sentir ragioni: «si ritiene prevalente l’interesse pubblico perseguito dall’Amministrazione attraverso l’impiego in fuori sede».

Poche, scarne, righe di una risposta in perfetto linguaggio burocratico per dire al padre di non fare tante storie e preparare le valige; il tutto con un preavviso di 10 giorni.

La storia di Luca

I genitori di Luca (il nome è di fantasia) si sono separati, e il ragazzo minore ha deciso di andare a vivere con il papà e la nonna paterna. Il giudice, preso atto del volere di Luca, decide di nominare il padre affidatario esclusivo e di porlo totalmente a suo carico.

L’avvocato di famiglia tenta di spiegare alla Direzione generale del Personale militare la situazione: «in considerazione delle esigenze psichiche – educativo- evolutive del figlio minore, il quale è affidato alle cure del mio assistito in considerazione dello stato di disagio dichiarato dal minore, peraltro totalmente a suo carico economicamente, psicologicamente e familiarmente. Si precisa, infatti, che il minore vive oramai da tempo stabilmente presso la residenza paterna e di questo si è data ampia informazione al Tribunale adito che in considerazione degli eventi nulla ha obiettato in merito non sollevando alcuna opposizione neppure il Pubblico Ministero posto a garanzia dei diritti del minore. Peraltro, il Tribunale di Taranto, con ordinanza emessa lo scorso anno, ratificava detta situazione di fatto ponendolo a totale carico del mio assistito. Vada sé che, nell’ipotesi in cui il padre fosse costretto a trasferirsi presso la sede di Roma, il minore che vive stabilmente con lui, resterebbe solo e, privo di vigilanza, dal momento che lo stesso già da quasi due anni ha manifestato le ragioni che lo hanno portato a vivere con il padre e soprattutto a non avere più contatti con la madre».

«Altresì – prosegue il legale, non avendo altri parenti che possano occuparsi stabilmente delle sue necessità quotidiane, appare necessaria la presenza in loco dello stesso B. in qualità di genitore esercente la genitorialità sullo stesso figliolo. Il minore inoltre, frequenta regolarmente il primo anno di scuola superiore nella provincia di Taranto, dopo varie traversie scolastiche dovute proprio alla separazione dei suoi genitori, e, solo da quando il Tribunale ha concesso la facoltà al mio assistito di tutelare lo sviluppo psico-fisico-educativo-evolutivo del minore, apparirebbe oltre che fuori luogo anche contro i diritti dello stesso minore ed in opposizione alle decisioni dell’ adito Tribunale, sottopone il minore ad altri “cambiamenti” che lo porrebbero nella condizione di uno stato di disagio psico-evolutivo dai danni permanenti e duraturi di difficile commisurazione immediata; ma che nel trascorrere della sua adolescenza emergerebbero nella loro gravità. Peraltro, va ancor più considerato che lo spostamento presso altro istituto nel corso dell’ anno scolastico, oltre ad essere di difficile attuazione, potrebbe compromettere il rendimento scolastico di Luca del quale finalmente si è orgogliosi, proprio dopo il raggiungimento di una acquisita serenità familiare con il padre».

«Per le ragioni sopraesposte – conclude l’avvocato – e per la tutela del preminente interesse dello stesso minore, salvato solo dalle cure amorevoli profuse dal solo padre, e, senza rinunciare a tutto quanto già dedotto nella precedente missiva del 04/12/2013, riservandomi ogni più opportuna azione di cui già sono fornita di mandato giudiziale ove non si considerino le ragioni ampiamente dedotte e concluse si chiede a Codesta Direzione, di voler provvedere ad un’eventuale revoca o differimento del predetto cambio di pianificazione sino a quando il giudizio dinnanzi al Tribunale di Taranto verrà definito».

La risposta della Direzione Generale

«Dall’esame dell’Ordinanza in data 17/05/2013 della predetta A.G. – risponde il contrammiraglio Domenico Di Capua – non emergono elementi utili ad una revisione della pianificazione consolidata poiché il provvedimento giurisdizionale non pone alcun vincolo giuridico in relazione al mantenimento in sede del militare. Inoltre, pur tenendo in adeguato conto le connesse problematiche organizzative familiari, si ritiene prevalente l’interesse pubblico perseguito dall’Amministrazione attraverso l’impiego in fuori sede del 1° Mrs. B.R».

Come scritto in precedenza, la risposta dell’ammiraglio Di Capua è lapidaria e non lascia spazio a fraintendimenti: pur essendo al corrente delle gravi problematiche familiari della famiglia di Luca e delle conseguenze descritte dal suo avvocato, gli interessi della Marina prevalgono sulla vicenda in questione, quindi il trasferimento del padre non solo è confermato, ma non verrà nemmeno differito di qualche mese.

La lettera di Luca

Preso dallo sconforto, Luca scrive all’ammiraglio: «Gentile Ammiraglio, mi chiamo Luca e sono il figlio minorenne di un Sottufficiale della Nostra Marina Militare, da quattro anni la nostra famiglia si è letteralmente frantumata a causa di una dolorosissima separazione dei miei genitori, io da quando spontaneamente ho deciso di andare a vivere con il mio papà, e cioè dalla fine di Gennaio 2012, ho subito l’allontanamento di mia sorella di 22 anni e per motivi che non stò ad elencare, in quanto reputo strettamente personali, non vedo più nemmeno mia madre, ad essere sincero, non contro la mia volontà».

«In poche parole, la mia famiglia siamo io, mio padre e mia nonna anziana, e viviamo in un paesino in provincia di Taranto. Per il momento, nonostante riconosciuto anche dal tribunale che vivo con papà, la situazione è al vaglio del giudice che non ha ancora legalizzato questa mia permanenza ma spero che lo faccia quanto prima possibile. Però nonostante tutto, sino a qualche mese fa andava tutto bene, io andavo a scuola e nonostante precedentemente avessi perso 2 anni, tutti in seconda media, ho superato il terzo anno conseguendo il diploma con la soddisfazione totale di mio padre e degli stessi insegnanti. Attualmente frequento il primo anno dell’istituto alberghiero e fin’ora il rendimento è stato buono».

«Si chiederà – prosegue Luca – perché questa mia lettera. Come un macigno, sulla nostra serenità è caduto il famoso trasferimento di sede lavorativa per papà. Da lunedì 10 Marzo dovrà prendere servizio a Roma. Sento in questi giorni parlare di tanto in casa, di tutto, di come fare, di come affrontare le spese di viaggio, perché papà non può portarmi con se, perché io vado a scuola, perché anche se ci trasferiamo tutti e due non saprebbe come badare a me, perché non avendo ancora definito la causa in tribunale ho ancora la residenza con mia madre e non posso spostarla e poi c’è la nonna che è anziana e non posso assolutamente lasciare sola. Ebbene caro Ammiraglio, questa mia lettera serve per farvi capire che caos adesso ci sarà nella nostra vita, proprio adesso che le cose stavano mettendosi per il meglio».

«Immagino che lei abbia dei figli, quando questa sera tornerà a casa gli faccia leggere questa mia lettera, sono sicuro che saranno orgogliosi di avere un papà così bravo, che ha saputo ascoltare le parole di un ragazzo della mia età, ma che non ha fatto nulla per impedire che tutto questo accada. La Marina non dovrebbe comportarsi così, dovrebbe tenerci al benessere dei propri militari, avrebbe dovuto almeno ascoltare le richieste mosse da un proprio dipendente, dipendente della Patria…..e mi chiedo, chi è la Patria….non siamo tutti noi? E se non ci fossimo noi ci sarebbe la Patria?

«E pensare…. un attimo solo caro Ammiraglio, che ero ammaliato dalla pubblicità che di tanto in tanto danno in tv, la pubblicità sulla Marina Militare, che recita, “venite in Marina, vi farà girare il mondo” ….. bisognerebbe aggiungere….. farà girare il mondo e separa le mogli dai mariti, i figli dai genitori e i papà dai figli. Quei figli, figli della Patria».

«Buona giornata Ammiraglio, scusate se vi ho disturbato e spero ascolti la mia richiesta».

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