Difesa, ministro Trenta al Messaggero: «Preoccupata per i suicidi: caserme al Sud e psicologi»

Roma, 13 ago – (di Simone Canettieri) L’annuncio del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta: più caserme al Sud. Il piano dopo l’ondata di suicidi tra i militari: previsti anche psicologi e ricongiungimenti più facili con le famiglie. Ed è scontro con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha proposto il ripristino della leva obbligatoria: «Ha una visione romantica: i soldati oggi devono essere professionisti».

L’ultimo caso, sabato scorso: il suicidio di un marò a Brindisi, in caserma. Due settimane fa era stato invece un caporal maggiore a togliersi la vita davanti a Palazzo Grazioli, residenza dell’ex premier Berlusconi, nel centro di Roma. Un fenomeno che «preoccupa» il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. «Occorre lavorare duramente per stare più vicino ai nostri militari e alle loro famiglie – è il pensiero dell’esponente del M5S – iniziando a incrementare il lavoro degli psicologi al fianco dei nostri soldati». Oltre a un piano per aumentare le ore e i colloqui di “supporto”, il ragionamento della Trenta si spinge anche più avanti: «La strada è lunga ma occorre intraprenderla se vogliamo davvero cambiare le cose». E qui il suo pensiero, in questi giorni di preoccupazione affatto celata, va al futuro con un piano ambizioso da mettere in cantiere in questa legislatura. «La maggior parte dei nostri soldati proviene dal Sud e gran parte delle nostre caserme sono al Nord. Ma il nemico – ragiona Trenta – non viene più dalle Alpi, oggi le dinamiche sono più complesse e dobbiamo riadattare lo strumento della Difesa alle nuove minacce e ai nuovi sviluppi».

IL PROGETTO

Il Ministro punta al riordino delle caserme, «che passa prima per un accurato monitoraggio», e a favorire dunque «i ricongiungimenti familiari». Si tratterebbe di una svolta importante che darebbe nuova spinta economica – per via dell’indotto – a tanti centri del Sud, depressi. Ma si tratta appunto di una fase 2 non semplice da attuare: in mezzo ci sono le alienazioni dei vecchi immobili e quelli nuovi da cercare, oltre a un incrocio con tutti i ministeri coinvolti. Resta la preoccupazione per questa escalation di morti in divisa. Da Palazzo Baracchini raccontano che il ministro «vuole intensificare i controlli, avviando un processo sistematico di ascolto e supporto dei militari e che sia ovviamente subordinato alla linea di comando, perché i comandanti sono i primi responsabili dei ragazzi».

I NUMERI

Nei primi otto mesi del 2018 si sono verificati già 14 suicidi: 6 nell’esercito (2 dei quali all’interno di Strade sicure), 1 nella marina e 7 tra i carabinieri. Tuttavia, il ministro mostra cautela e aggiunge che «bisogna fermare qualsiasi strumentalizzazione che accomuna tragedie del genere alle condizioni di lavoro dei nostri militari», poiché «chi porta avanti tali tesi compie un vero e proprio atto di sciacallaggio nei confronti della vittima e della sua famiglia, già profondamente colpita dal dolore». Dietro un suicidio, riflette Trenta, «le variabili purtroppo sono molteplici e complesse, politicizzare episodi così drammatici significa non avere a cuore i nostri militari, chi pensa di prendere qualche voto esprimendo queste posizioni davanti a sé troverà il mio muro». Le condizioni di lavoro dei militari, in particolare quelli impiegati in Strade Sicure, è stato il primo dossier affrontato da Trenta, appena nominata. Tanto da aver chiesto subito un resoconto dettagliato. Ma non è una critica, al contrario: «Da parte mia c’è massimo apprezzamento per la reattività con cui i capi di forze armate e lo Stato Maggiore della Difesa si sono adoperati fin dall’inizio per dare un contributo alla nuova azione di governo. Da parte di tutti – racconta – ho visto molta umanità e professionalità. C’è un’ottima collaborazione con lo Stato Maggiore sul tema». Adesso arriverà la svolta: consulenze psicologiche rafforzate dal punto di vista delle ore a disposizione e, soprattutto, un impegno per i ricongiungimenti dei militari con le famiglie. Un piano che passa anche per il Sud.

M5S Senato, Maiorino: Commissione Difesa avvierà indagine su “Strade Sicure”

«Siamo felici di sapere che il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, preoccupato dalla recente ondata di suicidi tra gli appartenenti alle forze armate, intenda avviare un piano per incrementare il sostegno psicologico al personale militare e facilitarne i ricongiungimenti familiari», dichiara la senatrice M5S Alessandra Maiorino, componente della Commissione Difesa di Palazzo Madama, commentando notizie di stampa.

«Un impegno importante e concreto per il benessere dei militari, quello del Ministero, al quale siamo pronti a dare tutto il nostro supporto e contributo. Nelle prossime settimane, infatti – annuncia la senatrice Maiorino – la Commissione Difesa del Senato, su proposta del Movimento 5 Stelle, avvierà un’indagine conoscitiva sull’Operazione “Strade Sicure” per tracciare un bilancio di questa importante attività dell’Esercito Italiano a dieci anni dal suo avvio, allo scopo di correggere eventuali aspetti critici, compresi quelli legati alle condizioni lavorative del personale impiegato».

«Questa indagine – anticipa la senatrice Maiorino – è solo un tassello del più ampio lavoro che il Movimento 5 Stelle sta avviando per affrontare le problematiche relative al benessere, sia fisico che psicologico, del personale di tutte le forze armate che è e che è stato impegnato in attività operative in patria e all’estero».

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1 Commento

  1. vincenzo dice

    La Ministra Trenta deve impartire le disposizioni in merito al trasferimento dei militari che stanno in un determinato Ente/Comando da più di cinque anni. La M.M. ha sempre messo in atto questa politica di trasferire il personale ogni cinque anni. Un vecchio Ammiraglio (Direttore Generale del Personale) affermava che ciò deve avvenire per non creare nelle persone un enorme potere. Questa politica dei trasferimenti deve avere anche efficacia per il personale dell’E.I. e A.M.. Il personale di passaggio e i nuovi soldati soffrono molto di questa situazione: a comandare non sono gli Ufficiali di Accademia, ma bensì il personale che sta in un determinato Ente/Comando da quaranta anni. I dottori della psicologia militare devono indagare anche su questo problema.

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