Caso Marò: sempre più numerosi i pescatori uccisi da militari anti pirati

militari-antipirateriaNavi mercantili sempre più vicine alle zone costiere. Hodeidah, 22 set – Sono numerosi negli ultimi mesi, e destinati ad aumentare nel prossimo futuro, i casi di pescatori uccisi per errore da personale militare impegnato in missioni anti pirateria a protezione di navi mercantili in transito nelle acque della regione. Oltre alla vicenda che coinvolge i due marò italiani della petroliera Enrica Lexie in carcere nel Kerala dallo scorso febbraio, vi è quello di un altro pescatore indiano ucciso lo scorso luglio da militari americani a bordo dell’unità della marina americana per il rifornimento USNS Rappahannock, e molti altri rimasti anonimi al largo delle corte dell’Oman e soprattutto dello Yemen, dove almeno cinque pescatori sono rimasti uccisi e altri quattro colpiti dal 2009. Per questo, il caso dei due marò italiani rischia di trasformarsi in un laboratorio per l’elaborazione di una nuova giurisprudenza nei paesi interessati. La posizione dell’Italia, secondo cui i due marò non possono essere giudicati in India ”equivale a dire che ogni giorno, ogni nave che passa può tranquillamente aprire il fuoco e uccidere, a sua volontà, pescatori che si guadagnano da vivere: e poi andarsene via dicendo che è accaduto oltre le acque territoriali del paese interessato”, ha scritto P.S. Gopinathan, giudice dell’Alta corte del Kerala nella sentenza dello scorso 29 maggio con cui ha invece autorizzato il proseguimento del procedimento in India contro Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. ”Una tale posizione non solo costituirebbe un precedente negativo, ma anche un precedente grossolanamente ingiusto”, ha aggiunto.

L’episodio dello scorso luglio è avvenuto al largo delle coste di Dubai. L’ambasciatore americano a Nuova Delhi ha promesso alle autorità indiane una inchiesta completa in quanto accaduto. La marina americana ha già precisato che l’imbarcazione su cui si trovava la vittima aveva ignorato i segnali di avvertimento e che si stava oltre tutto avvicinando alla Rappahannock e assicurato che il rapporto conclusivo dell’inchiesta sarà messo a disposizione degli indiani una volta completato, come ha precisato un portavoce, Greg Raelson, in una mail inviata a Bloomberg, che ha dedicato alla questione un reportage approfondito dallo Yemen. Come ha poi ammesso il capo dello staff delle operazioni navali antipirateria dell’Unione europea, Philip Haslam, l’Oman ha denunciato che ”numerosi” pescatori omaniti sono stati colpiti da proiettili sparati da personale armato straniero inviato nella regione responsabile di azioni ‘colpisci e fuggi”’.

”Abbiamo iniziato a sentirne parlare circa un anno fa”, ha spiegato il direttore dell’organizzazione Oceani oltre la pirateria Jon Higgins, che per 22 anni ha lavorato nella marina americana, precisando che non vi sono tuttavia elementi certi per poter valutare il numero delle vittime. ”La pirateria e la regione ad alto rischio hanno spinto numerose navi mercantili vicino alle coste e vicino alle zone di pesca, quindi epidodi di questo genere accadranno sempre di più”, ha aggiunto. Quanto ai cinque morti al largo delle coste yemenite, Bloomberg cita l’uccisione di almeno un pescatore, Ali Quanas, 38 anni, da parte di militari russi sulla petroliera norvegese Nordic Fighter, avvenuto lo scorso agosto (secondo quanto è stato denunciato solo in un rapporto di una società privata di sicurezza presente sulla petroliera, con una inchieasta avviata dalle autorità yemenite, ma smentito dalla società armatrice)

I militari indiani a loro volta hanno ferito due pescatori yemeniti

Secondo un rapporto del sindato delle cooperative di pescatori della regione, le forze navali indiane hanno ferito due pescatori yemeniti in due incidenti separati, uno ferito all’addome e l’altro al ginocchio. Vittime che si aggiungono, sempre secondo la stessa fonte, ai quattro altri pescatori yemeniti, tutti provenienti dalla regione di Hadhramaut, uccisi nel Golfo di Aden fra il 2009 e il 2010 da militari di nazionalità rimasta non identificata. Lo Yemen ha chiesto al governo indiano di aprire un’inchiesta. Ma il portavoce del ministero della difesa indiano, Sitanshu Kar, ha preferito non commentare la notizia. (Adnkronos)

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