Difesa: test di gravidanza obbligatori per i concorsi interni, è scontro in Parlamento

ROMA – Botta e risposta tra maggioranza ed opposizione sui test di gravidanza obbligatori previsti dai concorsi interni per la progressione di carriera.

L’opposizione attacca il governo giudicando questi test “una vergogna” che mortifica la privacy delle donne. Fonti della Difesa, però, ricordano che tali test sono previsti dal decreto attuativo del T.U.O.M. (Testo Unico delle disposizioni in materia di ordinamento militare), firmato dall’ex ministro Pinotti.

Proprio la Pinotti fa sapere che i test di gravidanza in queste fasi concorsuali furono concepiti proprio per evitare di mettere a rischio una gravidanza in atto, che potrebbe essere compromessa nel corso dell’accertamento di requisiti di idoneità che prevedono anche prove fisiche.

Dalla Difesa la ministra Elisabetta Trenta fa sapere di aver “incaricato gli uffici legislativi di rivedere la normativa in questione per permettere alle donne in gravidanza di svolgere poi in un secondo momento le prove previste. Fra non molto sarà definita la nuova normativa”.

In effetti la modifica della normativa che regola la materia è auspicabile, non fosse altro per la mole di contenzioso amministrativo generato che, peraltro, ricordano i legali esperti in diritto militare, ha visto quasi sempre soccombente l’Amministrazione della Difesa.

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