Esercito, “Strade Sicure”: 150 militari chiedono alla Difesa condizioni di lavoro più “umane”

Le consegne prevedono che i militari debbano stare almeno 6 ore consecutive in piedi, sotto il sole o con la pioggia, indossando un equipaggiamento di 20 Kg.

Roma, 26 lug – Con un atto di intimazione inviato al ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, 150 militari dell’Esercito, tramite gli avvocati Giorgio Carta e Chiara Lo Mastro, hanno chiesto il rispetto del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, applicabile anche all’amministrazione militare per effetto del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90.

I militari che partecipano all’operazione “Strade Sicure” devono attenersi a consegne di servizio che – si legge nell’atto di intimazione – «impongono ai militari impegnati nella missione di restare in piedi ed all’esterno del mezzo per almeno sei ore consecutive – senza la possibilità di sedersi nemmeno per una breve pausa – e di indossare un pesante armamento, un munizionamento ed un equipaggiamento aventi un peso complessivo di circa 20 chilogrammi, con notevole carico sulla colonna vertebrale dei militari, che difatti sempre più spesso stanno lamentando danni fisici di una certa entità».

«Le condizioni atmosferiche avverse, poi, oscillanti tra le temperature estremamente alte della stagione estiva e quelle rigide dell’inverno, sono parimenti idonee a menomare la salute dei miei assistiti – scrive l’avvocato Carta – giacché sono costretti dalle consegne di servizio a svolgere l’intero turno in piedi e fuori dal mezzo, sia sotto la pioggia che sotto il sole», salvo essere autorizzati uno alla volta, in caso di condizioni meteorologiche particolari. infatti, solo in taluni siti sono previsti ripari dal sole e dalla pioggia.

«La disagevole situazione descritta e le rigide regole stabilite dalle consegne di servizio hanno determinato – ricordano i legali dei soldati – la sottoposizione a processo penale militare di numerosi militari, rei anche solo di essere saliti sul mezzo militare per una breve pausa necessaria al recupero psico-fisico delle energie o per ripararsi dal freddo notturno».

Tuttavia – si ricorda nell’atto di intimazione – «la sentenza n. 4509 dell’8 febbraio 2011 della Corte di Cassazione, I Sezione penale, ha riconosciuto che una sosta di breve durata, anche nell’ambiente militare, riveste “finalità di ristoro e, in genere, di rafforzamento delle proprie energie psico-fisiche utili al migliore espletamento del servizio”» e, sempre per tale ragione, anche il Tribunale militare di Roma, II Sezione, ha assolto un militare dal reato di “concorso in violata consegna aggravata”, accusato di aver “svincolato” il fucile dalla cinghia «pur mantenendola ben salda – rileva il tribunale – e comunque all’interno della vettura…. per la necessità fisica di riposare la schiena e quindi di ridurre il carico di peso gravante sul corpo».

Purtroppo, in altri casi, i tribunali militari hanno condannato militari rei soltanto di essere montati sul mezzo durante la notte per ripararsi dal freddo e che, a seguito, del processo, sono stati posti in congedo, dopo aver prestato servizio per anni.

Le disposizioni di legge – scrive ancora l’avvocato Giorgio Carta – affidano «la responsabilità della salute e sicurezza del personale compete anche ai dirigenti centrali o territoriali delle aree tecnico-operativa, tecnico-amministrativa e tecnico-industriale».

Per le ragioni illustrate (e per tantissime altre richiamate dall’atto di intimazione) i militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” invocano l’applicazione di specifiche disposizioni del Testo unico sulla sicurezza del lavoro.

Soprattutto, chiedono che, in base alla normativa evocata, essi vengano impiegati in tale gravosa missione per non più di 120 giorni all’anno.

«Confido che il Ministro Trenta voglia prendere a cuore quanto segnalato e che intenda la nostra iniziativa quale atto di collaborazione e di suggerimento finalizzato a migliorare insieme le condizioni di lavoro e di salute dei cittadini in uniforme», ha riferito l’avvocato Carta.

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Esercito, "Strade Sicure": 150 militari chiedono alla Difesa condizioni di lavoro più "umane"
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Esercito, "Strade Sicure": 150 militari chiedono alla Difesa condizioni di lavoro più "umane"
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Le consegne prevedono che i militari debbano stare almeno 6 ore consecutive in piedi, sotto il sole o con la pioggia, indossando un equipaggiamento di 20 Kg.
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1 Commento

  1. Paolo dice

    Starebbero dovuti essere 150.000, non 150 e basta a chiedere un trattamento diverso

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