NoiPA: buste paga da un euro, stipendi “pazzi” per 8mila militari

Roma, 22 mag – (Francesca Musacchio – Il Tempo) Buste paga sbagliate, trattenute non dovute e Cud errati. E per qualcuno lo stipendio è stato di 1 euro. Non c’è pace per gli uomini delle forze armate che, ancora una volta, si trovano a dover fronteggiare gli errori del sistema NoiPa.

Questa volta, a farne le spese, sono ben 8.000 graduati dell’Esercito che si sono visti trattenere somme non dovute per un’istituto, la cassa Sottufficiali, della quale non beneficiano.

«Non é la prima volta che succede, ormai sembra non passi mese senza che vi siano errori nell’attribuzione degli stipendi», commenta a titolo personale il delegato nazionale del Cocer Esercito, Marco Votano.

Ma quello che sconvolge maggiormente è che in alcuni casi sono state emesse busta paga con stipendi pari a 1 euro. La conferma arriva proprio da Votano che aggiunge: «Vi sono casi in cui giovani volontari hanno percepito un solo euro di stipendio! Una situazione, questa, denunciata più volte ai vertici politici dell’ormai uscente governo. In molteplici occasioni con una serie di delibere che, costa prendere atto, non hanno sortito gli effetti sperati sia per le limitazioni arcaiche di cui soffre la rappresentanza militare sia pure per il mancato intervento risolutivo del ministro della Difesa, si è rappresentata
l’esigenza di rivedere totalmente modi, termini e facoltà d’intervento nel rapporto fra il Cusi, Centro unico stipendiale interforze, e il NoiPa. Il sistema – aggiunge – finanziato e sviluppato a fior di quattrini, resta un sistema rigido e per certi versi inadeguato, che mal si coniuga con le esigenze tecnico-contabili proprie del settore Difesa».

Ulteriore beffa per le forze armate, già stremate da un rinnovo contrattuale che ha portato pochi spiccioli in tasca e un riordino delle carriere che non ha soddisfatto, arriva anche dalla compilazione del Cud, la certificazione unica del reddito del lavoratore, sempre da parte del NoiPa. «Nei Cud hanno caricato erroneamente, nella parte “redditi esenti”, una serie di dati sbagliati tra cui, ad esempio, missioni svolte all’estero o in territorio nazionale – spiega Alfio Messina, delegato Cocer Aeronautica. – Quindi i rimborsi per le spese di viaggio sono finiti nella voce “redditi esenti”. Questo, se da una parte può sembrare nulla, influisce invece sull’aspetto degli assegni familiari.

Alcuni colleghi si trovano a percepire 80 euro in meno al mese di assegni familiari perchè l’importo dei redditi esenti è stratosferico.

Ma non sono redditi perchè stiamo parlando di spese di viaggio, un rimborso spese caricato come se fosse un reddito esente. Questo è degenerato in dati sballati che inficiano anche gli assegni nucleo-familiare».

Un pasticcio, dunque, che mostra una situazione già denunciata in passato dalle rappresentaze dei Cocer delle forze armate, così come dai sindacati di polizia. Già ad aprile scorso, infatti, proprio dalle pagine de “Il Tempo” alcuni delegati hanno espresso preoccupazione per la gestione di stipendi e arretrati da parte della piattaforma NoiPa. «È una macchina elefantiaca – aveva commentato il segretario del Sindacato autonomo di polizia, Stefano Paoloni – anche per quello che riguarda il riordino delle carriere ha commesso errori e ha dovuto sanare e intervenire più volte, facendo detrazioni anche da 800 euro erronamente. Ha impiegato dai quattro ai cinque mesi per stanare gli errori».

Lamentele espresse anche da Antonello Ciavarelli, delegato Cocer Marina, che sempre ad aprile scorso su “Il Tempo“, ha denunciato: «Prima di tale sistema, grazie ai contabili militari, l’attribuzione degli stipendi funzionava perfettamente. Ora vi sono ritardi di mesi ed errori clamorosi. Assistiamo ad un contesto retributivo del personale in divisa con notevoli complicazioni».

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