Campione d’Italia: Casinò e Comune indebitati fino al collo

Se da una parte ci sono realtà del web come voglia di vincere casinò online che crescono sempre più, dall’altra ci sono realtà parallele, appartenenti alla categoria dei casinò “fisici”, che qualche problemino ce l’hanno eccome. E’ il caso di Casinò Campione d’Italia, la cui situazione si fa sempre più drammatica.

Secondo quanto apprendiamo da fonti di stampa, il sindaco Roberto Salmoiraghi avrebbe convocato i cittadini del comune nel salone del casinò per metterli al corrente della grave situazione finanziaria nella quale versa la casa da gioco. Sembra infatti che la situazione sia di gran lunga peggiore rispetto a quella che si poteva immaginare, per cui i lavoratori sono stati avvisati: la loro occupazione non può più essere considerata al sicuro. Ma esattamente cosa c’è dietro? E perché mai il sindaco ha parlato di una situazione drammatica?

Secondo il primo cittadino, il casinò Campione d’Italia, con tanto di Comune sullo sfondo, avrebbe dinanzi a sé un debito per 150 milioni di franchi, pari a 140 milioni di euro. Rispetto a 10 anni fa, insomma, il bilancio è precipitato vertiginosamente (anni addietro il bilancio batteva segno positivo, tanto che nelle casse comunali c’erano 34 milioni di franchi di attivo).

Al 30 giugno scorso, il Comune si è ritrovato dinanzi a un quadro profondamente cambiato rispetto a quello di 10 anni fa, con un debito di 9 milioni di franchi a cui si sommano altri 2.2 milioni di euro. Inoltre l’amministrazione comunale deve alla Banca di Sondrio la bellezza di 21.57 milioni di franchi, e gli stessi dipendenti, che non hanno ricevuto neanche lo stipendio di giugno, sono finiti in questo tritacarne. Per quanto attiene il Casinò di Campione, invece, il debito sale a 106.8 milioni di franchi.

Da qui la somma totale di 150 milioni di franchi come risultato del debito congiunto tra Comune e Casinò. Il sindaco della cittadina però è fiducioso. Intanto perché il Comune ha provato a richiedere un nuovo prestito dando in cambio la garanzia di restituire il tutto tramite azioni di risparmio pubblico. Inoltre il governo aveva promesso lo sblocco di 7.1 milioni di euro per frenare la caduta, anche se questi soldi serviranno soltanto per coprire le spese per gli stipendi e le pensioni.

A questo punto l’unica via di uscita ritenuta concreta da Salmoiraghi è di emettere sul mercato delle obbligazioni proprietarie con l’aiuto delle banche. In questo modo dovrebbero arrivare i soldi che mancano, anche se naturalmente questi stessi soldi andranno poi restituiti con tanto di interessi.

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