Silvio IV, primo Governo in 150 anni che abbassa gli stipendi ai militari e poliziotti

berlusconi_salutomilitareRoma, 15 feb – (di Antonello Ciavarelli) A volte anche fare “i conti della serva, serve”.  A seguito della manovra economica della scorsa estate, per i prossimi tre anni, ai militari e ai poliziotti materialmente verranno tolte almeno 150 euro nette (in media) al mese. “Qualunquemente” è una visione molto ottimista, della conseguenza dei: mancati aumenti economici in corrispondenza degli aumenti di grado; mancate omogeneizzazioni stipendiali per i Sottufficiali (Marescialli ordinari con + 10 anni di servizio) e per gli Ufficiali;  mancati assegni funzionali di anzianità per il personale non dirigente e non direttivo.

Tutto ciò oltre al blocco dei contratti e del riordino delle carriere, che ha privato il personale almeno di 1.500 euro nette a testa (se ci fosse stata una semplice divisione), di fondi già assegnati fin dal 2004. Ciò è solo una visione ottimistica dei danni economici.

Il Cocer Marina, concorde con il suo Capo di Stato Maggiore, forse mai come in questa circostanza è realista. Ha così proposto una autotassazione per trovare una soluzione, che non sembra si voglia trovare. Qui è il senso provocatorio della delibera della Marina n. 194/X. Infatti sono tante le pressioni che vengono dalla base per protestare in divisa, come fecero i delegati della rappresentanza dei Carabinieri durante la scorsa legislatura davanti al Senato, solo perché gli aumenti erano pochi. Le promesse espresse dalla maggioranza di Governo, con le cossidette “interpretazioni autentiche” in sede di approvazione, o l’impegno di Governo a firma del Ministro Brunetta e dei Sottosegretari di Governo delegati, siglato a margine dell’ultimo contatto con i sindacati di Polizia e Co.Ce.R. (a cui ero presente), stanno per diventare la più grande presa in giro che la politica abbia mai fatto agli uomini in divisa.

Una cosa è certa! Bisogna prendere lezioni dall’attuale Capo del Governo che nel recente passato disse che: “ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani da poter pensare che ci siano tanti coglioni che votavano contro il proprio interesse”, riferendosi a chi non lo avrebbe votato (visibile su internet – You tube).

Antonello Ciavarelli – Cocer Marina

I militari sono educati ad anteporre l’interesse della Nazione ai propri. Con il trattamento che gli appartenenti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia stanno subendo, sarebbero almeno degli stupidi a continuarlo a votare, anche perché non si comprende come questo atteggiamento possa essere un bene per la Nazione.
Mentre i parlamentari si aumentano le indennità, alcune categorie sono al limite dell’indigenza perché, a parità di stipendio con gli altri dipendenti del pubblico impiego, devono sopperire a tutte le difficoltà che una famiglia di militari deve far fronte. Ciò significa anche, colpire l’operatività. Alla triste abitudine di tanti militari, di non essere mai andati ad un “FESTINO” dei propri figli e delle mogli e dei propri cari, perché fuori area o in navigazione o di servizio, si aggiungerà anche la difficoltà di far fronte alla sopravvivenza familiare. E tutto ciò senza dubbio intaccherà l’operatività e il bene della Nazione. Aspetto che viene percepito paradossale quando, ad esempio, per la logistica di una Forza Armata come la Marina Militare, si stanziano nel 2011 circa 13 milioni di euro e se ne chiedono 30 milioni per le esigenze dei nomadi della capitale.

Quale protesta più civile si può essere, che esercitare con coscienza i propri diritti durante le votazioni? Personalmente sono esternazioni che ho espresso ben sette mesi fa, visibili ancora su internet.

Cosa deve fare il COCER? Re-impadronirsi almeno del proprio ruolo. Il Cocer Marina, con apposita delibera ha chiesto al Presidente del Cocer Interforze Generale Rossi, già da alcune settimane, una convocazione urgente. Io stesso ho provveduto, in qualità di membro del Comitato di Presidenza del Cocer Interforze, a raccogliere ai sensi del regolamento le firme per un Consiglio urgente su questa materia. La speranza è che, almeno in questi ultimi mesi di X mandato, la rappresentanza militare nella sua interezza, possa chiedere con forza un incontro con il Governo e che quest’ultimo, abbia almeno la coscienza di esprimere agli uomini in divisa la sincera e triste realtà.

Se l’aspetto disastroso descritto sarà confermato o addirittura peggiorato, forse sarà più opportuno trasformare lo strumento basato sul militare professionista e “volontario” in uno strumento basato sul “volontariato”, con lo stesso spirito di una organizzazione di beneficenza. Sarebbe sicuramente un modo per dare maggiore dignità a quegli uomini di Stato, che vivrebbero di ciò che gli verrebbe elargito per “grazia ricevuta”.

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