Retribuzioni dei militari – Libere riflessioni

soldatiRoma, 24 set – (Di Domenico Bilello) Dopo aver rispettato un “doveroso” silenzio e volendo rimettere le personali riflessioni da credente al Giudice Supremo di tutto e di tutti ho deciso di palesare le mie libere riflessioni sulla politica retributiva degli ultimi anni che i Governi di tutti i colori hanno avuto nei confronti del personale militare.

A tal fine, ho trovato la mia base solida ed incontrovertibile nell’analisi della tematica in parola, resa pubblica con una comunicazione di un COCER pubblicata su un sito internet amatoriale in data 20.09.09. E’ pacifico che chiunque legga tale documento e sia in possesso di un minimo di conoscenza degli aumenti stipendiali dei militari degli ultimi anni noti, con sommo stupore, il cambio di “tono” rispetto ad analoghe comunicazioni del passato, ed in particolare incuriosisce il lettore che dopo oltre 3 anni di mandato e quasi alla fine dello stesso, si affermarmi quanto segue:

“E’ molto difficile accettare un rinnovo contrattuale di tale limitata portata, dopo aver già contribuito con senso istituzionale all’accettazione dei pesanti sacrifici quali:

  • la corresponsione della sola vacanza contrattuale per il 2006;
  • il riconoscimento per il biennio economico 2006-07, della decorrenza dell’80% degli aumenti ottenuti solo dal 2008 (cioè a biennio scaduto);
  • la corresponsione della sola vacanza contrattuale per il 2008 (governo Prodi);
  • il finanziamento del biennio economico 2008/09 solo nel 2009, con conseguente perdita della disponibilità di cassa dal 2008 (governo Berlusconi).
  • In aggiunta a tutto ciò, non si può sottacere che non è stato assicurato alcun finanziamento per il quadriennio normativo 2006-09, che come è noto si è potuto concretizzare solo grazie al senso di responsabilità delle rappresentanze, che hanno destinato a tale finalità 20 simbolici milioni di euro, traendoli dai finanziamenti per le “code contrattuali” conseguendo pertanto risultati minimi se non insignificanti. In sostanza è difficile o quasi impossibile spiegare al personale la bontà dell’azione governativa in un carenza così elevata di risorse e di riconoscimento delle esigenze.”


Si afferma quindi, quasi con orgoglio, di aver contribuito ad accettare dei pesanti sacrifici a carico dei militari. E’ ovvio, nonché logico leggendo le affermazioni di cui sopra, porsi le seguenti domande:

  • Perché accettare il rinnovo di un contratto scaduto il 31.12.05 solo nel settembre del 2007 con le tanto famose e tanto reclamate 136 euro lorde medie di aumento, ovvero per la stragrande parte del personale circa 60-70 euro netti al mese?
  • Perché acconsentire a rinnovare la parte normativa, relativa al quadriennio 2006-09 non finanziata dal governo, prendendo i 20 milioni dalle code contrattuali (grazie alle rappresentanze che invece di alzare i toni e chiedere il dovuto e il promesso al Governo di turno hanno preferito prendere i soldi dalla tasca destra (coda contrattuale) e metterli nella tasca sinistra (normativo), conseguendo pure alla fine dell’operazione risultati minimi se non insignificanti. Operazione di alta finanza creativa, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti?
  • Perché aver contribuito ad accettare la sola vacanza contrattuale, pochi euro al mese per gli anni 2006-2008 e forse pure per il 2009, ossia in 4 anni i militari hanno ottenuto sino ad ora solo il misero aumento del 2007, che è stato nel frattempo fagocitato per intero dall’aumento del costo della vita con le ricadute che tutti gli interessati possono facilmente confermare?
  • Perché per oltre 3 anni sì sono sventolati ai quattro venti i risultati conseguiti, giustificandoli verso la base “che più di così non si poteva ottenere” e nel contempo si “giustificava” il proprio operato pubblicizzando le tante promesse sul patto per la sicurezza all’epoca di Prodi, e la specificità nell’epoca di Berlusconi?
  • Perché solo alla fine del mandato e quasi in contemporanea ad un tentativo non meglio identificato di proroga o di allungamento a 5 anni della durata di questa indimenticabile ed unica Rappresentanza Militare , si cambia la comunicazione verso la base e verso l’alto palesando di aver “contribuito” ad una politica retributiva per il personale militare contrattualizzato, che in pratica ha dato aumenti assolutamente inconsistenti ed impercettibili che sicuramente non sono DEGNI per dei servitori dello Stato, che rischiano la vita?


Ed in particolare, UNA riflessione:

  • Se non si stornavano i 20 mil. di euro per il normativo, lasciando APERTO il contratto creando in questo modo, un chiaro ed eclatante caso Politico con lo scopo di far emergere chiaramente le promesse disattese di alcuni Partiti e molti Parlamentari che prima delle elezioni si sono riempite la bocca di Sicurezza, valorizzazione e dignità dei militari. Siamo proprio sicuri che le cose sarebbero andate proprio cosi?


L’ultima DOMANDA, sorge spontanea: ma se il COCER non avesse accettato tutti questi sacrifici sulla pelle dei militari, non è che il Governo di turno, in particolare quando non c’era la crisi avrebbe stanziato di più? E magari prima di “sparare a zero” sugli esuberi, ristrutturazioni e congedamenti coatti avrebbe forse riflettuto un po’ di più?

Ed infine, perché una volta preso atto di aver “fallito” il proprio mandato chi è responsabile di tutto ciò, oltre a gridare (in ritardo e quasi alla fine del gioco) non mostra il proprio orgoglio dimettendosi invece di continuare ad esprimere pareri su proposte di legge importantissime per il personale, quali la riforma della rappresentanza militare o il riordino delle carriere? 

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