Patrimoniale si patrimoniale no

euro-banconoteRoma, 15 lug – (di Vincenzo Ruggieri) Il debito pubblico è talmente alto che non siamo più in grado di quantificarlo. Speriamo, tuttavia, che nessun Governo ci faccia trovare al mattino la sorpresa di averci rapinato nottetempo una percentuale dei nostri modesti risparmi come qualcuno dice: le patrimoniali prima si fanno poi si spiegano.

Esaminiamo le proposte alternative di cui maggiormente si discute.

a) Una tassa patrimoniale una tantum di 30mila €uro a carico di circa 20milioni di contribuenti che darebbe un introito di 600 miliardi di € con la quale ridurre il debito pubblico;

b) Una imposta una tantum sulle plusvalenze immobiliari variabile dal 5 al 20%;

c) Ridurre la spesa previdenziale.

Credere nel gettito di 600 miliardi facendo pagare un terzo dei contribuenti, quelli più ricchi, significa avere 20milioni di contribuenti da tassare. Anche in due rate annuali da 15mila euro sembra pura fantasia. Non è verosimile che in Italia ci siano 20milioni di ricchi. Magari!
Le statistiche ci dicono che 14 milioni di contribuenti dichiarano un imponibile di 15mila euro lordi l’anno. Se tale sforzo lo si chiedesse a chi dichiara più di 100mila euro l’anno, il conto non torna perché tali contribuenti sono 398.000 mal contati e la somma da riscuotere, calcolatrice alla mano, sarebbe circa 12 miliardi di euro ben lontana dai 600 miliardi ipotizzati e previsti.

L’imposta sulle plusvalenze immobiliari di cui al punto b) dal 5 al 20% sarebbe, secondo alcuni, equamente distribuita e non dipenderebbe dalla dichiarazione dei redditi. E quindi anche gli evasori la pagherebbero. Ma anche questa sarebbe una imposta ingiusta perché non sarebbero colpiti i “collezionisti” d’arte e di lingotti d’oro. Inoltre, quanti piccoli proprietari sarebbe in grado di versare 40 o 50mila euro? Pochi. Quindi una strada non percorribile.

La proposta in c) è quella più oscena. Le pensioni sono state già tagliate dalla legge “Dini” con la conseguenza dell’aumento delle famiglie povere.
Parliamoci chiaro, la patrimoniale ha le caratteristiche di una imposta di invidia. Si toglie in tutto o in parte del tuo. Del tuo risparmio. Mentre è premiato chi ha portato i capitali all’estero e chi ha speso tutto in lusso e divertimenti.
E’ la vecchia ricetta della sinistra statalista e spendacciona che non colpisce davvero i più ricchi perché la proprietà immobiliare è il solo cespite facilmente individuabile e non identifica con precisione i patrimoni maggiori.
In sostanza la patrimoniale sarebbe una aberrazione vendicativa che nasce dal concetto per cui il “ricco” si fa per dire, è tale non perché ha saputo risparmiare per assicurarsi una vecchiaia migliore, ma perché disonesto. Togliergli “il suo”, secondo una concezione marxista, corrisponderebbe a porre rimedio ad una ingiustizia. Per questo si parla appunto di “ridistribuzione” della ricchezza.

Non dimentichiamoci che i nostri risparmi sono già al netto delle imposte. In sostanza abbiamo già dato alla fonte.

Intanto si potrebbe “annusare” il contribuente e vedere il relativo grado di sensibilità ricorrendo ad una raccolta di fondi attraverso “donazioni” volontarie con sms, in analogia a quanto viene fatto per la “ricerca”

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