Europee rapite in Kenya: rappresaglia contro al-Shabaab

blindati-kenyaCi sarebbe  la partecipazione di forze aero navali Usa e Francia. Roma, 24 ott (di Luca De Fusco) – Arrivano ulteriori conferme della morte della anziana invalida francese Marie Dedieu catturata a Lamu sulla costa del Kenya il 1 Ottobre da una banda armata e portata in territorio somalo. L’episodio ha assunto tinte fosche dall’inizio perchè i rapitori , pur avendone la possibilità, non hanno prelevato la sedia a rotelle e le medicine della donna. Quest’ ultimo particolare aveva subito destato preoccupazioni sulla sua sorte perchè appariva improbabile che la donna potesse accedere a farmaci  idonei durante la prigionia.

Quanto ai responsabili del rapimento suo e di altre tre donne ( una inglese, due spagnole) il principale indiziato è la formazione jihadista somala al-Shabaab.
E’ irrealistico che pirati somali che detengono  tuttora 597 ostaggi rischino tanto per aumentare di poche unità le loro prede. E’ invece possibile che gli al Shabaab abbiano commissionato il rapimento a criminali comuni più pratici di scorrerie in Kenya. Inoltre non può essere una coincidenza che tutte le persone rapite siano di sesso femminile. Infatti il marito della donna inglese, rapita in Settembre, è stato ucciso subito e la settimana scorse due logiste della ONG  Medicins sans Frontieres (MSF) sono state scelte in un gruppo di cooperanti ambosessi. Sembra ci sia una motivazione ideologica dietro a tale scelta e anche questo porta alla pista di al-Shabaab.
Se una delle possibili motivazioni può essere la decisione di al-Shabaab di  dotarsi di scudi umani per cautelarsi da attacchi di droni Usa sempre più sistematici, rimane anche la preoccupante analogia con il rapimento di Mariasandra Mariani,  la turista italiana  rapita lo scorso Febbraio da parte della branca magrebina di al-Qaida con cui gli al-Shabaab hanno da tempo relazioni.

L’unico governo che non si è limitato a dissertazioni verbali è stato finora quello del Kenya e già da diversi giorni un suo contingente militare con blindati e carri è entrato in territorio somalo coordinandosi con truppe governative somale e pan africane, i 9000 uomini della missione Unisom. Notizie delle ultime ore precisano che tutte le forze alleate sono giunte da ieri nei pressi di Afmadow una cittadina del Sud Somalia dove esiste la maggiore concentrazione di al-Shabaab dopo i rovesci militari subiti dal movimento nella zona di Mogadiscio. Molti residenti avrebbero abbandonato precipitosamente  la cittadina. I militari keniani hanno anche occupato alcune isolette prossime al confine Kenya -Somalia da cui intendono monitorare la situazione al fine di prevenire altre incursioni nelle località turistiche. Ci sono anche recentissime notizie sul coinvolgimento di arei militari Usa che avrebbero bombardato Kismayu e di almeno una unità navale francese che avrebbe cannoneggiato altre località costiere nel Sud della Somalia.

Le forze armate keniane godono di buona reputazione nella regione e tutti gli altri governi dell’ Est Africa contano che esse possano conseguire successi significativi nei confronti del movimento terrorista che oltre al Kenya trama in diversi paesi della regione ed ha anche compiuto sanguinosi attentati, il più noto dei quali ha causato la morte di 76 persone, in gran parte tifosi, a Kampala (Uganda) il 12.07.10.
All’ interno, il governo intende setacciare i quartieri abitati da somali alla ricerca di terroristi e loro simpatizzanti e armi per prevenire altre azioni che possano compromettere la buona reputazione che il paese ha presso gli operatori turistici e le cospicue entrate che il turismo assicura al paese, povero di terre e altre risorse. Per anni, almeno dal 2006, quando l’intervento militare etiopico causò lo sbandamento delle formazioni jihadiste nel sud della Somalia, il Kenya ha subito la pressione di una massa enorme di rifugiati e tra essi gli immancabili terroristi. Ne sono seguiti una lunga serie di scontri a fuoco, che si sommavano alle già acute tensioni interne tra fazioni  rivali keniane, e sui quali è stato imposto il silenzio stampa al fine di evitare che l’immagine internazionale del paese venisse compromessa. I recenti rapimenti  di turisti e le tragica morte dell’ anziana francese  sono stati l’ultima goccia che mancava per decidere l’intervento militare. (Nella foto di apertura, blindati keniani al confine con la Somalia).

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