Cocer, Bitti: “ecco la verità sui rapporti con il Coir Foter”

bitti-cocerRoma, 16 ott – Pubblichiamo una email indirizzataci dal delegato Cocer della Categoria “C” Leonardo Bitti nella quale, in maniera molto articolata, racconta le vicende legate alla controversia che vede contrapposti due organismi della Rappresentanza militare dell’Esercito: il Consiglio centrale e il Consiglio intermedio delle Forze Operative terrestri (Foter).

Egregio Direttore,
mi scuso per la l’estensione del presente documento ma penso che l’informazione sia alla base della democraticità del nostro Paese, la ringrazio principalmente per la Sua grande disponibilità a trattare le problematiche della Difesa e Sicurezza, in particolar modo nel darmi la possibilità di poter ribattere sulla delibera del Coir del Foter, la quale, in questo momento, mi colpisce particolarmente, esprimendo la loro contrarietà al nostro operato votando i seguenti punti: Riordino delle Carriere; Concorsi Interni; Previdenza; Cassa Pensionistica; Problematica inerente al ritardo dell’avanzamento al Grado Superiore VSP, ovvero ritardo in media di 2 anni; Riforma Rappresentanza Militare; Scarsa incisività del COCER sulla problematica dell’indennità di Comando dei Sottufficiali. La delibera e stata approvata con appena 12 voti su 27 dei componenti del Coir, pertanto non ritengo che siano rappresentativi per 85% della F.A. così come dicono loro, ma questa sarebbe solo una stupida retorica se non viene anche supportata da alcuni fatti. Infatti nell’ultima riunione Cocer/Coir gli stessi votanti della categoria “C” che tutt’oggi attaccano il Cocer avevano sottoscritto una lettera di elogio, la quale è in nostro possesso, che esprimeva parole elogianti per il buon risultato del contratto.
Sulle risultanze del riordino dei ruoli hanno volutamente ignorato che il Cocer è stato audito in maniera informale, la quale prevedeva un parere su 9 ddl e la categoria “C” con un proprio documento agli atti della Commissione Difesa alla Camera ha chiarito i 4 punti fondamentali di cui ne allego copia:

Documento della Categoria “C”

Riordino dei ruoli
1. la legge delega del 2003 prevedeva che il riordino dei ruoli riguardava solo i ruoli non dirigenti e non direttivi, e pertanto il riordino dovrà principalmente partire e salvaguardare la Categoria Volontari e Sergenti
2. il riordino dei ruoli deve puntare ad un’unificazione del ruolo volontari col ruolo sergenti al fine di garantire una progressione di carriera ed una progressione economica attualmente stagnante dopo appena 16 anni di servizio;
3. che qualsiasi provvedimento di riordino deve prevedere un transitorio che salvaguardi l’anzianità del personale, nonché salvaguardare il personale arruolato ex legge 958;
4. ogni provvedimento di unificazione dei ruoli non dovrà creare sperequazioni tra il personale delle FF.AA e FF.PP ad ordinamento civile e militare, così come avvenuto con i precedenti provvedimenti legislativi in materia di riordino.

A supporto di dette motivazioni ho fatto il seguente intervento il quale ha anche suscitato delle note di biasimo e contrarietà da parte dell’On. Paglia il quale non condivideva l’intervento di cui allego la copia:

Egregi onorevoli,
oggi si tratta nuovamente di un provvedimento per il riordino dei ruoli che poteva essere già posto in essere nel 2003 il quale riguardava un progetto di legge per la tutela dei ruoli non dirigenti e non direttivi, provvedimento che allora venne affondato per motivi futili. Ora siamo di fronte ad un problema ancora più annoso, infatti la carriera del ruolo volontari si conclude con 16 anni di servizio a 35 anni di età circa e, da questo momento in poi si blocca non solo la carriera da cui scaturisce malessere e demotivazione all’interno del ruolo e quindi mortificando il personale in un grado, ma ancor peggio si blocca anche la progressione economica per i prossimi 30 anni di vita militare. Pertanto in considerazione delle ultime risorse allocate per

Leonardo-Bitti

Delegato Cocer Cat. “C” Leonardo Bitti

gli aumenti contrattuali che portano nelle casse di un 1° caporale maggiore la vitale somma di 30 € mensili, allora ci sa tanto che il riordino dei ruoli è necessario al fine di salvaguardare la dignità del ruolo e garantire una progressione economica al personale volontario. Appare ridicolo non valutare detta esiguità di risorse che in particolar modo indeboliscono ulteriormente la fascia dei volontari e dei sergenti. Infatti questa analisi ci lascia perplessi e apre delle riflessioni profonde, tant’è che riteniamo sia una grossa responsabilità politica decidere di dare un aumento contrattuale così esiguo, non vorremmo pensare che ci sia una strategia ben precisa di tenere un volontario con una remunerazione economica bassa, perché lo stesso per poter garantire una vita più dignitosa alla propria famiglia, di una casa e di un futuro per i propri figli, si decida di partire nei teatri operativi. Oggi la categoria volontari e sergenti piangono il tributo più alto di sangue nei teatri operativi, infatti da Tenente e da Maresciallo Ordinario in su non è mai deceduto nessuno in operazione. Questo non vuol dire che siamo gelosi di questo primato, ma se ci viene chiesto un sacrificio così alto, allo stesso tempo ci deve essere dedicata dal mondo politico, che è colui che delinea il nostro impiego e che è colui che dispone anche della nostra vita, un’attenzione particolare e cioè salvaguardare quel ruolo che dimostra al mondo intero la maturità dell’Italia. In questo momento riteniamo opportuno pertanto chiedere a gran voce al mondo politico di avviare il riordino dei ruoli così come auspicato al fine di dare la giusta dignità e dedicare la giusta attenzione al ruolo volontari utilizzando le risorse a suo tempo allocate.

Da ciò posso constatare la disinformazione della mia categoria “C”del Coir il quale evidentemente non controlla l’andamento delle attività con detta istituzione.
Infatti per i concorsi interni, altro annoso problema per la categoria “C”, hanno anche in questo caso volutamente omesso di precisare che dalla nascita del ruolo è la prima volta che un organo parlamentare prende in considerazione un problema che investe quasi esclusivamente la Categoria “C” vedasi gli Atti Senato 152 e 153 del Sen. Ramponi. Tant’è che l’ultima data di trattazione è del 16 settembre basti vedere l’andamento dei lavori in Commissione Difesa al Senato per avere queste informazioni, inoltre lo stesso Sen. Ramponi mi ha garantito la ripresa della discussione del provvedimento subito dopo la finanziaria, (a cui personalmente esprimo il mio più vivo apprezzamento per il suo attento interessamento per la categoria), a dimostrazione di ciò pertanto allego tutto il documento che è stato depositato agli atti della Commissione Difesa al Senato approvato anche all’unanimità dalla categoria “C” del comparto difesa:

RELAZIONE ILLUSTATIVA

Il provvedimento è finalizzato ad evitare talune sperequazioni ancora esistenti tra personale in servizio permanente delle Forze Armate e tra il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che partecipano a concorsi interni per l’elevazione verticale, quest’ultimi infatti partecipano ai concorsi interni con tempistiche più brevi, senza sperequazioni economiche e di trattamento.
Gli attuali concorsi per il transito nei ruoli per sergente, per maresciallo e per ufficiale delle FF.AA., la loro diversità, le loro modalità di partecipazione e di frequenza, hanno prodotto delle discriminazioni e delle sperequazioni sia sul piano economico, sia sul piano professionale tra tutto il personale, generando mal contento e delusione, limitando di fatto la possibilità di avere riconosciuti i meriti derivati da anni di servizio prestato anche in situazioni particolari sia in Italia che all’estero.
Infatti, sia il carabiniere sia il finanziere che partecipa al concorso per vicebrigadiere/sergente frequenta un corso trimestrale e vi partecipa senza la perdita del grado e senza sperequazioni economi che, mentre il Volontario in Servizio Permanente per potervi partecipare, deve rinunciare a degli emolumenti accessori sullo stipendio a causa della perdita del grado e l’investitura dello status di allievo (tale investitura produce l’effetto della perdita del grado e il trattamento d’allievo tipico di coloro che indossano per la prima volta una divisa e necessitano di un periodo di adattamento alla vita militare), pertanto il Volontario in Servizio Permanete delle FF.AA. rinuncia a percepire mediamente tra i € 200,00 e i € 500,00 mensili; da ciò si desume che per un concorso per il transito nel ruolo sergenti della durata degli attuali 10 mesi, un Volontario in Servizio Permanente, suo malgrado, subisce una perdita economica che va dai € 2.000,00 ai € 5.000,00. Inoltre per il carabiniere e il finanziere che partecipa al corso marescialli, anche in questo caso, non subisce la perdita del grado e quindi senza sperequazioni economiche, mentre, un Volontario in Servizio Permanete o un Sergente delle FF.AA. per transitare nel ruolo marescialli della durata di 3 anni, deve rinunciare mediamente dai € 7.200,00 ai € 18.000,00. Pertanto e per assurdo, è come se il Volontario in Servizio Permanete vincitore di concorso sia per il transito nel ruolo Sergenti, sia per il transito nel ruolo Marescialli (per quest’ultimo caso anche per i Sergenti), debba pagare di propria tasca il corso all’Amministrazione.
Un ulteriore sperequazione si è venuta a creare per il transito nel ruolo Marescialli, perché per il ruolo Volontario in Servizio Permanente, per potervi accedere, è previsto il possesso del diploma di secondo grado, mentre per il ruolo Sergente è richiesto solo la licenza media, quest’ultimo ruolo alimentato esclusivamente dal ruolo Volontari in Servizio Permanente. Sempre inerente a questo concorso, si devono sottolineare altri aspetti quali:
• Il personale interno viene penalizzato nella graduatoria finale, in quanto è previsto per legge che venga inserito con anzianità successiva all’ultimo dei civili
• Durante il corso il pregresso di carriera, i meriti professionali e i titoli di studio superiori non vengono presi in considerazione ma anzi rappresentano quasi un ostacolo.
Pertanto, il presente provvedimento, oltre ad introdurre correttivi finalizzati ad allineare talune sperequazioni attualmente vigenti, venutasi a creare fra il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nei confronti del personale delle FF.AA., nonché all’interno della stessa FF.AA. tra Ufficiali in Ferma Prefissata, Marescialli e Sergenti, (quest’ultimi infatti possono essere anche immessi nel Ruolo degli Ufficiali del Ruolo Speciale, mentre detto concorso viene precluso normativamente ai Volontari in Servizio Permanente, nonostante alimentino in maniera esclusiva il Ruoli Sergenti delle Forze Armate), introduce correttivi necessari per la tutela della maternità per il personale femminile recentemente entrato a far parte della Forza Armata.
In definitiva appare doveroso apportare i seguenti correttivi legislativi al fine di garantire la pariteticità di trattamento senza subire sperequazioni derivanti dallo status di appartenenza, ma promuovendo così ai gradi superiori colore che sono in possesso dei requisiti necessari indifferentemente dal grado rivestito, così come di fatto già da anni attua la Polizia di Stato.
In definitiva sarà opportuno apportare i seguenti correttivi legislativi:
a) per il transito nel ruolo Sergenti:
– la nomina a Sergenti per i vincitori del concorso all’inizio e non alla fine del corso applicativo;
– durata dello stesso corso inferiore a 3 mesi invece degli attuali 10 mesi;
– rinvio al corso successivo e tutela giuridica per le donne che vincitrici del concorso, non possono frequentarlo per impedimenti previsti alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (tutela della maternità);
b) per il transito nel ruolo marescialli:
– prevedere per il personale proveniente dai ruoli interni la partecipazione al corso di formazione col grado rivestito al momento dell’inizio del corso, così come succede pariteticamente nell’Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza.
– riconoscimento dei titoli di studio, quali lauree triennali o magistrali, riducendo il corso ad un massimo di un anno ,di fatto, frequentando solo l’ultimo anno del corso e col grado da maresciallo rivestito.
– ampliare, nei concorsi per i Ruoli Marescialli l’entità dei posti che vengono riservati a scapito dei provenienti dai civili ai concorrenti già in servizio nelle Forze Armate, in qualità di Sergenti o Volontari in Servizio Permanente.
– prevedere una sola graduatoria di fine corso per tutti i frequentanti, considerato che essi sono ora in possesso di uguali requisiti di accesso al concorso.
– rinvio al corso successivo e tutela giuridica per le donne che vincitrici del concorso, non possono frequentarlo per impedimenti previsti alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (tutela della maternità);
c) Per il transito nei ruolo Ufficiali:
– Estensione dei requisiti e dei posti riservati per il transito nel ruolo Ufficiali del Ruolo Normale a nomina diretta ai ruoli Marescialli, Sergenti e Volontari in Servizio Permanente in possesso dei titoli di laurea richiesti.
– Estendere la possibilità di accesso nel ruolo degli Ufficiali del Ruolo Speciale, ai Volontari in Servizio Permanente
– elevare i limiti di età almeno sino al 40° anno di età pariteticamente come accade con l’Arma dei Carabinieri o addirittura prevedere l’abbattimento dei limiti di età cosi come avviene pariteticamente nella Polizia di Stato.
– Estendere anche ai Sergenti ed ai Volontari in Servizio Permanente la previsione normativa vigente per il transito nel ruolo marescialli delle FF.AA., relativamente al rientro nella categoria di provenienza per coloro che non superano i corsi applicativi per il transito nella categoria degli Ufficiali del ruolo speciale.
L’insieme dei suddetti provvedimenti non prevede oneri finanziari aggiuntivi sui capitoli di bilancio a carico dell’Amministrazione dello Stato in quanto, si prevedono minori spese rispetto alla situazione attuale.

Proposte legislative per l’armonizzazione dei concorsi interni per le FF.AA.
Art. 1 (transito nel ruolo Sergenti)
1. Il comma 2 dell’articolo 10 del Decreto Legislativo 12 maggio 1995, n.196, soppresso ed è sostituito dal seguente comma:
– comma 2. I candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito dei concorsi nominati sergenti ed ammessi a frequentare un corso applicativo basico di durata non superiore a 3 mesi. L’anzianità relativa è determinata in base alla media dei punteggi ottenuti nella graduatoria del concorso e di quello conseguito nella graduatoria di fine corso. I frequentatori che non superino il corso applicativo, rientrano nelle categorie di provenienza. Il periodo di durata del corso è in tali casi computato per intero ai fini dell’anzianità di servizio.
2. All’ art 10 del Decreto Legislativo 12 maggio 1995, n.196 è apportata la seguente variante:
– al comma 1. lettera b), dopo la parola è inserita la seguente frase:
Art. 2 (transito nel ruolo Marescialli)
1. l’artico 11 del Decreto legislativo 12 maggio 1995, n°196, viene così modificato:
a. al comma 1. Dopo la lettera b) è inserita la seguente lettera:
– c) Il personale di cui alla lettera b) partecipa al corso di formazione col grado rivestito al momento dell’inizio del corso;
b. al comma 1. Lettera a) le parole sono sostituite dalle seguenti: ;
c. al comma 1. Lettera b) le parole sono sostituite dalle seguenti: ;
d. al comma 3. Lettera a) le parole sono sostituite dalle seguenti: ;
e. al comma 3. Lettera b) le parole sono sostituite dalle seguenti: ;
f. al comma 3. dopo il punto 3) viene aggiunto il seguente punto:
– 4) siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
g. abrogazione del comma 8.
h. Dopo il comma 4. è aggiunto il seguente comma:
– 4 – bis. il personale vincitore del concorso di cui alla lettera b) del comma 1. ed in possesso di lauree triennali o lauree specialistiche, è tenuto a frequentare l’ultimo anno di formazione e specializzazione col grado di maresciallo presso le SSE con il grado rivestito.
i. dopo il comma 4 – bis è aggiunto il seguente comma:
– 4 -Ter. Il personale femminile che, ai sensi della legge 30 dicembre 1971, n°1204, non possono frequentare il corso, è rinviato al corso successivo e qualora lo superi con esito favorevole assume l’anzianità relativa che sarebbe spettata nel corso di appartenenza.
Art. 3 (Transito nel Ruolo Ufficiali)
1. Per il transito ad Ufficiali del Ruolo Speciale all’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni e d integrazioni:
a. al comma 1, lettera a), al numero 4 – bis, è inserita la seguente variante: dopo la parola e inserita la seguente , inoltre è apportata la cancellazione della seguente frase: ;
b. al comma 1, lettera a), ai numeri 1, 2 e 4bis la parola è integralmente sostituita da ;
c. al comma 6, lettera a), dopo la parola sono aggiunte le seguenti .
2. Per il transito negli Ufficiali del Ruolo Normale a nomina diretta al Decreto legislativo 30 dicembre 1997, n°490, dopo l’art. 4 comma 4, è inserito il seguente:
a. 4 – bis. al concorso partecipa tutto il personale Maresciallo, Sergente e Volontario in Servizio Permanente in possesso dei titoli di laurea richiesti e che non abbiano superato il 40° anno di età alla data di scadenza del bando di concorso. Il servizio prestato costituisce titolo ai fini della formazione della graduatoria. L’anzianità relativa è determinata in base alla media del punteggio ottenuto nella graduatoria del corso e di quello conseguito nella graduatoria di fine corso. Gli stessi sono iscritti in ruolo con i pari grado provenienti dai corsi regolari delle rispettive accademie militari che terminano il ciclo formativo nello stesso anno.
Art. 4 (Abrogazioni di norme)
1. è abrogata ogni norma incompatibile con quelle contenute nel presente provvedimento.
Art. 5 (Copertura finanziaria)
1. il presente provvedimento è privo di oneri finanziari a carico dell’Amministrazione.

Inoltre a supporto ti ciò dovetti fare un intervento abbastanza forte per riuscire a smontare la posizione della gran parte della categoria “B” in particolare delle sez. E.I. la quale bocciava i predetti provvedimenti e di cui allego copia, anch’esso agli atti della commissione suddetta:

Egregi Senatori della Commissione Difesa,
nel ringraziarvi per l’opportunità che oggi per la prima volta ci è stata offerta, la quale ci permette, e puntualizzo per la prima volta dall’entrata in vigore delle legge 196/95, di discutere delle gravi sperequazioni in materia di concorsi interni esistenti tra i Carabinieri e i Finanzieri nei confronti delle FF.AA, nonché all’interno delle FF.AA stesse. Sperequazioni nate con la nascita del modello professionale e a tutt’oggi ancora vigenti. Farò un breve preambolo che serve a chiarire i motivi che ci spingono a chiedere a gran voce e a portare avanti le richieste che ci giungono dalla nostra base. Infatti con l’approvazione della legge 196/95, nonostante gli innumerevoli incontri con i rispettivi SS.MM e con lo SMD non siamo ancora riusciti a far capire all’istituzione militare le gravi sperequazioni legislative esistenti fra le categorie e sempre pronti a giustificare e di conseguenza negare qualsivoglia nostra legittima pretesa di avere finalmente riconosciuti le stesse condizioni e lo stesso trattamento che viene riservato agli appartenenti ai carabinieri ai finanzieri, nella stessa F.A. di appartenenza, senza parlare poi delle forze di polizia che hanno un quadro normativo alquanto invidiabile dal nostro punto di vista, i quali garantiscono la verticalizzazione del personale interno abbattendo tutte le sperequazioni sia in termini di limiti di età, sia di categoria di appartenenza.
Infatti, queste diversità di trattamento non hanno fatto altro che creare da una parte i figli legittimi dell’attuale sistema legislativo e tutelati dal quadro normativo e costituzionale vigente quali i sottufficiali per i transito al ruolo ufficiali, i carabinieri, i finanzieri, i poliziotti, dall’altra i figli illegittimi che ancora oggi non si riesce a capire se tutelati dallo Statuto Albertino o dal codice di Eleonora D’Arborea, i quali per poter partecipare all’elevazione interna indifferentemente se in possesso di pregressi professionali di elevata valenza operativa o in possesso di appropriati titolo di studio, quali lauree o addirittura master di primo o secondo livello, vengono trattati ed umiliati durante il corso per sergenti o per marescialli, al punto tale di decidere di abbandonale gli stessi, ma non certo per la durezza del corso o per lo spirito di sacrificio, a quello siamo ben abituati, ma per il trattamento riservato nonostante aver maturato professionalità in anni di attività anche in situazioni precarie, di sicurezza, di sanità o addirittura in possesso di medaglie al valore per aver rischiato la propria vita in sede di operazioni, gente che ha donato i migliori anni della propria giovinezza alle FF.AA e allo Stato, oggi si trova di fronte a situazioni di disagio in cui un ragazzo di qualche corso precedente con appena 20 anni di età e 10 mesi di corso, che passa a svegliarti alle 6.30 del mattino vuole insegnarti a preparare la branda, o a minacciare di proebirti di uscire la sera anche se coniugato e con figli impegnando ininterrottamente il personale sino alle 23.30, ora del contrappello, in attività di nessuna utilità funzionale o operativa; limitare la libertà personale di un individuo non può essere una prerogativa di un militare di grado superiore, tutto ciò in violazione sia dell’art. 13 della Costituzione che sancisce quali sono gli organi preposti e la tempistica per la tutela della limitazione della libertà personale, sia la violazione delle norme sull’orario di lavoro, sia la mitigazione di assolvere ai compiti di coniuge, queste persone che si arrogano questa peculiarità andrebbero denunciati, e non può essere un corso bandito dalla Repubblica delegare queste responsabilità a qualsivoglia individuo.
Non sto scherzando signori Senatori vi invito ad accertarvi di questo, così come gli stessi colleghi che hanno iniziato la settimana scorsa l’11° corso marescialli si sentono, persone che con 36 anni di età di media, con almeno un 15ennio di servizio, professionisti che hanno una media di 8 missioni all’estero con peculiarità di indubbie capacità derivanti da un pregresso di elevata professionalità, oggi si trovano ad affrontare un corso interno che anziché agevolare il loro percorso di elevazione professionale al contrario lo annullano, infatti parecchi hanno già abbandonato lo stesso, sottolineo inoltre che coloro che decidono di proseguire il corso subiscono una riduzione dello stipendio che varia dai 200,00 ai 500,00 euro mensili, rinunciando in 3 anni ad una somma che sta tra i 7.000,00 e i 15.000,00 euro, in definitiva per assurdo e come se i volontari e in questo caso anche i sergenti pagassero di tasca all’amministrazione la frequenza del corso, a differenza di quanto avviene per i Carabinieri e i Finanzieri che partecipano al medesimo tipo di concorso senza tutte queste sperequazioni, niente di niente, frequentano il corso col grado di provenienza senza riduzioni di stipendio ecc.
Signori Senatori questo per noi è inaccettabile se è vero che siamo professionisti, che siamo capaci di passare dalla raccolta della mondezza in Campania alla tutela della sicurezza del cittadino nelle città e nei quartieri ritenuti a rischio così come abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando, con una remunerazione per questo tipo di attività di circa 20 € giornalieri, impegnati per 24 ore consecutive, alloggiando e dormendo in strutture fatiscenti o addirittura in tenda, in situazioni di precaria salubrità come denunciato anche sui giornali, il tutto per assolvere a questo tipo di attività, a differenza di quanto avviene per tutti coloro che operano per l’ordine pubblico che addirittura alloggiano in albergo, questo no, essere trattati da animali no, essere trattati come avveniva sino agli anni 90 come primo militare di leva e che per la prima volta indossava la divisa, ciò è inaccettabile, infatti nel 95 bastava far si che le norme in vigore per i Carabinieri e per i Finanzieri, venissero applicate pariteticamente alle FF.AA., al contrario, seguendo la regola del gambero, si sono inventate nuove norme limitative e peggiorative del sistema allora vigente.
Purtroppo nonostante l’ultra decennale tentativo di confronto con gli organi preposti a ciò delle FF.AA non si è riusciti ad apportare nessuna modifica a quanto allora legiferato, trovando quale più grande ostacolo lo stesso organismo militare, il quale ancora oggi più che mai ancorato a vecchi retaggi mentali tipici della leva, a dimostrazione di quanto sto dicendo produco agli atti di questa Commissione quanto emanato da una direttiva del Gen. di C.A. Roggio nonché recepita dai suoi sottoposti, il quale a seguito di una visita ad un Reparto assisteva ad una partita di calcio amatoriale tra personale militare di varie categorie, notando ciò vietava qualsiasi attività ricreativa tra personale di categoria diversa. Assurdo nel terzo millennio quando si combatte su tutti i fronti per abbattere le varie barriere “architettoniche” e razziali, proprio all’interno di un organismo che rappresenta le istituzioni si sollevano nuovi muri di Berlino, a mio avviso ci troviamo di fronte a dei gravi atti incostituzionali che dovrebbero essere cassati in maniera netta, un generale e suoi subordinati che operano in netta contraddizione con gli artt. 3 e 28 e col 3° comma dell’art. 52 della Costituzione, non sarebbe male iniziare ad applicare in questi casi l’art.72 del Decreto Legge 112 promosso dal Ministro Brunetta.
Noi delegati tutti non possiamo accettare dette situazioni ma dobbiamo portare avanti le nostre motivazioni con tutta la nostra forza e con tutti i mezzi possibili davanti a tutti gli organismi politici, ringrazio particolarmente il Senatore Ramponi per averci dato questa opportunità che rappresenta il più importante passo avanti per garantire il principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini della Repubblica, ma in particolar modo, per il mondo delle stellette, ringrazio tutti voi signori Senatori della Commissione Difesa per avermi ascoltato e sono, anzi, siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti qualora lo riteniate necessario.
Infine per annullare completamente le sperequazioni che subiamo come volontari allego anche un pacchetto di altre norme le quali ci equiparerebbero definitivamente ai Carabinieri e ai Finanzieri, nonché avvicinarci alla
Polizia di Stato, considerato che oggi tutti assieme collaboriamo con le nostre unità per la sicurezza e la salvaguardia del cittadino e farci finalmente sentire tutti figli della stessa Repubblica.

Preciso inoltre che l’unico organo che intervenne su una circolare del sottoimpiego di SME la quale prevede l’impiego dei volontari in mansioni di pulizie delle caserme, in questo caso è stato esclusivamente il Cocer, nonostante detta circolare crea proprio all’interno del Foter le maggiori problematiche, vedasi quanto sancito dal 2° Fod successivamente alla circolare di SME, ma il Coir di Foter evidentemente è distratto e nonostante sia una sua precisa competenza il benessere del personale in materia non ha mosso un dito, a tutt’oggi non ho visto una delibera che affrontasse le problematiche e lo esponga con la propria autorità affiancata, a questo punto presumo che sia più semplice attaccare il Cocer che contraddire la propria autorità affiancata. Infatti noi del Cocer oltre a deliberare in materia successivamente durante gli incontri col Capo di SME di luglio, mettemmo quale punto fondamentale proprio il sottoimpiego dei vsp e il sottoscritto, sempre delegato da tutta la categoria “C”, pronunciò il seguente discorso:
DOCUMENTO CATEGORIA “C”
Parlo in nome e per conto dell’intera categoria in merito all’argomento inerente la problematica del sottoimpiego del personale Vsp, ed in particolare al discorso legato alle pulizie, la categoria non può che provare sentimenti di perplessità, preoccupazione, fino ad arrivare all’indignazione. Sig. generale la categoria può sopportare, (nonostante come ruolo rivendichiamo con forza il merito di aver rafforzato l’odierna immagine positiva della F.A. nei confronti dell’opinione pubblica grazie alle innumerevoli missioni all’internazionali e nazionali che non sto ad elencarle), ed è per questo che le dicevo che la categoria può sopportare le lacune fino ad ora non del tutto colmate, sia sotto l’aspetto normativo sia sotto l’aspetto economico, può sopportare in fra strutture non idonee all’Esercito professionale, può e a sopportato la mancanza parziale o totale di strutture di protezione sociale, ma sig. Generale la stessa categoria non può accettare passivamente che il ruolo venga mortificato da direttive o circolari – al momento a livello locale – che minano la dignità del ruolo che viene così sminuito fino a renderlo fin troppo simile al vecchio concetto di leva.
Al riguardo sig. Generale, vogliamo essere chiari ed inequivocabili che se l’intento di questo S.M. è quello di avvallare tali direttive, la categoria non potrà che non rivolgersi ad altre istituzioni per sollevare e risolvere la problematica in questione.
Se questo S.M. intende colmare le conosciute carenze finanziarie facendole ricadere unicamente su un ruolo sminuendolo sino a renderlo un ruolo di “spazzini” e non di soldati professionisti, la categoria in questo caso non accetterà passivamente tali iniziative, ma perseguirà con tutte le proprie forze tutte le strade possibili a difesa della dignità e del pregio di essere professionisti.
La preghiamo di prendere dette parole unicamente come gesto leale nei suoi confronti, da parte di una categoria di professionisti, di soldati e di uomini e donne che si sono sentiti in dovere prima di tutto di far conoscere alla propria autorità affiancata il loro pensiero in materia.
Sig. Generale noi siamo fiduciosi che lei possa recepire positivamente le nostre grida di allarme, raddrizzando con estrema urgenza la rotta intrapresa da alcuni Comandi, anche se ad onor del vero la lettera di RPGF oggetto di una nostra delibera sembra dare indicazioni contrarie.
Se ciò non dovesse avvenire la categoria non potrà non coinvolgere le competenti istituzioni politiche, per far capire loro che se il Paese, lo Stato, il Governo per Esercito di professionisti si intende “soldati spazzini “ che si renda edotto il Paese tutto per verificare se conviene sostenere la spesa corrente o se sia meglio a questo punto tornare indietro di parecchi anni magari reintegrando in parte la leva.
Ribadiamo il concetto che quello che ci preoccupa è la percezione che la F.A. faccia ricadere indiscriminatamente le lacune finanziarie sulle spalle di un ruolo senza riflettere che trattasi di un organico che ha anche al proprio interno personale con 20anni di sevizio, svariate missioni, svariate onorificenze e titoli di studio. Sig. Generale come si può immaginare, come ad esempio un CMCS magari padre di famiglia non missioni, 40 anni di età, anni ed anni di gavetta alle spalle, con ramazza in mano, che mentre spazza magari gli passa dinanzi in VFP1 giacca e cravatta che per un risparmio economico dell’amministrazione nel suo utilizzo fuori orario di sevizio, si trova impiegato o ai Comandi o quale conduttore del Comandante dell’unità. È per caso quello dei volontari il ruolo condannato all’eterna gavetta?
In conclusione Sig. Generale l’intento sia della delibera sia del razionale dell’argomento in trattazione, è quello di far comprendere definitivamente che specialmente il ruolo dei volontari debba avere il rispetto di una gerarchia interna allo stesso con una distinzione inequivocabile tra figure giuridiche diverse e tra i gradi all’interno delle stesse figure giuridiche, che è un ruolo costituito anche da professionisti in servizio permanente, personale che questo non deve e non può essere confuso col vecchio concetto di leva, né con l’odierno personale in ferma o rafferma e chiediamo pertanto che la differenza tra i primi e gli altri sia netta e chiara.
Inoltre in merito a quanto enunciato durante l’incontro precedente, in particolare durante l’esposizione del Magg. Spinelli, purtroppo ho le mie perplessità in materia.
Ritengo infatti che non si possa non considerare un 40ennale di consolidato giurisprudenziale sia da parte della dottrina sia da parte della giurisprudenza che ormai ha sancito l’illegittimità della dequalificazione del personale dipendente, ripreso più volte nelle migliaia di sentenze sia nel settore pubblico che privato.
Ora anche nelle more della specificità del nostro comparto ciò non può e non deve essere comunque sottaciuto o quantomeno non va trascurato. Inoltre a rafforzo di quanto enunciato in decreto 18/04/02 in materia di transito del personale militare al ruolo civile per inidoneità, il quale per il ruolo volontari prevede un inquadramento in B2 al quale non vengono assegnate mansioni per le pulizie dei luoghi di lavoro o delle infrastrutture. Infatti dette mansioni sono assegnate a colui che si trova inquadrato nel profilo professionale di A1.
Ecco perché alla luce di quanto summenzionato ritengo che il volontario in servizio permanente debbano essere esclusi da questo tipo di mansioni, in quanto l’impiego degli stessi debba essere legato o a mansioni più qualificanti o a mansioni della stessa tipologia di qualifica di appartenenza. Pertanto il mio invito è a rivedere la circolare in questione al fine di definire questo increscioso provvedimento che sta minando la tranquillità nei reparti per l’applicazione poco attenta della sua circolare.
Infatti questo discorso ha portato il Capo di SME a voler rivedere l’anzidetta circolare.
Per i ritardi dell’avanzamento, Persomil organo che dipende da SMD e non da SME e di conseguenza non è tenuto a doverci dare delle motivazioni nel merito, si giustifica adducendo che la disciplinare non riesce a chiudere i verbali in tempi minori a quelli attuali perché ha poco personale a disposizione ma promettendo di definire gli avanzamenti entro novembre. Inoltre la COVAT a seguito di nuove procedure sull’avanzamento a edotto il Cocer dicendo che per i prossimi anni riuscirà a chiudere gli avanzamenti entro l’anno successivo.
Penso che queste siano le problematiche puntualizzate dalla categoria “C” di Foter e di essere stato esaustivo perché oltre che essermi esposto personalmente nelle suddette sedi e accusando anche delle personalità in maniera forte, non saprei cos’altro fare, ma sono aperto a tutti i suggerimenti che il Coir vorrà darmi perché ad tutt’oggi non ho avuto nessun supporto se non una sterile critica improduttiva e denigratoria, nonostante in diverse occasioni avessi invocato il loro personale aiuto per fare le giuste pressioni agli organi politici competenti. Ora ritengo che i miei colleghi delegati del Coir abbiano deliberato forse anche strumentalizzati in parte da altri delegati di altre categorie, in particolare dai sergenti che vedono che tutti i provvedimenti del riordino toccano prioritariamente la categoria “C” e non ci sta nessun transitorio per quest’ultimi, i quali vorrebbero passare marescialli ma ancora non hanno capito che del transitorio non se n’è discusso per nessuno. Per gli altri punti lascio che siano gli altri delegati Cocer a rispondere.

 

Cordialità

Dr Leonardo Bitti Delegato Cocer Categoria “C” sez. E.I.

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