Arma dei carabinieri, stipendificio per generali di corpo d’armata

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Maroni invece manda a casa 100 Prefetti entro il 2013. Roma, 23 feb (di Valerio Mattioli) Questa fu la novità portata dalla legge di riforma dell’Arma avvenuta nel 2000 : una moltitudine di ufficiali generali ed una moltiplicazione di incarichi inutili che una azienda privata qualunque avrebbe risolto con la cassa integrazione. Con quale risultato è facile pensare. E’ come avere in un governo un numero enorme di partiti con relativi segretari ognuno dei quali con la pretesa di dire la propria su come salvare la Patria, grazie anche al contenzioso amministrativo che, almeno negli anni scorsi, ha rimesso in gioco e, per giunta, in sovraorganico, ufficiali generali altrimenti destinati al macero.

Non vi è dubbio che tra di essi se ne nascondono alcuni di valore; ma, per l’appunto, sono nascosti e in Italia la cognizione del merito è merce rara.

Cosa c’è di più umiliante in un ufficiale generale della circostanza che lo vede “a disposizione” in attesa di essere collocato in congedo? Niente di meglio della creazione ad hoc di comandi che vengono finanziati generalmente attraverso la riduzione di altri capitoli di spesa.

E’ forse molto probabile che attraverso la cosiddetta “tecnica del girofondo”, ma questa è mera ipotesi, vengano rianimati bilanci in coma attraverso capitoli di spesa di origine e destinazione diversa. Sarebbe meglio usare il condizionale, atteso che tali operazioni non godrebbero di una evidente popolarità se rese pubbliche, qualora fossero poste in essere. Se la “tecnica del girofondo” venisse usata e fosse vera, sarebbe bello sapere se stipendio e missione di un generale di corpo d’armata vengono pagati attraverso i soldi risparmiati sui capitoli di bilancio che riguardano le competenze del personale oppure quelli che direttamente od indirettamente hanno a che fare con la sicurezza e le investigazioni. Sarebbe più logico, giocoforza, che questo particolare artificio contabile-amministrativo, venisse usato per particolari competenze stipendiali e di missione che riguardano il personale particolarmente impegnato in quelle indagini che debordano dal normale orario di lavoro. Sull’esistenza del “girofondo” restiamo con i nostri dubbi e con il connesso sospetto che nessuno, potendo, ci rivelerebbe la sua esistenza.

Il ministro dell’interno Maroni ha risolto questo problema, nel suo dicastero, attraverso l’applicazione dell’art. 72 del decreto legge 112 del 2008 che autorizza le amministrazioni a risolvere il rapporto di lavoro del personale che ha raggiunto i 40 anni di anzianità. Per ora Maroni ha deciso di applicare la normativa a quei prefetti che hanno compiuto il sessantacinquesimo anno di età. Nonostante ciò un centinaio saranno messi in pensione entro il 2013.

Nell’Arma, tale limite coinciderebbe con la pensione, per un ufficiale generale, per cui sarebbe opportuno che l’asticella fosse fissata al sessantesimo anno di età. Limite al di sopra del quale detti personaggi dovrebbero solo preoccuparsi delle disposizioni testamentarie a favore di figli e nipoti.

Nel mio servizio nell’Arma mi sono spesso imbattuto in comandi inutili, ma quelli più assurdi ed insensati che abbia mai visto e che sono realmente dei passacarte sono i centodue comandi provinciali nonché undici comandi di gruppo. Già nel 1868 gli odierni comandi provinciali, che all’epoca venivano chiamati divisioni, vennero soppressi con R.D. del 19 novembre perché giudicati “anello gerarchico, intermedio tra Compagnia e Legione non solo superfluo, ma di ritardo nel disbrigo degli affari del servizio.” (da www.carabinieri.it). Nel, 1870, però, vennero ripristinati aggiungendo, oggi, anche undici comandi di gruppo che, come tipologia, era già stata soppressa nella prima metà degli anni ’90; per espressa ammissione dell’Arma, desumibile dal sito www.carabinieri.it, tali organismi sono “organi demoltiplicatori delle funzioni di direzione, coordinamento e controllo dei Comandi Provinciali nel cui ambito sono previsti.” Poiché un “demoltiplicatore”, secondo il vocabolario della lingua italiana della Zanichelli è un riduttore di velocità, la mancanza di tale ultimo requisito rallenterebbe qualunque capacità decisionale che dovesse essere intrapresa in tempi brevissimi. Calza quindi a pennello la motivazione più sopra riportata con cui simili inutili comandi siano stati soppressi nel 1868.

Alla fine, però, non devono esservi dubbi: quando l’Arma verrà accorpata al ministero dell’interno, che resti militare o no, avremo una pletora di dirigenti nuovi di zecca che incapperanno in un decreto che li prepensionerà tutti e senza alcun danno per la sicurezza dei cittadini. ico_commenti Commenta

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