Wikileaks: l’irritazione degli Usa per le 11 vedette italiane vendute all’Iran

vedetta-veloceRoma, 30 nov – (di Alessandro Cisilin) Le rivelazioni di Wikileaks non risparmiano gli affari italiani in Iran, perpetrati anche a livello militare a dispetto delle pressioni americane per sanzionare lo “Stato canaglia” e i suoi piani atomici. Da una comunicazione dell’ambasciata statunitense di Roma al Dipartimento di Stato emerge che gli Stati Uniti chiesero all’Italia di bloccare l’esportazione a Teheran di dodici navi veloci, temendo che le stesse potessero tra l’altro attaccare la flotta americana nel Golfo Persico. Palazzo Chigi tergiversò, accogliendo la richiesta dell’alleato – si legge – “solo dopo undici mesi di resistenze, durante i quali le prime undici imbarcazioni furono comunque consegnate”.

L’allarme manifestato a Washington ebbe poi a rivelarsi fondato, tant’è che alcuni di quei natanti avrebbero partecipato il 6 gennaio 2008 alle manovre di avvicinamento e alle esplicite minacce verso la Marina statunitense che misero lo Stretto di Hormutz sull’orlo del conflitto. I fatti disvelati sarebbero peraltro già parzialmente noti. Si tratterebbe delle imbarcazioni vedetta “Levriero” dell’azienda brianzola Fb Design capeggiata da Fabio Buzzi, che nel 2008 confermò “di aver venduto regolarmente tecnologie e navi all’Iran”. Il dispaccio sottolinea però l’irritazione americana per le resistenze attivate dall’Italia quando sono in ballo gli interessi privati. Un altro file dell’ambasciata americana risalente al 22 gennaio scorso lamenta che l’Eni, “pur comprendendo il messaggio”, ribadisce che continuerà “ad adempiere alle proprie obbligazioni contrattuali” nell’esplorazione petrolifera. E in effetti l’interscambio italo-iraniano, seppur in calo, ha superato ancora l’anno scorso i 4 miliardi di euro, coinvolgendo settori strategici e a possibile utilizzo militare, inclusa la telecomunicazione satellitare. (Il Fatto Quotidiano)

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