USA: Obama, tassare i ricchi per un’economia più equa

obama-discorso-stato-dellunioneWashington, 25 gen – Il presidente americano americano Barack Obama è sceso in campo contro le disparità economiche che minacciano la classe media. “Possiamo avere un paese dove un ristretto numero di persone sta veramente bene mentre un numero crescente di americani ce la fa a malapena, oppure possiamo restaurare un’economia dove ognuno ha la sua giusta parte e gioca con le stesse regole”, ha detto Obama nell’atteso discorso dello Stato dell’Unione, che di fatto ha tracciato il tono della sua prossima campagna elettorale. Un discorso che vede fra le proposte chiave quella di aumentare le tasse per i più ricchi, perchè chi guadagna oltre un milione di dollari paghi un’aliquota almeno del 30%. E per rendere più visibile il concetto, accanto alla firts lady Michelle ad ascoltare Obama c’ era Debbie Bosanek, la famosa segretaria di Warren Buffett. Il miliardario aveva citato proprio lei come esempio, quando ha denunciato pubblicamente lo scandalo di un sistema che fa pagare aliquote più alte alle segretarie piuttosto che ai loro datori di lavoro super ricchi

“Non dimentichiamolo mai: milioni di americani che lavorano duro e rispettano le regole ogni giorno meritano un governo e un sistema finanziario che fanno lo stesso – ha detto Obama- “In gioco non vi sono valori democratici o repubblicani, ma i valori americani”. In un discorso rivolto soprattutto alla classe media, il presidente americano ha parlato in favore dell’eliminazione degli sgravi fiscali alle società che trasferiscono la loro attività all’estero, ha avvertito college e università che rischiano di perdere fondi federali se non manterranno basse le rette per gli studenti e ha lanciato nuovamente un appello al congresso perchè approvi un’estensione degli sgravi fiscali sugli stipendi dei lavoratori dipendenti e voti una legge per aiutare chi non ce la fa a pagare il mutuo. Obama ha dedicato una piccola parte del suo discorso alla politica estera, spendendolo soprattutto in chiave interna. Ha ricordato l’uccisione di Osama Bin Laden – fra gli ospiti assieme a Michelle c’era anche l’ammiraglio William Raven che supervisionò il raid di Abbottabad – e ha citato la fine della guerra in Iraq e l’avvio della startegia d’uscita da quella in Afghanistan. La conseguente riduzione delle spese militare frutterà un “dividendo della pace”, circa 200 milioni di dollari nei prossimi sei anni, che Obama ha detto di voelr usare per finanziare la costruzione di nuove infrastrutture – strade, ponti e ferrovie – che renderanno l’America più competitiva.

“Potete chiamare tutto questo lotta di classe, ma cos’è chiedere ad un miliardario di pagare tasse almeno quanto la sua segretaria? Molti americani lo chiamerebbero buon senso”, ha detto Obama, in una chiara risposta ai suoi avversari repubblicani. Risalito nei sondaggi, l’ultimo rilevamento Washington post – Abc lo situa al 50% del gradimento, il presidente americano ha scelto una linea che sembra piacere sempre più agli elettori indipendenti. E la divulgazione della dichiarazione dei redditi di Mitt Romney, il miliardario fra i favoriti alla nomination repubblicana, finisce per aiutarlo. L’ex governatore del Massachusetts è un esempio vivente delle disparità denunciate da Obama: in due anni ha guadagnato 42 milioni di dollari e l’aliquota media delle sue tasse si aggira attorno al 14%. Alle elezioni di novembre sapremo se la linea politica scelta da Obama si sarà rivelata vincente, malgrado il grave handicap di una disoccupazione che rimane all’8,5%. Intanto, in attesa di sapere chi sarà il loro candidato, i repubblicani hanno affidato la loro risposto in aula al governatore dell’Indiana Mitch Daniels, che ha proposto una semplificazione del sistema fiscale e un abbassamento delle aliquote, accusando Obama di voler dividere gli americani. “Niente della presidenza Obama è stato più triste del suo costante sforzo di dividerci, di ottenere il favore degli uni castigando gli altri… tutti noi americani – ha detto- siamo nella stessa barca, se andiamo alla deriva fra i litigi in un Niagara di debiti, soffriremo tutti senza differenza di reddito, razza e genere”. (Adnkronos)

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