USA: divieto di combattere, due soldatesse fanno causa alle forze armate

donne-soldatesseAlla corte: violati diritti costituzionali Roma, 28 mag – Due soldatesse americane hanno citato in giudizio il Dipartimento della Difesa e l’Esercito degli Stati uniti per le restrizioni imposte alle donne in combattimento, precisando che esse rappresentano una chiara violazione dei loro diritti costituzionali. Il Sergente maggiore Jane Baldwin ed il Colonnello Ellen Haring, entrambe riserviste, si sono rivolte alla corte di Washington spiegando che la loro esclusione dalle attività di combattimento “solo perché donne” viola i diritti di uguaglianza sanciti dal Quinto Emendamento.

Entrambe le donne hanno più di 20 anni di servizio e, in particolare, il colonnello Haring, di Bristow, Virginia, ha già ricoperto numerosi posti di comando ma le sue possibilità di carriera – ha dichiarato – sono state limitate proprio dal fatto di essere donna. Il sergente Baldwin parla di “odioso trattamento discriminatorio in un ambiente di lavoro che istituzionalizza la disparità di trattamento tra sessi nonostante le loro capacità individuali”.

Le due donne, hanno inoltre sottolineato che simili restrizioni hanno avuto pesanti conseguenze sui loro “attuali e futuri guadagni, su una potenziale promozione, sui benefici post congedo”. Nello scorso mese di febbraio, il Pentagono aveva annunciato una svolta, con l’apertura alle donne di 14.000 nuove posizioni nelle forze armate, soprattutto in quelle di terra. Ma i vertici militari hanno bloccato, quasi immediatamente, le loro ambizioni di far parte di unità dedite al combattimento.

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