Uganda, missione medica delle Forze armate: in 5 giorni più di 50 operazioni

difesa-ugandaRoma, 26 nov – La missione umanitaria “quattro stelle per l’Uganda”, nonostante sia cominciata solo il 21 novembre, ha sta producendo risultati più che soddisfacenti. Dal dispiegamento sul campo, infatti, sono state effettuate già oltre cinquanta le operazioni chirurgiche: asportazioni di utero e di tiroide, plastiche, ernie di vario genere, endoscopie. Diverse decine anche le ecografie e le visite ginecologiche, molte delle quali propedeutiche alle operazioni stesse, le visite e gli interventi di ortopedia, i prelievi sanguigni e le analisi di laboratorio. La missione, che proseguirà fino al 5 dicembre, vede impegnati al fianco della Fondazione Avsi, medici e infermieri delle quattro forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), per la prima volta insieme in Africa. Il gruppo è composto da 20 militari, tra medici, infermieri e addetti alla logistica, e due chirurghi civili, con mezzi di trasporto messi a disposizione dalla direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina. Il gruppo sta operando presso l’ospedale St. Joseph di Kitgum, cittadina del nord dell’Uganda dove la Fondazione Avsi è presente da anni con diversi progetti di cooperazione e sviluppo, non solo sanitari.

Al centro dell’iniziativa umanitaria tra il ministero della Difesa italiano, la Dgcs e l’Avsi, la formazione del personale sanitario dell’ospedale, soprattutto infermieri e assistenti, risorse fondamentali e preziose in un contesto dove i medici sono pochissimi e devono confrontarsi quotidianamente con diverse problematiche ed emergenze sanitarie, malattie come Aids, malaria ed epatite e frequenti casi di epidemie. Importante, in tale ambito, anche l’accrescimento professionale per i giovani medici presenti tra i militari italiani, un’esperienza sul campo fondamentale per operare al meglio nelle missioni internazionali e in tutti quei contesti operativi lontani dai confini nazionali le cui condizioni di lavoro sono difficilmente riproducibili in patria. Nei prossimi giorni, inoltre, in coordinamento con la Direzione dell’ospedale e con i responsabili locali di Avsi, partiranno una serie di attività di screening medico della popolazione, rivolto in particolare ai bambini e alle giovani mamme, sia presso gli ambulatori del St Joseph sia direttamente nei villaggi.

Sabato 27 novembre verranno festeggiati i 50 anni di attività dell’ospedale, struttura nata negli anni sessanta per opera dei Comboniani come dispensario pediatrico che durante gli anni della guerra civile ha garantito i servizi di base alla popolazione salvando migliaia di vite umane ed oggi è uno dei punti di riferimento sanitari in tutta la regione. Avsi sostiene da molti anni la struttura ospedaliera in forza di un accordo con la locale Diocesi. Alla cerimonia parteciperanno numerose autorità del governo ugandese e rappresentanze dei Paesi che attraverso la cooperazione internazionale nel corso degli anni hanno contribuito a sostenere lo sforzo dell’ospedale, tra cui Unione europea, Italia, Stati Uniti, Olanda, Gran Bretagna, Canada, Spagna, Francia, Germania ed Austria. (Il Velino)

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